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Medici dell’Ambiente Nola-Acerra, inquinamento atmosferico da polveri sottili nell’area nolana

Nola, 16 Gennaio – Si è tenuta ieri, mercoledi 15 gennaio, a Nola l’audizione dell’Isde Nola-Acerra davanti alla Commissione Ambiente presieduta da Francesco Pizzella sul tema dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili.
Da anni l’area nolana è sottoposta ad un notevole grado d’inquinamento atmosferico prodotto principalmente dalla presenza eccessiva di polveri sottili nell’aria (PM 10 e PM 2,5). 
Pur non essendo la nostra città sede di una centralina ARPAC per il monitoraggio della qualità dell’aria, la specifica rete regionale ARPAC con le attuali 38 centraline funzionanti è diffusa ed organizzata nei vari territori in modo da dare indicazioni valide estensibili alle varie realtà comunali della Campania.
Nell’agro nolano sono presenti centraline ARPAC a San Vitaliano, Pomigliano d’Arco, ed Acerra (un’altra centralina ARPAC è presente a Tufino per monitorare la qualità dell’aria in prossimità dell’impianto STIR di trattamento rifiuti, rientrante nella rete ARPAC delle 10 centraline che monitorano l’aria in vicinanza degli impianti di trattamento rifiuti).
Quella di San Vitaliano è al centro di una “area vasta” di circa 150mila abitanti, comprendente non solo Nola, ma anche altri comuni identificabili con quelli serviti dalla “Agenzia area nolana”. I valori della qualità dell’aria da essa indicati sono estensibili all’intera area.
Ebbene i dati ARPAC degli ultimi cinque anni (dal 2015 al 2019) indicano che la centralina di San Vitaliano segna, anno dopo anno, il maggior numero di sforamenti del limite massimo giornaliero consentito di PM 10 (cioè 50 ug/m.c.) non solo dell’intera rete regionale ARPAC, ma, a ben guardare, dell’intera Italia. Precisamente 125 sforamenti nel 2015, 79 nel 2016, 114 nel 2017, 121 nel 2018, 115 nel 2019.
Nell’anno in corso, al 14 Gennaio 2020, a pochi giorni dall’inizio dell’anno, siamo già a 12 sforamenti.
Spesso, nei periodi invernali, si susseguono giorni continui di sforamenti, raggiungendo pericolosissime sequenze di 10 giorni. Le centraline di Pomigliano d’Arco ed Acerra, pur se con un numero leggermente inferiore di sforamenti, seguono un andamento analogo.   
Per definire l’aria di un territorio sufficientemente pulita, la legislazione vigente (legge 155/2010) ammette, al massimo, 35 giorni di sforamento del limite consentito in un anno intero per le PM10 .    Qui si superano impunemente i 100 giorni all’anno con valori di tre volte e, qualche volta, anche quattro volte superiori al numero annuo di giorni di sforamento consentiti.
L’altro parametro da valutare, per definire la qualità dell’aria di un territorio, è la media giornaliera annua delle polveri sottili che, secondo la legislazione vigente, non dovrebbero superare, per le PM 10, i 40 microgrammi/metro cubo, e, per le PM 2,5, i 25 microgrammi/metro cubo. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità questi valori dovrebbero essere notevolmente più bassi se si vuole evitare di provocare danni alla salute umana, 20 ug/m.c. per le PM 10 e 10 ug/m.c. per le PM 2,5.
Ebbene, in questi anni, secondo i dati della ARPAC, le medie annuali del PM 10 segnate dalla centralina di San Vitaliano sono sempre state superiori ai 40 ug/m.c. e, precisamente, 56 ug/m.c. nel 2015, 46 ug/m.c. nel 2016, 48 ug/m.c. nel 2017, 51 ug/m.c. nel 2018, 47 ug/m.c. nel 2019.
In questi primi 14 giorni  del 2020 la media giornaliera del PM 10 ha raggiunto valori altissimi, 138,15 ug/m.c.
La media giornaliera annua delle PM 2,5, segnalata dalla ARPAC a San Vitaliano, è stata di 26 ug/m.c. nel 2015, 24 ug/m.c. nel 2016, 18 ug/m.c. nel 2017, 19 ug/m.c. nel 2018, 18.3 ug/m.c. nel 2019.
Nei primi 14 giorni del 2020 è di 88,87 ug/m.c.
Da qui ci si può fare un’idea di quale aria “sporca” noi cittadini respiriamo in questo territorio, di  quale gravità è l’inquinamento atmosferico e di quale rischio corra il nostro stato di salute.
E’ ormai ampiamente documentato che, a breve termine, (qualche giorno) per ogni incremento di 10 microgrammi/metrocubo di PM 10 si hanno eccessi di mortalità e di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari. Nel 2013 l’Agenzia per la ricerca del Cancro (IARC) ha classificato l’inquinamento atmosferico come cancerogeno per polmone e vescica, ricordando che l’esposizione a polveri sottili (PM 2,5) ha causato nel mondo 3,2 milioni di morti premature nell’anno 2012, (prevalentemente per patologie cardiovascolari) e circa 223.000 morti per tumore al polmone. Si è calcolato che in Italia ci siano 34.000 morti premature all’anno per problemi cardio-respiratori connessi all’inquinamento atmosferico (circa 100 morti al giorno).
Recenti ricerche hanno messo in relazione l’inquinamento da PM 2,5 con l’incremento di casi di autismo infantile, demenze senili, morbo di Parkinson, disturbi psichiatrici.
