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Scisciano, riapertura scuole: persistono le criticità del traffico

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Con la ripresa delle attività didattiche si ripropone in città una scena già vista. Un quadro desolante che fa ormai parte della storia di Scisciano.  L’aumento esponenziale dei flussi veicolari si nota soprattutto a ridosso delle Scuole, in via Palazzuolo e via San Giovanni dei Cavoli.

Scisciano, 25 Settembre. – «Davanti alla scuola dei miei figli, – commenta una mamma – ogni giorno vedo auto parcheggiate in doppia, tripla fila. I vigili non fanno multe perché non è politically correct. Non si può fare, i politici non vogliono, non porta voti. Meglio lasciar passare i bambini tra nuvole di smog, tra suv alti il triplo di loro. Questo si può fare, i bambini non portano voti. Io ed altri genitori abbiamo iniziato a far foto, constatando in quanta poca considerazione sono tenuti i bambini della nostra comunità; mentre dovrebbero essere al centro della società; l’art 31 della Costituzione recita “La Repubblica protegge la famiglia, la maternità, l’infanzia”».

I genitori si scandalizzano: “Ma come ti permetti, noi come facciamo? Non abbiamo il tempo di trovare parcheggio. Lavoriamo, noi!”. Come dire. Al supermercato rubo e scappo perché non ho tempo di far la fila e pagare. Ancora: “Ma i marciapiedi non ci sono, non si può parcheggiare sopra! Spazio per i pedoni in fondo rimane”. Come dire che i pedoni si possono stringere, schiacciare al muro, ma poi in fondo, diciamocelo, a che servono i marciapiedi? Non si potrebbero eliminare del tutto per far posto alle auto?

E così il comune di Scisciano trema e temporeggia. Il Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) prevede aree pedonali davanti alla scuola e nei centri storici? Ma quando sarà realizzato tutto questo?

“Ma chi abita lontano?” Da noi, la stragrande maggioranza di chi accompagna i bimbi in auto abita a meno di tre chilometri di distanza in pianura e il tratto è percorribile in bici in meno tempo che in auto (soprattutto all’ora di punta). Qualcuno suggerisce il pedibus nato in Danimarca a metà degli anni 70. Altri propongono la condivisione dell’automobile: il carpooling o il car-sharing, pensando di organizzare un sistema di passaggi a rotazione dalle frazioni più lontane, che permetta a più alunni di viaggiare verso la scuola sulla stessa auto, e ai genitori di accompagnare a turno i propri figli, ma si sa, ogni scusa è buona per dire “Sì va bene, ma io non posso”. Qualcun altro suggerisce, per esempio, per la scuola sita in via Palazzuolo, una semplice ordinanza a limitare il traffico consentendo l’accesso automobilistico a senso unico negli orari di entrata e uscita dalla scuola. Altri cittadini, però, precisano come l’ingresso della scuola Media, quella in via San Giovanni dei Cavoli, si trovi vicino sia al parcheggio del cimitero che quello del Campo Sportivo «la polizia municipale, potrebbe invitare a utilizzare il parcheggio nei pressi del cimitero e campo sportivo , con due minuti e mezzo a piedi si arriva alla scuola».

Insomma, cosa certa che le ataviche problematiche legate al traffico nei pressi delle scuole in parte sono da imputare alla mancanza di parcheggi e all’inadeguato sistema viario della città, incapace di sopportare il carico del trasporto.

Quando dici ai genitori che in questo modo appestano l’aria che i loro stessi figli respirano, loro alzano le spalle. “Il mondo è questo. E poi non sono mica il solo a inquinare”. Certo, in Italia si è in buona compagnia! Abbiamo un terribile primato: le morti premature dovute a inquinamento dell’aria: 84,400 decessi su un totale di 491mila a livello europeo. Ricordiamo che il traffico in ambito urbano è causa del 25% dei Pm10, del 50% circa degli ossidi di azoto, del monossido di carbonio, e del benzene.

Insomma, una nazione dove i genitori dovrebbero armarsi di determinazione e coraggio, e combattere a denti stretti con tutte le loro forze, chiedendo misure severe contro l’inquinamento. Ma la rassegnazione impera, l’inciviltà dilaga e chi dovrebbe vigilare si gira dall’altra parte.

E così, mentre i politici tentennano alla ricerca dei voti, mentre i vigili compassionevoli risparmiano multe ai genitori davanti alle scuole, mentre le piste ciclabili inesistenti e i ciclisti muoiono; mentre i mezzi pubblici vengono tagliati; mentre la Commissione Europea tuona e preannuncia multe spaventose, con questa motivazione: “L’Italia non ha fatto abbastanza per ridurre il livello di polveri sottili. Le misure legislative e amministrative finora adottate dall’Italia non sono bastate a risolvere il problema”.

Un articolo pubblicato recentemente su PLOS Medicine, una rivista open access peer-reviewed, riporta i dati di un’indagine finalizzata a verificare l’influenza dell’inquinamento da prodotti carboniosi, diossido di azoto e particolato ultrafine (inquinamento veicolare) sullo sviluppo cognitivo del bambino in età scolare (7-10 anni).

Sono stati studiati 2715 bambini di Roma.

I risultati (scontati?) sono che i bambini che frequentano scuole più esposte all’inquinamento presentano uno sviluppo inferiore rispetto agli studenti delle scuole meno inquinate.

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