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Scisciano, Intervista all’ex assessore Raffaele Ambrosino: ”Divide et impera, questa la logica politica del sindaco. Eliminato perché geloso e invidioso di me”

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Scisciano, 14 Ottobre – Come un fulmine a ciel sereno, l’inatteso provvedimento della revoca d’incarico di assessore comunale con deleghe allo Sport e Urbanistica, datato 7 luglio 2017, ha segnato il percorso politico-amministrativo del dr Raffaele Ambrosino, interrompendo definitivamente e in modo traumatico l’esperienza amministrativa a meno di sei mesi dalle elezioni comunali. Dopo mesi di silenzio, l’ex assessore all’Urbanistica e Sport, rompe gli indugi e in questa lunga e articolata intervista, rilasciataci in esclusiva, ci propone un’ampia valutazione sulla vicenda della revoca, sui rapporti con il sindaco Edoardo Serpico, sui progetti futuri e altri interessanti aspetti.

 

Partiamo dall’inizio: la revoca delle deleghe all’Urbanistica e Sport. Decisamente un atto di forza del sindaco Edoardo Serpico. Sintetica la nota espressa in Consiglio Comunale: “Il provvedimento è stato adottato visto il venir meno del rapporto fiduciario che è alla base del conferimento dell’incarico”. Lei dr. Ambrosino, in quella sede, non ha dato una vera e propria spiegazione rispetto a quanto riportato nel documento di revoca. Una sua valutazione sull’intera vicenda.

 

<<Devo dire che questa è una revoca calata dall’alto, non ne ero assolutamente a conoscenza, non è stata infatti concordata in nessuna riunione politica. Di solito quando c’è da prendere una decisione così importante, lo si fa attraverso un tavolo politico, dove si discute delle problematiche da affrontare, questa è la logica della politica. Alla luce di ciò che si è verificato credo invece che sia solo realmente un atto di forza da parte del primo cittadino, portato a termine inoltre con uno sconsiderato grado di arroganza. Un uomo politico degno di tale nome, non credo che segua queste strategie. Dal suo agire, mi rendo conto che evidentemente ha un fondato timore nei miei confronti, nei confronti di quelle che sono le mie potenzialità e le mie capacità. Il primo cittadino da sempre mi ha visto come il suo rivale politico. Non nascondo che questo aspetto è comunque una gratificazione, mi riferisco al timore direi quasi reverenziale che avverte nei miei confronti. Tornando a bomba posso dire che ricevuto la revoca delle deleghe, ho cercato di comprendere il perché di tale decisione. In Consiglio Comunale poi mi è stato confermato che la motivazione è essenzialmente una mancanza di fiducia verso la mia persona. Sento di non avere nulla da rimproverarmi. Ho sempre fatto la mia parte, a partire dalla candidatura a sindaco di Edoardo Serpico. Non solo favorendo la sua elezione con il mio contributo elettorale, ma addirittura da molto prima, partendo da un percorso che era iniziato dal mandato di Patrizio Napolitano, dove c’erano anche altri contendenti. Insieme agli altri componenti della coalizione abbiamo dunque garantito la sua candidatura, cosa diversa dalla successiva elezione a sindaco. Posso senz’altro dire in questo caso di aver contribuito con un corpo elettorale abbastanza importante, anzi direi determinante alla sua elezione.

