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Presentata a Napoli la maestosa statua di Maradona del maestro Francesco Cretella: l’opera sarà collocata a Palma Campania

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Palma Campania, 22 Febbraio – Oggi è stata presentata a Napoli l’opera monumentale che raffigura Diego Armando Maradona ad altezza naturale nell’atto di segnare il grande gol dei quarti di finale della Coppa del Mondo del 1986, tra Argentina e Inghilterra, per cui il calciatore fu designato la “Mano de Dios”.

L’amministrazione comunale di Palma Campania ha accolto la richiesta di tanti tifosi che hanno voluto ricordare Maradona dopo la sua tragica scomparsa, il Sindaco Nello Donnarumma e il consigliere delegato allo Sport Nello Gemito, tramite il Direttore Artistico Ferdinando Sorrentino presidente dell’Associazione “Non me ne vado” hanno incaricato l’artista napoletano Francesco Cretella di realizzarla. La statua verrà collocata sul territorio palmese in un luogo che verrà scelto insieme ai tifosi.

A Palma Campania si sta creando un percorso artistico, dove l’arte contemporanea la fa da padrona e questa della Bottega Cretella ne sarà il fiore all’occhiello, insieme a tante altre già presenti sul territorio. Abbiamo voluto fare una breve intervista a questo eccellente artista.

Chi è Francesco Cretella e qual è il suo percorso artistico?

“Sono cresciuto in periferia e precisamente a Castel Volturno, dove è iniziato il mio percorso artistico, frequentando l’istituto d’arte di pineta mare ISIS. Poi ho continuato gli studi presso l’accademia di belle arti di Napoli al corso di pittura del docente Raffaele Canoro e specializzarmi alla magistrale del corso di scultura col docente Salvatore Vitagliano. Una grande fetta della mia formazione è avvenuta presso le varie botteghe napoletane del centro storico (Ferrigno, Petrucciani e altri grandi maestri) tra Arte Presepiale, sacra e decorativa di vario tipo e di materiali diversi, che mi hanno permesso di maturare una conoscenza pratica nell’affrontare il mestiere dello Scultore. Tutto questo mi ha permesso, quasi due anni fa di aprire una mia Bottega nel centro storico, a Vico Cinquesanti n.2, dove nonostante le difficoltà della pandemia siamo riusciti a realizzare vari lavori, che spaziano in diversi campi: per il cinema realizzando oggetti di scena di vario tipo. Fra le ultime collaborazioni ci sono state: Natale in casa Cupiello, Nina Settembre, Gomorra, Fortuna, Mare fuori, Maradona, sueño  bendito, Finalmente Sposi di Lello Arena e la pubblicità di Dolce e Gabbana diretta da Garrone”.

Quali oggetti di scena ha realizzato? 

“Per Gomorra ho realizzato ventitré scheletri per l’ottava puntata della quarta stagione, dove veniva trovata una fossa comune, durante la costruzione dell’aeroporto. Per Natale in casa Cupiello, diretto da De Angelis, ho realizzato il presepe di “Luca Cupiello”, icona con cui sono cresciuto. Per Nina Settembre ho realizzato una spigola in silicone e dipinta, che emulasse quella vera mentre veniva pescata da “Nando Pavone” nella quarta puntata. Per “ Finalmente Sposi” di Lello Arena ho realizzato alcuni fossili e le uova per la scena della collezionista di fossili. E per Mare Fuori ho realizzato il murale che i ragazzi del carcere preparano nel corso di ceramica, e in quella occasione il regista Carmine Elia decise di farmi interpretare la parte del docente di ceramica del carcere per due piccole scene, è stata una bella esperienza. Per Dolce e Gabbana ho fornito oggetti per allestire l’angolo dello scultore”.

Oggi è stata presentata l’opera monumentale per Palma Campania com’è stata realizzata?

“Il lavoro è stato realizzato in un mesetto, i materiali sono: la Creta per il modello che verrà calcato e realizzato in resina poliuretanica e la polvere di Marmo”.

Cosa significa realizzare un’opera dedicata a Maradona per un artista Napoletano?

“Io non sono mai stato un appassionato di calcio, però per il Napoli e per Maradona ho sempre avuto un’ammirazione e una suggestione quasi sacra. Mia nonna fino a novantaquattro anni ha guardato la partita del Napoli quando era in serie C. Io, sono nato l’ 1/10/1987, ma dovevo nascere il 30 settembre e mentre mia madre era ricoverata, mio padre e mio fratello andarono a vedere il Napoli di Maradona perché avevano i biglietti, per fortuna io nacqui il giorno dopo. In un modo o nell’altro Maradona è sempre stato presente nella mia vita. L’ammirazione che ho per lui, per il suo divino piede, per l’uomo, mai scontato, che vive di eccessi come tutti i giganti, per la figura prometea che è, di chi ruba il fuoco agli dei per condividerlo con noi umili uomini. Lo vedo come un eroe greco che si scontra con tutta la sua forza contro il potere per difendere i deboli, i Desaparecidos. Come tutti i grandi, compreso Gesù, finisci con l’essere messo in croce. La speranza tante volte è nel gesto, nel messaggio, che a volte riesce a fare più della persona stessa”.

Ha già avuto modo di collaborare in precedenza con il Direttore Artistico Ferdinando Sorrentino e con l’Associazione Culturale Non me ne vado?

“Ho avuto modo di lavorare con il Curatore d’arte Ferdinando Sorrentino e l’Associazione Non Me Né Vado, partecipando alla mostra à Civiltà Perdut, presso Palazzo Lancellotti di Casalnuovo e all’estemporanea nell’Anfiteatro Campano di Santamaria Capua Vetere, dove ci siamo divertiti molto. Ferdinando Sorrentino oltre che un amico, lo considero un militante dell’arte, ed è difficile trovare un giovane con le idee così chiare sul da farsi e così predisposto alla divulgazione delle arti. Ne servirebbero di più di Nando!”

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