Pompei, 25 Febbraio  – Un’ondata di commozione e gratitudine ha pervaso Pompei e tutti i devoti della Madonna del Rosario nel mondo dopo l’annuncio della canonizzazione del Beato Bartolo Longo. Un evento atteso da decenni, che il Papa ha voluto concedere in un momento di sofferenza personale, dalla sua “cattedra” speciale nell’Ospedale Gemelli.

“L’emozione è indescrivibile – sottolinea l’arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputoe la nostra gratitudine al Santo Padre è immensa. A Pompei amiamo il Papa in modo speciale e preghiamo per lui, certi che la Madonna del Rosario e Bartolo Longo, dal Cielo, ascoltino la nostra invocazione affinché il Pontefice torni presto alla quotidianità del ministero petrino”.

Un’attesa lunga oltre quarant’anni – Bartolo Longo fu beatificato il 26 ottobre 1980 da Papa Giovanni Paolo II, e da allora il desiderio di vederlo proclamato santo ha animato la preghiera di innumerevoli fedeli. “Una moltitudine di persone ha espresso questa esigenza del cuore – ricorda Monsignor Caputo – e tanti hanno invocato la sua intercessione nei momenti più difficili della loro vita”.

Con la canonizzazione, il Papa ha dato ascolto al popolo di Dio, che oggi celebra con gioia il riconoscimento ufficiale della santità di un uomo che ha dedicato la sua vita alla fede e alla carità. Fondatore del Santuario e delle opere sociali di Pompei, Longo è stato un modello di conversione e di servizio ai più deboli, lasciando un’eredità spirituale che continua a ispirare.

Ogni canonizzazione porta con sé un messaggio profondo: la santità è un cammino accessibile a tutti. “Quanti sono i santi nascosti, quelli della porta accanto – riflette l’arcivescovo –. Non arriveranno all’onore degli altari, ma sono santi agli occhi del Padre”.

Il riconoscimento ufficiale di Bartolo Longo è, dunque, più di una celebrazione: è una dichiarazione d’amore di Dio all’umanità, un segno della sua volontà di accompagnare ogni credente verso la salvezza e la gioia piena. Oggi Pompei festeggia il suo Santo, con la certezza che la sua testimonianza continuerà a illuminare il cammino di fede di tanti.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.