Ciò che è accaduto, non penso faccia parte della politica, perché la politica deve avere al suo interno oltre che un politico di spessore anche un uomo che abbia dei sani principi. Forse, in questo contesto, tutto ciò non si è verificato. Le spiego. Se effettivamente il rapporto di fiducia, di cui parla il sindaco, fosse venuto meno, non credo che ciò possa concretizzarsi così, “la sera per la mattina”.  E’ mai possibile prendere una decisione del genere a meno di un anno dalle elezioni? E’ evidente che sotto ci sono altre cose che ufficialmente non sono note – come per esempio precisi accordi politici suggellati con altre persone. Ma anche invidie, gelosie, timori fondati nei miei confronti. Il sindaco dunque è arrivato a questa grave decisione perché probabilmente avrà chiuso degli accordi, alla luce di ciò che è successo in quel fatidico Consiglio Comunale, dove i componenti di un gruppo che facevano parte della maggioranza, staccatisi dalla stessa due anni fa, hanno iniziato così ad astenersi e all’occorrenza a votare anche contro determinati atti deliberativi. Ricordo che vista la rottura, oramai insanabile, addirittura non venivano neanche convocati nelle riunioni di maggioranza. Poi, come per magia, vengono appunto in consiglio, lanciano dichiarazioni inopportune e improprie, e votano compatti a favore di una maggioranza dalla quale fino a quel momento avevano preso le distanze! Da tutto ciò ti rendi conto come sono chiari i giochi della politica, ma di quella spicciola…E’ opportuno ricordare che questo sindaco, all’incirca due anni fa, rassegnò informalmente le dimissione nelle mani del Presidente del Consiglio, se ricordo bene per motivi strettamente personali. In quel caso, guardando esclusivamente al bene del paese, pur non avendo ancora rassegnato le dimissioni al protocollo, fu deciso, da me e da qualche altro importante componente dell’Amministrazione di andare avanti, e questo solo per il bene del paese. Evidentemente la cosa sarà stata letta come atto di personalismo o attaccamento alla poltrona da parte del sindaco. Penso, invece, che guardare al bene del paese è tutt’altra cosa>>.

 

Durante l’arco del suo mandato di assessore che tipo di rapporto aveva con il sindaco?

<<Almeno per quanto mi riguarda il rapporto l’ho sempre concepito con massima pulizia e trasparenza. Tutti i rapporti che ho intessuto sul territorio avevano alla base valori che ritengo indispensabili: la sincerità, la lealtà e la trasparenza. Questo è stato, fin dall’inizio, l’atteggiamento che ho avuto nei confronti del primo cittadino. Strada facendo, però, c’è stata la conferma che qualcosa non quadrava: mi rendevo conto che iniziavo a dare fastidio, ero da intralcio. E da qui la decisione di togliermi per prima cosa la visibilità, poi è arrivata l’emarginazione e alla fine, come chiusura del cerchio, sono stato eliminato! Insomma, la famosa logica del “divide et impera”. Una strategia attuata, in verità, già dal vecchio mandato. L’attuale sindaco anche nel mandato di Patrizio Napolitano ha basato la sua logica politica sulla contrapposizione dell’uno su l’altro. Con la sua Amministrazione poi ha intensificato questa sottile capacità di mettere gli uni contro gli altri. Se me lo consente vorrei aggiungere una ulteriore riflessione. La logica politica che nel corso degli anni ha seguito l’attuale sindaco è stata sempre ben precisa, uguale a se stessa: eliminare puntualmente le persone che gli creavano particolari fastidi. Non faccio nomi per una questione di correttezza oltre che di privacy, ma è proprio così…E’ possibile fare qualche riferimento per esempio sull’attuale minoranza o su qualche altro sindaco del passato e ci rendiamo conto, focalizzando i fatti accaduti, che è proprio questa la prassi politica, la strategia portata avanti negli anni dal primo cittadino. Non avevo dunque nessuna remora nei confronti del sindaco, anzi sono stato uno dei primi a dare la mia disponibilità sulla sua candidatura a sindaco, senza esprimere riserve o altro>>.

 

In tutta sincerità, si ritiene penalizzato, in qualche modo, nel non aver potuto svolgere, così come avrebbe voluto, le sue funzioni di assessore? Ha qualche rimpianto? Ha dei rimorsi?

<<Mi ritengo penalizzato nella misura in cui ho contribuito in modo determinante al pari di altri colleghi a portare in una quota di maggioranza questa Amministrazione. Tenga presente che la politica è fatta principalmente di numeri. Al di là di quello che può essere il corpo elettorale, io sono risultato il primo eletto. Ognuno si sforza nel tentativo di assicurare un contributo per il bene del paese e soprattutto poi per arrivare alla vittoria elettorale della propria lista. Da parte mia credo di aver dato abbastanza, sono stato determinante per questa Amministrazione Serpico. Certo che mi sento penalizzato, i cittadini mi hanno votato come consigliere, credo che nella storia di Scisciano non c’è mai stata una revoca di un assessorato a meno di sei mesi dalle elezioni, peraltro a danno di una persona che ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria delle stesse. Ho sempre cercato di dare un contributo massimo nell’ interesse del mio paese. Ho fatto anche delle rinunce a titolo personale, riguardo la mia vita privata ponendomi sempre al servizio della comunità. Chiunque ha avuto con me un contatto, sia in termini politici, ammnistrativi che personali, può testimoniare la veridicità di ciò che sto dicendo. Rimpianti? Vedere un paese ancora purtroppo arretrato, con problematiche rimaste irrisolte. Come assessore ho cercato di fare fino in fondo il mio dovere, ma puntualmente sono stato emarginato fino ad essere quasi escluso dalla vita amministrativa e questo per volontà del sindaco: lo ribadisco, a causa della sua invidia e gelosia verso la mia persona>>.

