La forza del jazz e il sogno di uguaglianza: a Vico la presentazione del libro su Louis Armstrong
Vico di Palma Campania, 30 Ottobre – C’è un’armonia speciale, quasi sospesa, che ancora aleggia tra le mura del Circolo “Tenente Tommaso Carbone” di Vico di Palma Campania, dopo la serata di lunedì 27 ottobre. Un’armonia fatta di parole, emozioni e note invisibili che hanno accompagnato la presentazione del libro “Louis Armstrong. La leggenda. La musica oltre il razzismo” (IOD Edizioni), firmato da Filomena Carrella, giornalista, musicista, docente e presidente dell’Associazione “Passepartout”.
Un evento, patrocinato dal Comune di Palma Campania, che ha unito storia, letteratura e musica in un’unica sinfonia di emozioni e riflessioni, confermando la vocazione culturale di un Circolo che, sotto la guida del presidente Michele Graziano, continua a essere un punto di riferimento per la comunità locale. L’incontro, inserito nel programma delle attività culturali 2025, si è aperto con i saluti istituzionali della vicesindaca e assessora alla cultura Elvira Franzese, accolta dal calore del pubblico.
Con parole di sincera partecipazione, Franzese ha sottolineato l’importanza di “continuare a credere nella cultura come strumento di unione, confronto e crescita sociale”, annunciando anche l’imminente rassegna “Un libro sotto l’albero”, che vedrà coinvolti gli studenti delle scuole locali. A condurre la serata, con grazia e sensibilità, la giornalista Adelina Mauro, che ha guidato il dialogo tra i relatori e la scrittrice, ricordando il valore storico del Circolo Carbone, “luogo di incontro e di respiro culturale, dove la comunità di Vico ha sempre saputo riconoscersi e rinnovarsi”.
Particolarmente intensa la relazione del professor Gerardo Santella, critico letterario, che ha analizzato l’opera di Carrella soffermandosi sulla struttura narrativa e sul suo legame con la musica jazz. “Nel libro – ha osservato Santella – la poliritmia cioè l’uso di una varietà di ritmi nei medesimi brani, e della sincope, che interrompe la mono-tonia musicale, esplodendo in un rapido climax ascendente (intensificazione del ritmo) per poi ritornare gradualmente ad un climax discendente (abbassamento del ritmo) si ritrova nelle pagine del libro in numerose sequenze narrative della vita di Armstrong, che in tal modo riproducono sul foglio bianco la caratteristica dei suoni della musica. Una tecnica attraverso la quale significato e significante, cioè senso e suono, interagiscono e si amalgamano tra di loro in un linguaggio letterario. Proprio come faceva Armostrong, le cui parole, quando cantava, diventavano note musicali e i cui suoni di tromba durante l’esecuzione diventavano parole. Il ritmo letterario di Carrella segue le stesse curve emotive dei brani di Armstrong: un climax che sale e poi scende, un dialogo tra senso e suono. Come se le parole stesse suonassero.” Una lettura appassionata di alcuni brani ha reso evidente questa fusione: la pagina scritta vibra, respira, e sembra davvero farsi musica.
Il direttore di Sciscianonotizie.it, Raffaele Ariola, ha poi dato vita a un dialogo serrato con l’autrice, che ha raccontato con emozione la genesi del suo lavoro. “Desideravo raccontare Louis Armstrong – ha spiegato Carrella – non solo come genio musicale, ma come uomo capace di trasformare il dolore in speranza. La sua è una favola reale, dove la musica diventa strumento di riscatto e ponte tra le diversità. Non potevo privarmi del privilegio di narrare una vita che insegna come la luce possa nascere anche dal buio.”
Alla domanda su come il linguaggio fiabesco, con figure come il Folletto Nox o Madama Luna, si intrecci con una storia di razzismo e ingiustizia, Carrella ha risposto: “Il mondo delle fiabe è un linguaggio che appartiene all’anima. Serve a ricordarci che ogni ferita può essere guarita dal sogno, e che la speranza è la vera magia capace di cambiare il destino umano. Armstrong è stato questo: un uomo che ha saputo sognare in un mondo che gli negava tutto.”
E quando il dialogo si è spostato sulla metafora del jazz come “cioccolata più buona del mondo”, la scrittrice ha sorriso: “Louis vedeva nella musica una dolcezza che salva, una linfa che nutre la vita. La cioccolata, come il jazz, scalda il cuore: è un’energia che non conosce confini, proprio come l’amore.”
Il pubblico, partecipe e numeroso, ha seguito con emozione ogni passaggio del dibattito, applaudendo la sensibilità e la profondità delle riflessioni dell’autrice. L’incontro si è chiuso con una riflessione condivisa: la musica come linguaggio universale capace di unire, di guarire, di resistere. “Armstrong – ha ricordato Carrella – è stato ambasciatore di pace e di libertà. Oggi più che mai abbiamo bisogno di ascoltare la sua lezione: la musica non ha colore, la vita non ha confini.”
Quando le luci del Circolo si sono abbassate e il brusio della sala è svanito, è rimasto nell’aria un silenzio carico di significato. Un silenzio che sapeva di tromba e di sogno, di mani che si stringono e di note che si trasformano in ponti. Perché Louis Armstrong. La leggenda. La musica oltre il razzismo è un atto d’amore verso la vita e verso l’umanità, un invito – come ha detto Carrella – “a suonare la propria melodia nel mondo, senza paura, con il cuore aperto all’altro”.
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