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Berlin 1989: la pittura prima e dopo il muro

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Napoli, 11 Novembre – Il 9 Novembre scorso sono passati trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Un evento di indiscutibile rilevanza storica per il mondo e l’Europa, sebbene non tutti gli storici siano concordi nel darne un significato positivo dal punto di visto economico per l’affermarsi incontrastato nel vecchio continente di un discutibile tipo di economia misto fatta di eccessiva burocrazia e liberismo sfrenato soprattutto a partire dagli anni’90.

Nell’intenzione di menzionare i fermenti però della scena artistica tedesca degli anni Ottanta, le Gallerie d’Italia- Palazzo Zevallos Stigliano ospitano la mostra Berlin 1989. L’esposizione è visitabile a Napoli dal 12 Ottobre 2019 al 19 Gennaio 2020. La pittura tedesca berlinese si impone infatti in tutto il mondo con la denominazione di Neo-Espressionismo, ricalcando la corrente Espressionista tedesca di inizio Novecento, in particolare del ventennio 1905-1925. I suoi esponenti,  i ” Nuovi Selvaggi”, tendono a sottolineare una certa brutalità di una pittura giocata su gesti enfatici e forte impianto narrativo: i neoespressionisti puntano infatti ad un deciso recupero della figura umana, sotto la lente deformata dell’inquietudine. I lavori dei nuovi selvaggi sono caratterizzati poi da un cromatismo violento e fortemente espressivo, una figurazione semplificata e spesso elementare , e per finire un senso tragico dell’umanità e della storia.

Emerge presto il gruppo di pittori berlinesi, tra cui Rainer Fetting, Helmut Middendorf, Bernd Zimmer che nel 1977 avevano aperto in Kreuzberg la Galerie am Mortizplatz, ovvero uno spazio autogestito fatto di pittura ribelle che si ispira all’attualità quotidiana dei media, della musica rock, della cultura punk, così come ai temi di carattere politico, artistico, mescolando alto e basso in piena temperie postmoderna. Pittura giovane e di culto, che in breve, dagli spazi off conquisterà mercato, gallerie e musei.

Agli inizi degli anni Ottanta alcuni sono già molto famosi: Gerard Richter, Georg Baselitz e Anselm Kiefer. Quest’ultimi stanno conquistando già in quell’epoca un posto importante nella storia dell’arte. E poi è il turno della generazione più giovane ovvero dei Rainer Fetting, Helmut Middendorf, Bernd Zimmer, Markus Lupertz, Martin Disler, Siegfried Anzinger, Albert Oehlen.

La mostra Berlin 1989, va ricordato, fa parte di un trittico di mostre curate da Luca Beatrice dedicate a quelle città che sul finire del’900 hanno cambiato la storia dell’arte e la storia dei popoli in generale. Le altre due mostre precedenti dell’autore sono “Le mille Luci di New York” nel 2017 e “London Shadow” nel 2018. Le 21 opere, realizzate tra il 1972 e il 2003, sono state prese in prestito da gallerie e collezioni private italiane.

 

Annibale Pietro Napolitano

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