 

Quale sarà d’ora in poi la sua linea politica rispetto alla maggioranza, visto che rimane comunque consigliere comunale in carica? Formerà un nuovo gruppo?

<<Si, ho formalizzato un nuovo gruppo consiliare. Dagli elettori di Scisciano ho ricevuto un mandato ben preciso: portare avanti un progetto finalizzato al bene del paese. Questa è la priorità assoluta. La poltrona, la delega di assessore non è una priorità. Ciò che è importante è il contributo che si può e che si deve dare alla causa comune. Devo aggiungere che la cosa che mi ha più colpito riguardo la revoca, è la mancanza di una vera e propria motivazione da parte del sindaco. So che va sparlando sulla mia persona, questo è comprensibile perché ovviamente ha necessità di crearsi un alibi per giustificare ciò che ha fatto. Il dato ufficiale è che a seguito di questi eventi ho formalizzato, in data 13 settembre una pec, acquisita al Protocollo generale il 14 settembre, nella quale dichiaro la volontà di distaccarmi dal gruppo di maggioranza, costituendo un nuovo gruppo consiliare che si chiama “Scisciano obiettivo”. Il gruppo si prefigge lo scopo di continuare il mandato amministrativo di consigliere comunale nell’esclusivo interesse della collettività. Valuterò ovviamente di volta in volta le opportunità e le occasione che si verificheranno per il bene del paese. Siamo oramai in campagna elettorale, gli scenari sono in continua evoluzione. So che dall’attuale maggioranza vengono fatte delle promesse di posti di lavoro, è comunque un loro modus operandi che non mi appartiene e da cui prendo le distanze>>.

 

In una recente intervista a sciscianonotizie.it il sindaco prof. Edoardo Serpico, annunciò ai nostri microfoni che era imminente l’approvazione del PUC, cosa che però non si è realizzata. Da ex assessore all’Urbanistica cosa può dirci in merito?

<<Riguardo al PUC devo dire innanzitutto che non lo fa l’assessore, ma può essere semplicemente il proponente. Abbiamo fatto varie discussioni in riunioni di maggioranza. Sono state fatte varie richieste di modifica, quasi tutte accolte da parte dei consiglieri di maggioranza e si è arrivati ad un punto in cui era necessario solo adottarlo o terminare l’iter procedurale. In quella fase –  luglio 2015 –  ci sono state le dimissioni del responsabile dell’ufficio tecnico, ufficialmente per motivi personali, per cui l’ufficio tecnico si è trovato in una fase di vacatio. Per poter procedere all’approvazione del PUC era necessario un tecnico con diploma di laurea. Ho sollecitato varie volte il sindaco a trovare una figura che potesse ricoprire questo incarico, e mi sono adoperato in prima persona, insieme agli altri colleghi, per reperire la figura che appunto mancava. In questa fase di blocco delle assunzioni, credo che andavano percorse delle strade alternative, rispetto alle quali l’Amministrazione non ha ritenuto opportuno percorrere. Ad inizio anno 2017 abbiamo avuto la nuova figura tecnica che attualmente ricopre l’incarico di responsabile di settore. Prontamente ho intavolato un discorso, formalizzando una richiesta di prosecuzione e definizione dell’iter del PUC. L’ufficio ha chiesto del tempo per poter mettere mano all’incartamento.  In definitiva ho puntualmente sollecitato l’ufficio tecnico, mettendo al primo punto dell’ordine del giorno il PUC. Evidentemente è subentrata una volontà superiore contraria alla realizzazione del Piano Urbanistico Comunale. E’ probabile che a qualcuno fa comodo, non certo a me che non devo fare il sindaco, questa situazione, scaricando la responsabilità su altri, per poter poi riproporlo o riproporsi come candidato sindaco alle prossime elezioni promettendo mari e monti.  Il PUC è una indispensabile programmazione del territorio, avulsa da qualunque interesse economico, evidentemente questo non vale per tutti. Considerando il forte interesse di qualcuno, ecco dunque il motivo principale del perché non è stato possibile la sua approvazione>>.

