Il parlamentare: “Monaldi si costituisca parte civile”. L’appello della madre e dell’avvocato Petruzzi: “Non si trova cardiochirurgo in tutta Italia per la perizia di parte”
Napoli, 28 Febbraio – Il deputato Francesco Emilio Borrelli, che segue fin dall’inizio la drammatica vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo morto dopo il trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, ha incontrato la madre di Domenico Patrizia Mercolino e il legale della famiglia l’avvocato Francesco Petruzzi. Mentre proseguono le indagini interne e quelle della magistratura si è registrata la sospensione di due medici coinvolti nel trapianto e la ricusazione del cardiochirurgo nominato dal giudice per le indagini preliminari.
“Il Monaldi si costituisca parte civile nel processo per la drammatica morte del piccolo Domenico Caliendo. Sarebbe un segnale forte a tutela dell’immagine della struttura ospedaliera e di tutti i medici e gli infermieri che vi lavorano con dedizione e professionalità. Domenico è sopravvissuto 60 giorni attaccato ad una macchina. Ha lottato perché voleva vivere e con la sua forza ha consentito alla verità di venire fuori dopo vari tentativi di nascondere l’accaduto. Dopo tanti silenzi, seppur tardivamente, sono stati sospesi due dei medici protagonisti di questa vicenda. Ma restano ancora tanti aspetti da chiarire, ivi compreso il ruolo di tutti coloro che hanno cercato di occultare una serie di errori enormi che hanno determinato la morte di Domenico. La costituzione della fondazione che porta il suo nome è il modo migliore per ricordarlo e per aiutare altre famiglie che si possono trovare ad affrontare casi di malpractice sanitaria”. Queste le parole di Borrelli.
Nel corso dell’incontro l’appello della madre, Patrizia Mercolino, e di Francesco Petruzzi avvocato della famiglia: “Stiamo registrando enormi difficoltà a trovare in tutta Italia un cardiochirurgo disposto a effettuare una perizia di parte. Abbiamo inoltre chiesto la ricusazione del cardiochirurgo nominato dal Gip per l’autopsia perché ha già espresso il suo convincimento in merito anche attraverso i media oltre ad aver fatto delle pubblicazioni con una degli indagati. In queste condizioni non può essere il perito del giudice. Queste circostanze rischiano di ritardare ulteriormente il procedimento”.
“Conosco il lavoro di tanti medici e infermieri del Monaldi e non è giusto che per colpa delle persone che hanno sbagliato con mio figlio debba pagare una struttura intera – ha ribadito la madre di Domenico. Mi chiedo come si sentano quelli che seguivano Domenico, la loro coscienza come stia in questo momento. La mia è pulita”.
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