Senza volerci dilungare sulle cause del grave grado d’inquinamento atmosferico nell’area nolana (configurazione orografica che favorisce depressione atmosferica dell’area,  eccessivo traffico con parco autoveicolare privato e pubblico vetusto, eccessivo e sregolato riscaldamento domestico e pubblico con impianti antiquati, camini e canne fumarie irregolari,  emissioni provenienti dall’inceneritore di Acerra, dal porto ed aeroporto di Napoli e da industrie locali, presenza dell’interporto e di una vasta rete autostradale, delle cave di Polvica e Casamarciano, dello STIR di Tufino, di discariche autorizzate e selvagge, insufficiente presenza arborea di verde pubblico capace di far da filtro alle polveri sottili, mancata regolazione dei fuochi d’artificio, diffusa presenza di roghi agricoli e di rifiuti, eccessivo uso di fertilizzanti ed antiparassitari in agricoltura) riteniamo inderogabile intervenire ed omissivo, perseguibile giudiziariamente, continuare a non assumere alcun provvedimento atto a mitigare tale grave condizione.
Pur essendo in vigore dal 2007 il “Piano regionale per il miglioramento della qualità dell’aria” esso non viene messo in atto dalla Regione Campania e non si applicano misure per ridurre la gravità dell’inquinamento atmosferico nel nostro territorio.
Numerose sono le misure che gli amministratori possono predisporre per limitare il livello delle polveri sottili, a partire da quelle d’emergenza e transitorie, predisponendo “protocolli operativi” con intese tra Comuni confinanti, Regione Campania, Città metropolitana, Prefettura, ANCI, aziende di trasporto, ARPAC.
Questi protocolli, come accade in altre località, sopratutto nelle regioni del Nord Italia, ogni qualvolta i livelli di PM10 sforano la soglia dei 50 ug/m.c. per almeno cinque giorni consecutivi, prevedono misure di riduzione/inibizione del traffico autoveicolare, riduzione del grado di riscaldamento di edifici pubblici e privati, divieto di utilizzo di caminetti e di generatori di calore alimentati a biomassa, divieto assoluto di combustione all’aperto (bruciamento di residui vegetali, falò rituali, barbecue e fuochi d’artificio)  divieto di spandimento di liquami zootecnici, divieto generalizzato ed esteso per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso. Queste misure possono assumere carattere di crescente severità al prolungarsi e/o all’innalzarsi dei valori di concentrazione del PM10, oppure rientrare al terzo giorno del normalizzarsi dei valori.
La predisposizione di simili piani operativi, pur indispensabili, richiede comunanza d’intenti tra amministratori e sindaci che non sempre hanno sensibilità e cultura ambientalista adeguata.
In questa sede, auspicando che tali piani possano essere raggiunti in un futuro il più prossimo possibile , ci limitiamo a proporre alcune misure che possono essere messe in atto sui singoli territori cittadini e promosse anche dall’attuale amministrazione comunale di Nola che sembra mostrare sensibilità e volontà ad affrontare il problema:
  1. a) Predisporre un piano traffico cittadino con ampie aree a “zona traffico limitato”, disposizione agli autoveicoli più inquinanti di circolazione a giorni alterni a seconda della targa dispari o pari, inibizione assoluta in particolari orari e circostanze.
  2. b) Disincentivare l’uso di impianti di riscaldamento a gasolio e biomasse promuovendo controlli periodici e stringenti alle caldaie, ai camini e ai forni degli edifici pubblici e privati attraverso ordinanze ad hoc sia in termini di tempi di accensione che di temperature raggiunte dai riscaldamenti e dalle altre fonti di calore.
  3. c) Incrementare le aree verdi pubbliche e disporre ovunque possibile piante ad alto fusto assorbenti polveri sottili, specialmente ai margini delle strade, alle rotonde e davanti le scuole.
  4. d) Esigere un capillare e continuo controllo dagli enti preposti delle emissioni in atmosfera delle attività industriali.
  5. e) Regolamentare l’uso dei fuochi d’artificio ed inibirne l’utilizzo in aree urbanizzate ed in particolari condizioni climatiche.
  6. f) Vietare in modo tassativo, durante l’intero anno, roghi di sterpaglie e residui agricoli.
  7. g) Incrementare la vigilanza, anche attraverso videomonitoraggio, sul rilascio selvaggio dei rifiuti e conseguente creazione di piccole discariche diffuse.
  8. h) Lavare in modo periodico e sistematico le strade cittadine (almeno una volta a settimana) ed utilizzare, per la loro pavimentazione, asfalti elettrostatici che non rilasciano polveri.
  9. i) Controllare costantemente la ripulitura e l’efficienza delle canne fumarie dei camini delle residenze private e dei locali pubblici, esigendo l’apposizione di adeguati filtri, laddove necessario.
  10. l) Controllare in modo adeguato e periodico i cantieri edili pubblici e privati ed i progetti di ricomposizione e riqualificazione ambientale delle cave di Polvica e Casamarciano secondo i tempi prescritti dal PRAE.
  11. h) Esigere un controllo sistematico e stringente dell’emissione di biogas da parte delle discariche di RSU di Paenzano.
  12. m) Promuovere la partecipazione dei cittadini e delle associazioni sulle tematiche dell’inquinamento atmosferico attraverso assemblee pubbliche e consulte ambientali.
  13. n) Predisporre un numero telefonico verde in collegamento con la polizia municipale cittadina e le altre forze dell’ordine a cui il cittadino solerte e vigile possa comunicare in tempo reale eventuali azioni in atto o disservizi che possano danneggiare l’ambiente ed incrementare l’inquinamento atmosferico.

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