Restituito alla comunità uno dei simboli più rappresentativi della storia cittadina

Dopo un importante intervento di restauro finanziato dal Cis “Dalla Terra dei Fuochi al Giardino d’Europa”

Scisciano, 7 Giugno – Un monumento che torna a vivere, un pezzo di storia che si riconsegna alla comunità e un luogo destinato a diventare punto d’incontro culturale e sociale del territorio. La Chiesa di San Giovanni Battista, affacciata sulla centralissima Piazza XX Settembre, ha riaperto ufficialmente le sue porte dopo un importante intervento di restauro, risanamento conservativo e valorizzazione che ne ha restituito il pregio architettonico e il valore identitario.

La cerimonia inaugurale si è svolta sabato 6 giugno alla presenza delle autorità civili, religiose e dei professionisti che hanno seguito il percorso di recupero dell’edificio. A fare gli onori di casa sono stati Padre Pasquale Mauro, amministratore della Parrocchia dei Santi Germano e Martino, il sindaco di Scisciano Antonio Ambrosino e l’assessore alla Cultura Raffaele Ambrosino. Sono inoltre intervenuti l’ingegnere e architetto Antonio Ambrosino, dirigente dell’Area Tecnica comunale, la direttrice dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola Antonia Solpietro, il funzionario del Ministero della Cultura Mario Cesarano e l’architetto Maurizio Barbato, progettista e direttore dei lavori. A moderare l’incontro è stato il giornalista Nello Fontanella.

L’intervento è stato finanziato con 709.807 euro attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo “Dalla Terra dei Fuochi al Giardino d’Europa”, sottoscritto il 26 gennaio 2022 dall’allora ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna. Un programma che ha consentito a 52 enti locali di ottenere risorse destinate alla riqualificazione del patrimonio e al miglioramento della qualità della vita delle comunità.

Ma la riapertura di San Giovanni Battista non rappresenta soltanto il recupero di un edificio storico. Significa restituire ai cittadini un luogo simbolo della memoria collettiva. La chiesa, infatti, fu ricostruita tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento sulle strutture di un precedente impianto probabilmente compromesso da eventi alluvionali e sismici. Da allora ha accompagnato la crescita del paese, diventando una delle testimonianze più significative della storia locale.

«La chiesa di San Giovanni Battista torna a splendere e a rappresentare il simbolo delle nostre radici e della nostra storia», ha sottolineato il sindaco Antonio Ambrosino. «Sarà un punto di riferimento culturale e sociale per l’intero territorio, uno spazio di confronto, dialogo e partecipazione. Un risultato importante per Scisciano reso possibile grazie agli strumenti di sviluppo territoriale che hanno consentito di investire sul patrimonio e sul benessere culturale della comunità».

Particolarmente sentito l’intervento dell’architetto Maurizio Barbato, che ha ripercorso il valore professionale e umano dell’esperienza. Per il progettista, il restauro di San Giovanni Battista è stato prima di tutto un lavoro corale, frutto della collaborazione tra istituzioni, tecnici e comunità. La conclusione del cantiere rappresenta quel momento che ogni professionista attende: la restituzione dell’opera ai cittadini. Un passaggio che va oltre il semplice completamento dei lavori e che assume il significato di una riconsegna della memoria storica e dell’identità collettiva. Barbato ha evidenziato come intervenire sul monumento più rappresentativo di Scisciano abbia significato confrontarsi con una responsabilità importante: preservare l’autenticità del bene, valorizzarne gli elementi storici e al tempo stesso prepararlo ad una nuova funzione pubblica, capace di renderlo vivo e fruibile per le future generazioni. Un restauro che non guarda soltanto al passato, ma che crea le condizioni affinché il patrimonio culturale diventi strumento di crescita e partecipazione.

Non sono mancate, tuttavia, alcune polemiche. L’ex sindaco Eduardo Serpico ha evidenziato come l’iter amministrativo dell’opera sia stato avviato durante la sua amministrazione, rivendicando il lavoro svolto nelle fasi di programmazione, finanziamento e appalto dell’intervento. Serpico ha inoltre criticato la mancata valorizzazione del percorso amministrativo precedente e ha espresso rilievi sui tempi di conclusione dei lavori e sulle spese sostenute per la promozione dell’evento inaugurale.

Al di là delle contrapposizioni politiche, la giornata ha restituito ai cittadini un bene di straordinario valore storico e simbolico. Le porte della Chiesa di San Giovanni Battista si riaprono oggi come luogo della memoria e della cultura, pronta ad accogliere nuove attività e a diventare uno spazio di aggregazione nel cuore della città. Un ponte tra passato e futuro che racconta, attraverso le sue pietre restaurate, la storia di una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie radici.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.