Il Segretario UTL UGL Napoli Spettacolo e Sport: «L’evento ha funzionato. Ora bisogna trasformare questa esperienza in una strategia di crescita. Il mio sogno? Un Gran Premio di Formula 1 con un circuito cittadino unico al mondo»

Napoli, 6 Ottobre – L’America’s Cup ha rappresentato molto più di un grande appuntamento sportivo. Per Napoli è stata una vetrina internazionale, capace di richiamare pubblico, turisti e attenzione mediatica da tutto il mondo, con importanti ricadute sul territorio. A sottolinearlo è Nicola Egidio, Segretario UTL UGL Napoli Spettacolo e Sport, che promuove a pieni voti l’organizzazione della manifestazione e guarda già alle prossime sfide. «Innanzitutto mi preme dire che ha funzionato tutto – sottolinea Egidio – e per questo voglio rivolgere i miei complimenti all’organizzazione e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. È stato un altro appuntamento sportivo di livello mondiale che ha portato Napoli sul tetto del mondo, garantendo alla nostra città la visibilità internazionale che merita».

Per Egidio, l’America’s Cup si inserisce in una tradizione sportiva che a Napoli e in Campania affonda le proprie radici nel tempo. «La Campania vanta una tradizione sportiva radicata in tutte le discipline e la vela è certamente una di queste. Napoli può contare su circoli storici e blasonati e su una lunga tradizione che ha visto protagonisti numerosi campioni di fama mondiale». A fare la differenza, però, è stato anche il contesto nel quale la competizione si è svolta. «Lo scenario unico al mondo che Napoli è in grado di offrire ha contribuito in maniera incantevole alla riuscita dell’evento. Il mare, il patrimonio storico, culturale e paesaggistico hanno creato una cornice straordinaria, capace di attirare un pubblico internazionale forse anche al di là delle aspettative». Un successo sportivo che, secondo il rappresentante sindacale, si è tradotto anche in un’importante opportunità economica. «È stato uno spettacolo unico che ha generato un notevole indotto. Abbiamo visto una forte presenza turistica e una città che ha beneficiato dell’arrivo di migliaia di persone. Questo ci inorgoglisce e, soprattutto, ci rende sempre più speranzosi rispetto al futuro».

Egidio individua proprio nel turismo, nello sport e nello spettacolo i principali settori sui quali puntare per creare nuove opportunità occupazionali. «È ineccepibile che una delle grandi industrie di Napoli sia quella turistica e che, insieme allo sport e allo spettacolo, possa generare lavoro e ricchezza. Dobbiamo quindi considerare i grandi eventi internazionali come una vera opportunità di sviluppo e non come episodi isolati». La parola d’ordine, dunque, è continuità. «Negli ultimi anni sono stati tanti gli eventi sportivi di rilievo internazionale che hanno interessato Napoli e la Campania. Sono occasioni da tenere nella massima considerazione e soprattutto da non sprecare. Dobbiamo essere capaci di attrarre altri grandi appuntamenti, costruendo una programmazione che possa dare continuità alla promozione internazionale del nostro territorio». E proprio pensando al futuro, Nicola Egidio rilancia un progetto ambizioso che definisce «un sogno nel cassetto».

«Conservo da anni un sogno: quello di vedere una gara di Formula 1 a Napoli, con un circuito cittadino unico nel suo genere. So che si tratta di una sfida complessa e ambiziosa, ma credo che Napoli debba avere la capacità di sognare in grande. Immaginare le monoposto correre in uno scenario come quello napoletano avrebbe una forza mediatica e turistica straordinaria». Un’idea che, secondo Egidio, potrebbe rappresentare il naturale proseguimento di un percorso già avviato. «L’America’s Cup ci ha dimostrato che Napoli è in grado di ospitare eventi di livello mondiale. Ora dobbiamo trasformare questa capacità in una strategia stabile. Sport, turismo e spettacolo possono essere un autentico motore di sviluppo economico e occupazionale». Infine, un messaggio rivolto alle istituzioni e agli operatori del territorio: «Non dobbiamo fermarci. Napoli ha tutte le carte in regola per essere protagonista sulla scena internazionale. Dobbiamo avere la capacità di investire, progettare e soprattutto di credere nelle potenzialità straordinarie della nostra città. L’America’s Cup può essere non un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza».

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