Politica

L’analisi – Il momento politico italiano

Napoli, 12 Agosto – “Salvini ha tradito gli Italiani”! Queste le parole del leader pentastellato Luigi Di Maio, dopo lo strappo alla maggioranza prodotto dal Ministro Salvini. Tradimento o non tradimento, non è semplice comprendere le motivazioni che hanno portato il leader leghista a venir meno a un accordo di governo abbastanza complesso alla vigilia, che vedeva due schieramenti politici in totale disaccordo. Tuttavia anche la convenienza politica del momento, potrebbe essere stata la scintilla che ha condotto Matteo Salvini a ritornare sulla sua promessa, per cercare migliore stabilità di governo con altri alleati di centrodestra.

In effetti, in questo momento è in programma un incontro con il leader di Fratelli d’Italia e Forza Italia per delineare un accordo e formare un governo di transizione prima delle elezioni. La posizione del Movimento Cinque Stelle, invece, è stata sempre tale da portare quel vento di cambiamento proprio nei confronti dei capisaldi della vecchia Politica e delle lobby, facendo infuriare non poco, ad esempio, chi ancora considera il ruolo di deputato e di senatore come un rappresentante intoccabile collocato in una posizione di eccellenza molto lontana dall’elettore. Luigi Di Maio e i suoi colleghi pentastellati, hanno sempre dimostrato una netta dissociazione dalla Politica della Casta, rendendo più vicino il contatto tra elettore e rappresentante del popolo, si pensi al taglio dei vitalizi, taglio dei parlamentari e riduzione volontario del compenso dei parlamentari del M5S.

Ebbene, l’attuale Legge Elettorale ha scaturito la nascita di un Governo Gialloverde con la speranza di riuscire, da parte della Lega e M5S, a ottenere finalmente quei cambiamenti strutturali ed evitare il collasso del Sistema Paese. Però negli ultimi giorni, il sodalizio creato dal contratto di Governo, ha iniziato a sgretolarsi e così il Ministro Salvini, consapevole della sua forza elettorale e dei sondaggi in suo favore, ha staccato la spina al Governo Conte, venendo meno alla sua promessa. Questa scelta, che spiegherà sicuramente agli italiani nelle sedi opportune, ricade in una fase delicata, infatti da quando Salvini ha dichiarato di voler sfiduciare il Governo, la borsa è calata a picco e Piazza Affari ha registrato una forte battuta d’arresto. Il motivo è semplice: l’instabilità politica preoccupa, poiché va a braccetto con quella economica.

Qualora il Presidente dovesse decidere di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, inoltre, lo Stato andrebbe incontro all’esercizio provvisorio. Ciò accadrà se il Parlamento non approva in tempo la Legge di Bilancio. In caso di elezioni anticipate, che costerebbero circa 390 MILIONI DI EURO, gli italiani saranno chiamati a esprimere il loro voto probabilmente ad ottobre, proprio in concomitanza con l’approvazione della manovra economica. Il disegno di legge che accorpa legge di bilancio e legge di stabilità, infatti, deve essere presentato necessariamente entro il 20 ottobre. È ovvio che, qualora una situazione del genere dovesse verificarsi, sarà impossibile per il Parlamento mettersi a lavoro sul bilancio. Saltando questo passaggio, dunque, è difficile che entro il 31 dicembre la manovra triennale di finanza pubblica venga approvata. Questo, per i motivi sopra spiegati, aprirà la strada verso l’esercizio provvisorio, che limiterà le azioni dell’Esecutivo agli atti di ordinaria amministrazione, lasciando all’Esecutivo margini di spesa veramente ridotti. In un periodo di forte instabilità, dopo che l’Italia ha da poco scongiurato l’ipotesi di una procedura di infrazione Ue, bloccare gli investimenti preventivati in bilancio e programmati nella manovra potrebbe arrecare dei danni non indifferenti all’economia del Paese.

Rischiano di saltare importanti interventi sul lavoro, la macchina previdenziale potrebbe incepparsi e l’intero sistema si espone a dei danni irreparabili. L’aumento dell’Iva e quello delle tasse in generale potrebbe non riuscire a sollevare le sorti dell’Italia. L’inizio della rottura si è avuta con la mozione sulla Tav del M5S respinta in Senato e contraria alla Lega, però occorre anche chiarire che i pentastellati si sono adeguati al parere contrario sui costi-benefici dell’opera, formulato dai tecnici del Ministero delle Infrastrutture che vedrebbero i costi superare i benefici di circa 8 miliardi di euro. Ma guardiamo da vicino ciò che ha realizzato questo Governo in 9 mesi: • Legge spazza corrotti; • Legge reddito di cittadinanza; • Taglio delle Pensioni d’oro; • Taglio dei Vitalizi; • Aumento delle pensioni minime; • Quota 100 per superare Legge Fornero; • Decreto sblocca cantieri; • Decreto emergenze territorio; • Riduzione tariffe di gas e luce dal prossimo trimestre; • Rimborso ai cittadini truffati dalle banche; • Progetto salario minimo orario garantito ai lavoratori; • Decreto dignità del lavoro; • Fondo milionario per le start-up; • Taglio del 30% delle tariffe INAIL alle imprese; • Riduzione IVA per medie e piccole imprese; • Blocco aumento IVA per i consumatori; • Progetto di taglio del 100% IMU su capannoni per le imprese; • Blocco trivellazioni; • Sblocco assunzione Sanità; • Progetto Acqua Pubblica; • Incentivi per veicoli eco-sostenibile; • Norma Bramini che vieta i pignoramenti della prima casa. • Legge sull’immigrazione; • Legittima difesa; • Procedura per taglio di 345 parlamentari.

Per quanto concerne, infine, il Ddl Costituzionale sul taglio dei 345 parlamentari, fortemente voluto dai pentastellati e che porterebbe un risparmio in cinque anni di 500 milioni di euro, occorre che il 9 di settembre si riesca a ottenere la quarta lettura del disegno di legge. Ciò perché essendo un disegno di legge costituzionale, il testo ha bisogno di una quarta votazione alla Camera per l’approvazione definitiva. Ovviamente Di Maio è intenzionato a dare battaglia per approvare questo cambiamento strutturale per poi andare alle elezioni. Chissà se il buon senso dei nostri rappresentanti sarà sufficiente per mettere da parte le divergenze politiche e concludere in bellezza il mandato, approvando il taglio dei parlamentari e convertire così i soldi risparmiati, magari nelle opere necessarie al martoriato Meridione.

 

Andrea Montanino

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