Cronaca

Tangenti e camorra, Loredana Di Giovanni fa tremare i ‘colletti bianchi’

Napoli, 21 marzo – Loredana Di Giovanni, originaria di Mugnano di Napoli è considerata la ‘faccendiera’ di molti ‘colletti bianchi’. Fedelissima collaboratrice di Pasquale Sommese, per gli inquirenti, si sarebbe adoperata per portare voti all’ex assessore durante la passata campagna elettorale per le regionali. Il suo ruolo, cosi’ come emerge dalle indagini, sarebbe stato quello di consegnare tangenti ai politici per conto degli imprenditori.

Dall’aprile dello scorso anno, cioè da quando è finita ai domiciliari per l’inchiesta sulla mancata ristrutturazione di Palazzo Teti a Santa Maria Capua Vetere, sta collaborando con la Procura, che ha coordinato l’inchiesta.

Pubblichiamo uno stralcio del suo verbale. “Deduco che i motivi per cui alcuni Sindaci (specie del casertano) si rivolgevano allo studio La Regina erano legati al fatto che le imprese locali indicavano direttamente ai Sindaci gli studi a cui rivolgersi per sostenere il finanziamento dell’opera. Poiché presso lo studio La Regina vi erano molti clienti di Caserta che erano imprenditori, suppongo che costoro fossero i primi riferimenti dei Sindaci affinché poi si rivolgessero a La Regina.

A titolo di esempio, le dico che il Sindaco di Riardo venne presentato a Guglielmo La Regina da Mario Martinelli, di cui pure vi parlerò. Ebbene, dopo che i Sindaci si rivolgevano al La Regina, che a sua volta chiedeva ausilio a me per la parte finanziaria, a quel punto il La Regina provvedeva ad interessarsi direttamente presso la Regione per ottenere il finanziamento, sfruttando le amicizie ed i suoi rapporti con gli uffici della Regione Campania.

La Regina, infatti, proprio perché aveva uno studio professionale molto avviato nel settore degli appalti pubblici, aveva molti contatti con funzionari della Regione Campania, in particolare con quelli del settore Lavori pubblici e Turismo (fra cui ricordo un certo Ranauro) e tali contatti gli servivano per ogni necessità di carattere tecnico-amministrativo. Poiché io venni a conoscenza di tali sue entrature in uffici regionali, decisi di presentargli l’allora assessore Pasquale Sommese con il quale avevo un rapporto di amicizia e di comune militanza politica. Presentai il Sommese a La Regina e subito, grazie alla mia presentazione, il Sommese instaurò con lui un rapporto di disponibilità, nel senso che egli si sarebbe fatto carico di sostenere i suoi progetti in Regione. In tal senso, secondo il mio avviso, il ruolo dell’assessore al ramo è determinante in quanto egli decide quali opere finanziare fra quelle ammesse alla domanda. Accadeva, quindi, che i Comuni che avevano interesse a finanziare delle opere si rivolgevano allo studio di Guglielmo La Regina e questi, grazie al suo rapporto con il Sommese, otteneva il finanziamento dell’opera.

Tutto questo accadeva in maniera del tutto consolidata, nel senso che il rapporto che io avevo consentito di far instaurare fra loro due era talmente intenso che non c’era più bisogno di ricorrere a spiegazioni o a chiarimenti fra di noi ogni volta che bisognava attivarsi per finanziare un’opera. Molte volte capitava che poi Pasquale Sommese garantiva il finanziamento dell’opera ed a questo punto, ovviamente, l’opera era concretamente appaltabile. Tali contatti, oltre che da me, erano poi tenuti direttamente da Guglielmo La Regina con Pasquale ed Antonello Sommese, persona di cui vi parlerò di qui a poco…”.


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