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Bimbo morto in Sardegna, appello di Alberto Pallotti ed Elena Ronzullo: “Siamo vicini alla famiglia del piccolo Daniele. Ora però deve essere fatta giustizia”

Napoli, 2 Febbraio – «Siamo sconvolti per quanto è successo ieri a Cagliari, dove un motociclista ha investito una mamma che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali con il figlio di 15 mesi sul passeggino, uccidendolo. Queste notizie ci distruggono. Non è possibile che, dopo anni di battaglie, la situazione sulle strade italiane non migliori mai. Chiediamo a gran voce giustizia».

A rivolgere un accorato appello al Capo dello Stato, al Governo, alle istituzioni e ai magistrati che seguiranno il caso sono Alberto Pallotti, presidente dell’AUFV, Associazione unitaria familiari e vittime Odv, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada, che fa parte dell’AUFV insieme all’Associazione Familiari e Vittime della Strada e all’Associazione Unitaria Familiari e Vittime.

Terribile quello che è accaduto in Sardegna, dove il piccolo Daniele Ulver, di un anno e tre mesi, è morto sotto gli occhi della sua mamma. «Dai giornali abbiamo appreso che il motociclista non si è fermato a soccorrerli, ma si è costituito un paio di ore dopo, quando tutti lo stavano cercando», dicono Alberto Pallotti ed Elena Ronzullo, «con le nostre associazioni siamo vicini ai genitori del piccolo Daniele e alle loro famiglie devastate da una tragedia così grande e, come sempre, faremo di tutto per sostenerli, anche nella battaglia per la giustizia», dicono Alberto Pallotti ed Elena Ronzullo. «I magistrati, –  aggiungono, – devono applicare pene severe.

La legge sull’omicidio stradale va rispettata. Chiediamo che non accada anche in questo caso quello che, purtroppo, si verifica troppo spesso in Italia: i responsabili di omicidio stradale se la cavano con condanne irrisorie grazie ai riti alternativi e agli sconti di pena. Rivolgiamo un appello al Capo dello Stato e al Governo perché venga sanata questa situazione per cui il responsabile di un omicidio stradale riesce a usufruire dello sconto di pena per aver scelto il rito abbreviato e poi di un ulteriore sconto per il “Concordato in appello”.

Non è possibile che chi si macchia di un crimine così grave non sconti una condanna giusta. I magistrati che seguiranno il caso del piccolo Daniele facciano in modo che venga assicurata la giustizia. Altrimenti sarebbe come uccidere due volte questo bambino e fare un ulteriore male alla sua famiglia, che solo per questa perdita è già condannata a un ergastolo di dolore. I giudici applichino la legge, la condanna sia adeguata e giusta». 

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