Politica

SOS patate, La commissione Agricoltura approva documento per tutelare il settore. Paolo Russo (FI):”Azioni necessarie a tutelare aspetto socio economico ed ambientale”

Roma, 28 Marzo – Da un lato la riattivazione immediata delle azioni previste dal piano nazionale per il settore, finanziato sin dal 2012 con circa 3 milioni di euro, e dall’altro la costituzione di un osservatorio economico nazionale per  fornire agli operatori gli elementi utili a definire  strategie commerciali vincenti: la commissione Agricoltura della Camera dei Deputati approva la risoluzione per risollevare le sorti del comparto della produzione di patate, da sempre  strategico dell’agricoltura italiana.

Le misure per le quali é stato chiesto l’impegno del governo sono destinate alla valorizzazione di un settore che in regioni come la Campania, ha sempre rappresentato un’occasione di reddito per migliaia di persone. Ci sono zone, come quella al confine tra Nola e Marigliano, oppure quella di Giugliano, dell’agro nocerino sarnese e del casertano in cui aziende medio piccole contribuiscono ad elevare il PIL regionale, oltre che a garantire lavoro.

In più, grazie alla sperimentazione, coniugata ad un tradizionale know how, il risultato in termini qualitativi rappresenta un obiettivo costante per competere sui mercati nazionali ed internazionali.

“Come sempre  – ha commentato infatti il parlamentare Paolo Russo – sollecitiamo l’attuazione di una politica agricola che non sia astratta, ma che si concentri per potenziare,  promuovere  e salvaguardare l’attività di un tessuto imprenditoriale sano che concorre a rendere l’agroalimentare italiano appetibile nel mondo”.

Molti i provvedimenti sui quali la Commissione Agricoltura, attraverso il documento approvato e di cui proprio Paolo Russo é stato relatore, ha chiesto l’azione del governo. “La riattivazione delle azioni previste dal  fondo nazionale per il settore  finanziato fin  dal 2012 con circa 3 milioni di euro rappresenta la precondizione necessaria – ha spiegato, infatti, Russo – per incidere con gli strumenti adeguati sia sulla ricerca per il miglioramento del prodotto sia sulla lotta ai principali problemi fitosanitari. In più si potrà insistere sulla necessaria tracciabilità del prodotto e sulle campagne informative rivolte ai consumatori”.

Tra le misure richieste anche quelle che riguardano il rafforzamento della filiera e la possibilità  che, in occasione della riforma di medio termine della politica agricola comune, la patata possa essere inserita nella  lista dei prodotti che possono beneficiare di aiuti accoppiati.
Chieste anche iniziative per  definire un programma di studio e ricerca relativo allo sviluppo di possibili sostanze, quali l’acrilamide, nella fase di trasformazione delle patate.

“Si tratta – ha concluso Paolo Russo – di un atto dovuto visto che ci troviamo di fronte alla  produzione orticola più diffusa e importante dopo il pomodoro”.

Gli agricoltori del settore sono, infatti, circa 50.000 mentre gli ettari coltivati sono   circa 55/60.000 ettari. Una dimensione, quest’ultima, che non può essere sottovalutata né da punto di vista socio economico e né da quello della tutela ambientale. 


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