Attualita'

UOMINI AL LAVORO

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Napoli, 13 Novembre – C’è chi li chiama “servi dello Stato”, “fascisti”, “burattini nelle mani del potere”, chi cerca di ostacolarne le operazioni al fine di far rimanere (momentaneamente) impuniti i propri compagni di merende, chi si permette addirittura di attaccarli oppure –vigliaccamente- di ordinare ai membri del proprio branco di scagliarsi contro di loro; ma le persone cui intendo dedicare questa mia riflessione sono semplicemente dei Cittadini Italiani che svolgono il loro lavoro per sfamare le rispettive famiglie, spesso rimettendoci l’uso di un arto, di un organo, o persino la pelle: mi riferisco ai Tutori dell’Ordine, i quali ogni dì cercano di profondere il massimo impegno per difendere i Cittadini onesti dalle angherie di certi prepotenti.

Dalle otto di sabato scorso -orario in cui solitamente effettuo l’accesso giornaliero a Facebook- sino a iersera ho avuto modo di leggere una miriade di commenti in merito all’episodio di venerdì scorso, in cui la Polizia si è vista costretta a far ricorso alle cariche di alleggerimento nei confronti di alcuni insegnanti a Roma, precisamente in viale Trastevere (nel quale da anni ha sede il Ministero della Pubblica Istruzione), avendo i docenti tentato di oltrepassare il cordone di agenti e blindati ivi presente, forzandolo: il loro obiettivo principale era quello di sfilare in corteo verso Montecitorio, quartiere della Capitale che ospita la Camera dei Deputati. 

Sia lo sciopero sia la riunione sono due diritti sacerrimi, dal momento che essi son sanciti dalla Costituzione; ma è altrettanto vero che a tali diritti vi sono dei limiti (come del resto ad ogni cosa), ed a stabilirli è il legislatore. Non intendo elencarli in questa sede, ma mi sento in dovere di fornire un’adeguata risposta a tutti gli ipocriti e qualunquisti che si divertono a parlare a vanvera sui social networks: giacché la manifestazione è una riunione a tutti gli effetti (art. 17 Cost.), e le strade di Roma sono un luogo pubblico, ne va data comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza, la qual cosa è stata fatta (quindi il corteo era più che legittimo, avendo peraltro anche quel carattere pacifico di cui alla disposizione menzionata nell’inciso precedente); ma l’articolo 19 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (abbr. in T.U.L.P.S.) prevede, quale elemento formale dell’atto di preavviso, anche l’indicazione del luogo in cui la riunione si svolgerà, sia essa itinerante o meno.

Ebbene, il quartiere di Montecitorio, stando alle fonti da me consultate, non era indicato nel detto documento: questo significa che la Polizia di Stato aveva ragione da vendere, e che la scarsa conoscenza del diritto vigente induce non di rado in errore i Cittadini. A questi ultimi rivolgo l’invito di controllare costantemente la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ora consultabile anche attraverso canali telematici, nonché a leggere con attenzione i testi normativi.
Facebook, a quanto mi risulta, non è una fonte di cognizione del diritto!

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