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STRAFOTTENZA

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Napoli, 14 Maggio – Una soleggiata domenica di metà maggio: arrivo a Napoli Centrale da Roma, dove ho trascorso uno straordinario weekend all’insegna della musica, delle arti figurative e, non da ultimo, del buon gusto (vado matto per le ricette tipiche della Capitale).

Non ho indugiato a raggiungere la banchina del binario due della stazione sotterranea di Piazza Garibaldi -da cui partono i treni metropolitani diretti a Pozzuoli-, ove ho sorpreso ben sei passeggeri a fumare durante l’intervallo di tempo occorrente all’attesa del treno. Per comprendere l’esatto significato dell’imperativo “no smoking”, carissimi Lettori, non v’è alcun bisogno del Cambridge Certificate; eppure, la maggior parte dei Partenopei pare infischiarsi del divieto di fumo contemplato dalla ben nota legge n. 3 del 2003, dal momento che diverse stazioni sotterranee della Metro e della Circumvesuviana sono cosparse da nuvole di fumo ed abbondano di mozziconi seminati ovunque, specie sulle rotaie od addirittura lungo il marciapiede.

Da assiduo frequentatore dei trasporti pubblici su ferro (che a Napoli, si sa, non eccellono) ho avuto modo di constatare, nel corso degli anni, che non pochi passeggeri, terminata la loro “fumatella”, si liberano di cicche ancora incandescenti, gettandole in aria senza tener presente la probabilità che tale gesto inconsulto potrebbe far divampare un incendio (l’esempio tipico è quello della pagina di giornale: se quest’ultima, già soggiornante sui binari a causa di una precedente porcheria, dovesse venir solo sfiorata da corpi roventi…..potrebbe ingenerare un disastro).

Ma gli addetti a sorvegliare sull’osservanza del divieto de quo all’interno delle stazioni dove diamine sono? E, se presenti, perché non esercitano i poteri loro conferiti? La colpa, cari Lettori, non è delle squadre antifumo né quantomeno va attribuita in toto al personale ferroviario e di polizia: quello che manca in molte persone (non solo a Napoli, ma dappertutto) è il senso civico, incentrato sul rispetto di coloro che ci stanno attorno.

I responsabili di tale situazione sono molteplici; ma il dato sconcertante risiede nel fatto che tra i colpevoli sono da annoverarsi le due formazioni sociali più importanti, quali la famiglia e la scuola.

Se nella seconda viene trascurata (pur essendo obbligatoria) l’educazione civica in tutte le sue forme, tra le mura domestiche regna da qualche anno l’indifferenza totale da parte dell’individuo verso i propri familiari.

Non vorrei essere ripetitivo né petulante, ma……è proprio da qua che bisogna ripartire, se si vuol crescere!

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