 

Scisciano, quali sono a suo giudizio le priorità da affrontare?

<<Le priorità da affrontare sono tante. Innanzitutto la viabilità. Ho lasciato agli uffici una serie di proposte per poter mettere in sicurezza la circolazione stradale del territorio. Sono state fatte una serie di indagini e di ricerche di concerto con gli uffici e con il Comando dei Vigili, e sono state individuate anche delle soluzioni, rispetto alle problematiche della viabilità, mai però messe in pratica perché non c’è stata una volontà determinante superiore alla mia. Sono stati in ogni caso prodotti degli atti, quando però mi sono reso conto che gli stessi non avevano il seguito giusto, molto probabilmente per questioni tecniche, ho chiesto al sindaco di cominciare a disporre, con ordinanza sindacale per pubblica utilità, alcuni interventi che potessero arginare determinate urgenze. Purtroppo ancora una volta non c’è mai stato un seguito. Questo lascia intendere, ripeto, la mancanza di una volontà determinante. Ritorno al discorso di prima, dovevo essere arginato, perché ero la persona che dava più fastidio al sindaco sia in termini elettorali che probabilmente amministrativi. La politica scaltra, subdola, appartiene senz’altro ad altre persone non certo a me. C’è inoltre un’area industriale che ha bisogno di una definizione immediata. Non mi vergogno a dire che ho lavorato per mesi sulla questione, e siamo riusciti a trovare una soluzione tecnico legale affinché le fabbriche del nostro territorio potessero avere una definizione, una collocazione e una sistemazione adeguata. Basta poco dunque per terminare, l’iter è avviato, è necessario adesso solo un po’ di bravura amministrativa e tanta volontà. Lo stesso vale per la questione della lottizzazione del territorio, dove vive un corposo numero di abitanti. Molte lottizzazioni, se non tutte, hanno delle problematiche di natura urbanistica. Anche lì ho intavolato dei discorsi tecnici con persone competenti, ci sono dunque delle prospettive da realizzare. Le soluzioni ci sono, ma non essendo più assessore posso solo limitarmi a fare da sprone. Voglio ricordare anche il Parco urbano di Corso Umberto, in quattro anni purtroppo non è stato realizzato nulla. A dire il vero ci ho lavorato moltissimo e adesso, anche qui, si sono create delle valide prospettive. E’ una questione che va seguita con molta attenzione oltre ad una forte assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione.  Ci sono poi le problematiche infrastrutturali del territorio. Lo scorso anno, a seguito di pressioni politiche sono riuscito ad avere un piccolo stanziamento di poche decine di migliaia di euro per la ristrutturazione della palestra comunale dichiarata purtroppo inagibile.

E’ comunque in dirittura d’arrivo la realizzazione di lavori per un milione di euro riguardo la Scuola Media “Omodeo-Beethoven” e molto probabilmente il suddetto stanziamento interesserà anche quell’ala della palestra. Scisciano, in ogni caso, ha bisogno di molto di più. Questo significa creare finalmente delle infrastrutture importanti che abbiano una sbocco, una valida vocazione sportiva. Un’altra priorità è senza dubbio il centro storico. E’ probabile che Scisciano è uno dei pochi paesi dell’hinterland che non ha mai usufruito di una ristrutturazione seria. Abbiamo la zavorra della ex circumvesuviana che ha bisogno di una sistemazione definitiva, e mi riferisco non soltanto all’area circostante ma all’intero stabile. E’ veramente uno scempio oltre che un pericolo per la pubblica incolumità. Credo che sia necessario lavorare a fondo per reperire risorse sovracomunali per la definitiva risoluzione dell’area. Voglio ricordare a tale proposito il progetto del Fondo di rotazione che ha dato parere favorevole per poter procedere sulla progettualità. E’ innegabile che l’asse della ex Circum fino al centro storico devono essere il volano del nostro territorio. C’è oltretutto ancora una questione ambientale, molte cose purtroppo sono rimaste irrisolte. Diverse volte infatti ho formalizzato all’amministrazione il convenzionamento con dei Corpi di Guardia Ambientale, puntualmente numerosi cittadini sollevano l’esistenza di gravi problematiche di igiene ambientale che non sono per niente da sottovalutare.

