Milano, 24 Ottobre – L’Ambrogino d’Oro rappresenta da sempre il simbolo di una Milano che premia chi semina solidarietà e costruisce ponti tra le persone. Ma davvero, quest’anno, la più prestigiosa benemerenza civica dovrebbe essere conferita alla Flotilla, impegnata nella missione di pace a Gaza? C’è chi propone una riflessione diversa, più coerente con lo spirito umano e cristiano che da sempre anima i milanesi: perché non riconoscere l’Ambrogino d’Oro anche al Festival della Canzone Cristiana (Sanremo Cristian Music Festival).
Sanremo Christian Song Festival – en.wikipedia.org/wiki/Sanremo_Christian_Song_Festival, manifestazione musicale cristiana riconosciuta in tutto il mondo, guidata dal direttore artistico Fabrizio Venturi e dal giornalista milanese Biagio Maimone, protagonisti di una significativa missione di pace nel 2023 nel cuore dell’Ucraina? In quell’occasione, Venturi e Maimone hanno portato musica, fede e speranza tra Kiev e Irpin, visitando ospedali pediatrici e luoghi devastati dalla guerra. Hanno cantato per i bambini feriti, offerto parole di conforto alle famiglie e fatto risuonare il messaggio universale della pace e della fraternità. Nessuna propaganda, nessuna bandiera: solo l’Italia migliore, quella che agisce in silenzio ma lascia un segno profondo.
Il 2 giugno 2023, durante la Festa della Repubblica italiana, la missione di pace del Festival ha raggiunto Kiev, presso l’Ambasciata italiana. Non era una missione qualunque: era una missione cristiana “made in Italy”, silenziosa agli occhi della stampa nazionale, ma intensa e significativa nel suo messaggio. Mentre le cronache parlavano d’altro, loro hanno attraversato il cuore dell’Ucraina, un Paese segnato dalle bombe e dai droni russi, portando solo ciò che non si può fermare: la forza della fede e la speranza.
Questa missione ha incarnato le parole di Cristo: fare del bene senza aspettarsi nulla in cambio.E così è stato. Nessuna bandiera, nessun premio o riconoscimento da parte dei media del nostro Paese. Solo il coraggio di chi crede che la pace non si annuncia a parole, ma con gesti concreti, rischiando tutto per accendere luce dove c’è oscurità. È stata una testimonianza di amore e umanità, una voce che parla più forte del silenzio di chi guarda altrove. Una dimostrazione che anche nel caos della guerra, la fede e la speranza possono diventare armi potenti, capaci di attraversare confini e cuori.
Eppure, in queste ore, la discussione sull’Ambrogino d’Oro sembra trasformarsi in un vero e proprio terreno di scontro politico. C’è chi denuncia che la scelta della Flotilla stia diventando una battaglia ideologica, una contrapposizione tra una Milano “di sinistra” e una Milano “di destra”, come se la solidarietà dovesse avere un colore politico. Un clima acceso e divisivo che rischia di oscurare il significato autentico del riconoscimento civico: quello di premiare chi costruisce ponti, non chi alimenta muri.
La pace, la solidarietà e la cultura del bene non appartengono a nessun partito. Sono valori universali, che parlano a tutti i milanesi, indipendentemente dalle appartenenze e dalle bandiere.
Mentre il dibattito politico si infiamma su simboli e schieramenti, la missione del Festival della Canzone Cristiana ha parlato con la voce dell’amore e dell’umanità. La musica è diventata un abbraccio, la fede una forma concreta di solidarietà, e Milano — attraverso la figura di Fabrizio Venturi — ne è stata idealmente rappresentata, testimoniando il legame profondo tra la città e i valori universali del bene.
Se davvero l’Ambrogino d’Oro vuole premiare chi incarna i valori ambrosiani — coraggio, altruismo e speranza — forse la scelta più giusta è guardare a chi, con umiltà e passione, ha portato la luce della pace dove regna ancora la paura. Perché Milano, città dal cuore grande, non dimentichi chi — con una canzone e con la parola — ha saputo ridare voce alla speranza tra le rovine di Kiev.
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