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SENZA CONFINI

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Napoli, 27 Dicembre – Il calcio, si sa, è parte integrante della cultura del Bel Paese: la maggior parte della popolazione è composta da appassionati di questo meraviglioso sport, che ha visto i natali in Inghilterra – precisamente nella città universitaria di Cambridge – nel lontano 1846, trovando poi terreno fertile tanto in Europa quanto oltre Oceano. Purtroppo, però, al giorno d’oggi non lo si può più definire un vero e proprio giuoco, dal momento che le redini dei clubs son finite in mano non solo ai grandi magnati – oramai divenuti azionisti di maggioranza delle squadre più blasonate -, ma anche alle società di scommesse (che, con la complicità della malavita, ordiscono ignobili imbrogli) e, non da ultimo, a quei gruppi di tifosi – gli ultras – occupanti i settori di curva negli impianti sportivi, la cui condotta non può certo dirsi improntata alla sportività.
Durante il big match tra Inter e Napoli, disputatosi ieri sera allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano, gli ultras dell’Inter hanno compiuto un’azione decisamente contraria a quel senso del rispetto che dovrebbe caratterizzare ogni sportivo, intonando ululati e cori razzisti nei riguardi di un difensore dell’undici avversario, Kalidou Koulibaly, non appena l’arbitro ne ha decretato l’espulsione per giuoco scorretto e proteste reiterate.
Coloro che mi conoscono ben sanno che parteggio per l’Inter sin dalla fanciullezza, e che spesso mi reco a Milano per assistere di persona agli incontri dell’undici in nerazzurro; ma a San Siro ci vado per divertirmi e sostenere la mia squadra in maniera pacifica, rispettando l’avversario, la diversità ed il giuoco.
Cari Lettori, con questo articolo mi prefiggo il fine di manifestare a tutti la vergogna che provo per l’azione riprensibile posta in essere da una massa di imbecilli travestiti da sostenitori, i quali agiscono sempre senza pensare alle conseguenze cui la loro condotta potrebbe dar luogo. A costoro vorrei ricordare che intonare il cosiddetto “verso della scimmia” è frutto tanto dell’idiozia che li connota tanto delle loro scarsissime conoscenze storiche: l’evoluzione della specie umana ha avuto inizio milioni di anni fa, ed i nostri principali antenati sono, guarda caso, gli australopithekoi, ossia degli esseri molto simili alle scimmie ed incapaci di parlare. 
Giova ricordare, in conclusione, che il vero nome di quella che ognuno conosce come “Inter” è Football Club Internazionale Milano, la qual cosa implica che chi discrimina un altro essere umano per il colore della pelle o per la diversità della sua cultura rispetto alla propria non potrà mai dirsi degno di indossare una maglia od una sciarpa nerazzurra. 
Il calcio ed il rispetto, cari Lettori, non hanno (o meglio, non dovrebbero avere) confini: lo sport e la dignità, cari Lettori, sono di tutti, senza alcuna distinzione basata su razze od etnie.
Nessuno è “straniero”! 
Adriano Spagnuolo Vigorita 

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