Le mie iniziative anche in questo caso sono rimaste inevase. Abbiamo inoltre la necessità di un ammodernamento del Corpo di Polizia Urbana. I nostri vigili hanno una competenza e una professionalità di alto profilo ma vanno comunque adeguatamente motivati. Nel corso di questi anni, più di una volta ho interloquito con i Comandi dei Corpi viciniori, in particolare con il Comandante della Polizia Municipale di Nola, che, devo dire, ha dato un’ampia disponibilità ad unire le forze per poter fronteggiare le problematiche comuni. In questo contesto e programmazione i benefici maggiori li avrebbe avuti senza dubbio Scisciano, grazie ad una pattuglia mista di vigili, operativa di giorno e di notte. In quegli incontri intercorsi, ai quali ovviamente ha partecipato anche il sindaco, abbiamo oltretutto ottenuto la garanzia che il Comandante di Scisciano non fosse stato rimosso ma avrebbe continuato a mantenere la posizione organizzativa sul territorio. Ancora una volta tutto questo non è stato realizzato e oggi ci troviamo nella condizione di un Corpo di Polizia Municipale ridotto ai minimi termini e demotivato, nonostante la grande professionalità e l’alto senso del dovere>>.

 

Chi è Raffaele Ambrosino. Ci parli un po’ di lei.

<<Sono una persona che ama il popolo di Scisciano, anagraficamente sono nato a Napoli, ma da sempre vivo a Scisciano. Qui si svolge la mia vita, qui ho le amicizie, la famiglia, adoro dunque il mio paese, l’ho sempre vissuto e continuerà a farlo. Mi definisco certamente un umile cittadino. Da dipendente pubblico mi reputo un servitore dello Stato, non solo da un punto di vista lavorativo ma anche dal punto di vista degli ideali: credo nelle istituzioni e senza presunzioni, ritengo di avere un alto senso del dovere e dello Stato. Da questi ideali deriva appunto il forte spirito di servizio nei confronti del mio paese, e sempre, come cittadino, da assessore e adesso da consigliere comunale ho svolto e continuerò a svolgere con orgoglio e massimo impegno il mio ruolo. Credo che in questi nove anni di mandato amministrativo, contando appunto anche quello precedente, il mio ruolo istituzionale è stato indirizzato solo ed esclusivamente, con la massima abnegazione e autentico spirito di servizio, nell’interesse della collettività. Ho sempre creduto in ciò che ho fatto arrivando a sacrificare, in ogni momento, la mia vita privata, con estremo entusiasmo e disponibilità per il bene del mio paese”.

 

Il prossimo anno – primavera 2018 –  si ritorna alle urne. Si rimette in moto la sofisticata macchina delle strategie elettorali, con i giochi delle alleanze che coinvolgono nuovi e vecchi gruppi. Quali sono i suoi progetti?

<<Sicuramente adesso si aprono nuovi scenari, in vista delle prossime elezioni. E’ ovvio che ciò che ho subito condizionerà inevitabilmente il mio percorso politico. Le posso senz’altro dire che attualmente le interlocuzione, i dialoghi con le alternative possibili sono aperte. Senza fare anticipazioni mi sento di dire che il paese necessita di una svolta, ha bisogno di un’autentica crescita. I progetti dunque che si realizzeranno di qui a breve sono indirizzati alla crescita del territorio e alla valorizzazione dei giovani. E’ vero ciò che dice: la macchina delle strategie elettorali è oramai avviata, il dato certo è che non si torna più indietro ma si guarderà avanti verso nuovi e più positivi orizzonti>>.

 

 

 

 

 

 

 

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