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“I Viaggi di Adelina”: Valogno, il paese dei murales e dell’accoglienza

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Valongo, 31 Agosto – Un piccolo borgo, 90 anime e tanto colore. Questo è Valogno, paesino arroccato su una collina del Parco regionale”Roccamonfina-Foce del Garigliano”, a pochi chilometri da Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. La pace regna tra le strette stradine, i vicoletti, le scalinate, le case dalle porte aperte che lasciano intravedere la quotidianità e contrassegnano la calorosa accoglienza degli abitanti.

I residenti, infatti, dell’età media di 65 anni circa, accolgono i turisti con semplicità ed entusiasmo, invitano a sedere al loro tavolo dividendo la mensa e pensieri, emozioni, racconti di vita, interrotti solo dal rintocco delle campane delle tre chiese di questo paesino dall’aria pura.

Non ci sono negozi di nessun genere, né bar, eppure visitare il borgo è piena goduria. C’è l’arte che attira e rigenera. È l’arte che vive dal corpo dei suoi vicoli tatuati da 42 murales che hanno ridato senso agli originali muri grigi. Un museo a cielo aperto che sprigiona magia, accarezza e lenisce gli animi.

Arrivando dalla strada principale, all’ingresso del borgo, c’è la casa di Giovanni Casale, sulla cui facciata è impressa l’artista Frida Kahlo, pittrice messicana. La sua casa  è aperta ad ogni esigenza. Giovanni accoglie i visitatori, guida preziosa all’occorrenza, esaustivo alle domande, colpisce per la sua parlata romanesca. È lui a raccontarci come è approdato a Valogno.  “Io e mia moglie  Dora Mesolella  siamo originari di Valogno, ma ci siamo trasferiti  a Roma per viverci e lavorare. 

Ho 54 anni, – precisa –  a Roma svolgevo la professione di psicologo, che un bel giorno ho abbandonato e con essa tutti gli agi della casa di Roma, per vivere a Valogno. Sono ritornato alle radici, alla natura, all’aria buona, ad ammirare la bellezza del Creato, agli incontri genuini. Qui è nato l’obiettivo di realizzare un grande progetto: Risveglio.

La necessità è scaturita dalla malattia di mio figlio Pasquale, bisognoso di un ambiente più tranquillo e salutare della città”.

“Dal dolore prima, la rabbia poi, – sottolinea –  ho toccato il fondo, ma se c’è uno spiraglio di luce e ti ci aggrappi, risorgi e qui a Valogno con mia moglie Dora abbiamo riscoperto altre dimensioni di vita, ritrovando ricchezza dell’anima: siamo rinvigoriti.

Insieme ai miei figli che crescono, Pasquale che indubbiamente rinasce giorno per giorno, grazie anche all’arte, che per lui è diventata passione. Vederlo destreggiare i pennelli, imbrattarsi, realizzare opere con gli artisti non è poca cosa. La famiglia, per Pasquale si è allargata. Ora – conclude –  non siamo solo noi e i fratelli Valerio e Francesca Romana, ma anche la gente del paesello, come tanti zii acquisiti, i turisti tanti amici, gli artisti, che si susseguono vivendo un pezzo di questo paesino e della nostra vita insieme, tanti fratelli”.

Giovanni Casale, sostenitore della bellezza in ogni forma d’arte e della felicità che arriva senza aspettarsela, senza rincorrerla, continua la chiacchierata parlandoci di come è nato il progetto “Risveglio”, di cui è l’ideatore. “L’Associazione il “Risveglio Valogno- Sessa Aurunca”, autofinanziandosi, si è fatto scudo di un progetto che rendesse il borgo visibile al mondo. Senza l’efficienza dei paesani rimasti, la forza che ci siamo ritrovati ad avere io e mia moglie Dora, il paese sarebbe stato fantasma come i tanti sparsi per la Terra”.

“Più di 10 anni fa, – prosegue –  partimmo con i primi murales. Chiamati a raccolta, artisti internazionali e locali hanno abbracciato il progetto dei murales “I colori del grigio” dando lustro al borgo, custode di archi, piperni, costruiti nel 700 e 800, rimasti indenni dopo il terremoto dell’80. I murales tappezzano i muri scrostati e invecchiati dal grigio del cemento, che ha infestato l’antico con la modernizzazione, facendone scempio. Così vicoli, porte, saracinesche, archi, balconi, cortili rivivono oggi grazie al progetto che ha riportato colore all’interno del borgo. Il paesino ha iniziato a trasformarsi”.

“I colori hanno spazzato via il grigiore e oggi i 42 murales raccontano vere e proprie fiabe dipinte sui muri, ma anche storie del Risorgimento, dei briganti e dei folletti, la vita dei campi, l’amore.  Come per incanto – puntualizza –  il borgo diventa una galleria a cielo aperto grazie ai tanti artisti che hanno lasciato il proprio contributo scegliendosi uno spazio e dipingendo. Vivere nell’arte dei murales sembra poca cosa, ma una volta addentratosi nel borghetto, questi muri parlano al cuore e al profondo dell’io.”

C’è grande alchimia tra il borgo e gli artisti che si soffermano a dipingere i muri grigi. Giovanni ci tiene a sottolineare che “chi colora il grigio lo deve fare con la leggerezza del sogno e la determinazione del guerriero. Chi colora il grigio deve essere essenziale come la luce di una stella e i principi di libertà. Chi colora il grigio deve avere l’arcobaleno nel cuore quando fuori c’è il temporale e tutto sembra perduto. Chi colora il grigio va oltre.  E l’arte, che unisce e appaga, crea ponti di umanità. Noi del borgo d’arte, in nome della cultura, dell’arte, della misericordia, della condivisione, mai chiuderemo le porte del cuore a chi verrà in nome dei colori a dipingere il grigio. Grazie a tutti gli artisti per la collaborazione al progetto di sostenibilità. Grazie a mio cugino, l’artista Silvio Monica, del Zì Catarì RistorArt Valogno, dove si danno appuntamento le Arti”.

Cosa è cambiato con i colori al borgo?  

“Qualcosa sta cambiando. Chi viene si emoziona, si rigenera, fa progetti di investimento. Ultimamente hanno acquistato casa due artisti napoletani, poliedrici e raffinati: Alfredo Troisi, ed Emanuele Giampaolo che in questo luogo hanno lasciato i loro murales e deciso di  impiantare il loro studio artistico, innamorati dalla magia del posto, dall’ascolto del silenzio, in questo spazio solitario, ma rigenerante. Per questi piccoli progressi che sta ottenendo Valogno, devo ringraziare anche mia moglie Dora, i miei figli.

Noi dell’Associazione culturale Valogno Borgo d’Arte, ringraziamo tutti coloro, sempre più numerosi, che hanno contribuito alla visibilità del borgo, anche quelli che non hanno creduto nella rinascita di Valogno ostacolandoci, ringraziamo, perché non hanno indebolito lo spirito di guardare avanti, ci hanno dato più carica a proseguire nel progetto. Tanti arrivano in gruppi a visitare e ad ammirare il borgo, facendone studio.”

Giovanni è stato definito il menestrello del borgo, amabile, divertente, semplice, filosofo, intellettuale, un personaggio che non vorresti mai lasciare, che sprigiona  grande energia e sollecita a vivere per quel che siamo, ad amarci per l’unicità di persona che siamo.

 

L’Associazione Valogno Borgo d’Arte, organizza passeggiate condivise a scoprire le bellezze del murales e le bellezze del luogo. Per informazioni e prenotazioni al borgo contattare Dora  al n. 3205636205

 

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