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Coronavirus, in 4 Regioni maxi-zone rosse. Si valuta stop alla mobilità tra una Regione e l’altra

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Napoli, 1 Novembre – Arriva la proposta del Comitato tecnico scientifico, riunito ieri sera su proposta del governo. Intervenire chirurgicamente nelle province in cui l’epidemia è fuori controllo. L’orientamento è dunque non per una chiusura totale, si sta valutando, inoltre, lo stop alla mobilità tra una regione e l’altra per porre un argine al covid. Se non ci faranno lockdown  su base regionale, bloccare gli spostamenti appare decisamente complicato.

Il governo, sul parere del Comitato tecnico scientifico, sta preparando le chiusure locali dove l’Rt è molto alto. In Piemonte e in Lombardia, l’epidemia sta correndo molto velocemente, è oramai sopra a 2, il doppio del limite considerato accettabile.

Complicata la situazione in Valle d’Aosta, dove anche ieri un tampone su quattro è risultato positivo.

Riflettori accesi anche sulla Campania, monitorato in particolare il caso Napoli, ma si è in attesa dei dati definitivi. Il Comitato tecnico scientifico pone l’accento su chiusure di intere aree metropolitane o province,  come Napoli, Milano, Torino e Genova.

Non è solo un problema di Rt, per decidere du eventuali lockdown locali è necessario prendere in considerazione altri elementi come la percentuale di riempimento dei reparti di terapie intensive e altre specialistiche. Il numero che più preoccupa nell’analisi del governo e del Cts è riferito al dato di ieri: 297, i decessi per covid registrati.

L’aumento della curva dell’epidemia sta spingendo il governo a inasprire le misure di contenimento del contagio: i ricoveri. Anche ieri il dato è fortemente in rialzo: altri 97 posti di terapia intensiva occupati, arrivando in totale a 1.843, non molto lontano dal limite considerato critico di 2.300\2.400.

In conclusione la velocità di diffusione dell’epidemia è sempre molto elevata, ma non così tanto come lo era nelle settimane precedenti, il Comitato tecnico scientifico si è concentrato sulla necessità di attendete per valutare l’effetto delle misure decise con le precedenti chiusure: mascherine obbligatorie e chiusura di bar e ristoranti alle 18.

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