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Palma Campania, Centro Polifunzionale diurno per minori “Il Casale”. Intervista alla coordinatrice e psicologa Rosa Ambrosio

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Palma Campania, 13 Febbraio – Oggi, in Italia, milioni di bambini non hanno l’opportunità di costruirsi un futuro. Le causa sono maggiormente attribuibili alle difficili condizioni economiche. Un’altra causa, magari all’apparenza meno evidente ma in sostanza davvero drammatica, è la mancanza di un metodo educativo.

 Vivere in una famiglia povera, vuol dire vivere in contesti privi di opportunità e di sviluppo, che inevitabilmente condizionano e mortificano il rapporto umano, oltremodo fondamentale in fasce d’età come l’infanzia e l’adolescenza.  A tale proposito abbiamo interpellato la dott.ssa Rosa Ambrosio, coordinatrice e psicologa in un mondo dove non esistono paragoni né colori di pelle differenti: “Il Casale”, centro polifunzionale diurno per minori di Palma Campania. Le rivolgiamo qualche domanda:

Cosa significa per lei accoglienza?

“Accoglienza vuol dire accettare, ma anche comprendere e sostenere”.

Quanti bambini vengono seguiti e quale fascia di età comprendono?

Il Casale, ospita minori di età compresa tra i 6 ai 17 anni, inoltre, non ci sono differenze di cultura, religione, ceto sociale, anche se uno dei criteri di ammissione, talvolta, è proprio l’Isee, quindi, ospitiamo maggiormente ragazzi che hanno difficoltà economiche”.

Quali difficoltà riscontra oltre a quelle economiche?

Le difficoltà sono varie, troviamo problematiche sociali, ma anche familiari e  culturali”

Come affrontate le difficoltà segnalate?

“Facciamo in modo da far socializzare i ragazzi e far integrare quelli che generalmente nel contesto territoriale di appartenenza, sono un pò isolati. Lo sono anche a scuola, purtroppo. Proponiamo, due tipi di attività diverse: 1) Extra-didattiche (supporto extrascolastico). 2) ludico-ricreativo. L’intento è quello di farli stare tutti insieme, parte di un grande gruppo, perché mi piace vedere una grande famiglia. Tutto questo incide molto sulla parte emotiva ma anche su quella comportamentale, di relazione. Da psicologa, sento che è fondamentale curare questi aspetti anche prima dei 6 anni e quindi il nostro interesse primario è proprio quello di far stare insieme i ragazzi.

Le difficoltà maggiormente evidenziate sono anche culturali. In effetti cerchiamo di far integrare nel migliore dei modi, soprattutto chi proviene da altre etnie. Ragazzi che parlano una lingua straniera, abituati ad una cultura completamente differente dalla nostra, nati e cresciuti sul posto. Spesso riscontriamo che, fuori, questi ragazzi vivono in isolamento, emarginati rispetto ad altri, il nostro compito è principalmente di integrarli a pieno titolo nel gruppo, affinché, tutte le differenze che si evidenziano fuori, qui non esistano. Facendo questo lavoro, anche a scuola i ragazzi vengono accolti diversamente”.

La dottoressa lancia un messaggio ben preciso. “Cerchiamo di eliminare le differenze, perché se è vero che la diversità è una ricchezza, ciascuno di noi è diverso da un altro, è anche vero che le differenze etichettate in modo negativo, incidono profondamente nell’animo di ognuno, noi qui non li vogliamo. Possiamo invece darci tanto alla luce della nostra diversità. Un’altra nota dolente è la poca partecipazione delle famiglie, spesso concepiscono questo luogo solo come una opportunità di parcheggio. Infine, la location decentrata. In inverno troviamo grande difficoltà per arrivarci, l’edificio, per quanto sia bellissimo, è diventato un pò fatiscente, per cui va ripreso e ristrutturato.  Le devo dire però che finalmente hanno accolto la nostra richiesta. Presto, infatti,  ci sarà la nuova sede. Mimmo Rainone, il vicesindaco, con grande soddisfazione da parte di tutti ha dato la notizia ufficiale: il 17 Marzo ci sarà l’inaugurazione del nuovo Centro. Devo ringraziare l’amministrazione comunale, in particolar modo l’assessore alle politiche sociali Mimmo Rainone, per il grande supporto, la professionalità, l’entusiasmo, e la totale disponibilità”.

Da quanto tempo coordina il casale? Evidenzia miglioramenti sul piano delle relazioni?

Coordino il Casale da quattro anni, possiamo ritenerci soddisfatte del lavoro che giorno per giorno portiamo avanti. Sono di S. Giuseppe V. Ho studiato e vissuto per diversi anni a Torino e Sardegna. Lavoro su questo territorio dal 2015, attraverso progetti d’ambito territoriali 26. Conosco molto bene sia la realtà locale sia il lavoro delle educatrici qui al Centro. Siamo, tuttavia, in contatto costante con le famiglie, per cui tutto quello che facciamo viene riportato. Cerchiamo di svolgere un lavoro di rete anche con i servizi sociali e gli istituti scolastici.  Solo così – afferma  la dott.ssa Ambrosio – è possibile raggiungere  risultati migliori e più a lungo termine”.

Quanti ragazzi ospita il Centro?

Attualmente ci sono 24 ragazzi iscritti, lavorano divisi non per fascia di età, ma per questioni relativi al carattere. Dopo le varie attività, trascorrono la restante parte del tempo tutti insieme. Desidero ricordare la nostra “Mascotte”, Casilino tratto dal Casale,  un gatto adottato dai bambini”.

 

Ecco, infine, i nomi degli utenti del centro: Carmen, Annarita, Gianpaolo,Andy, Nenè Salman, Alessandra, Moubin, Antonio, Mario, Dora, Michele, Antonio, Chiara Francesca, Carmine, Sabatino, Michele, Martina, Giuseppe, Marika, Marika,Teresa, Maria.

 Le nostri operatrici: De Feo Antonia Pandico, Valeria Rega, Chiara Simonetti Emilia. Il presidente della cooperativa è Giovanni Spinola.

 

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