A Scisciano l’VIII edizione della Festa dei Nonni trasforma ricordi, profumi e racconti di famiglia in un ponte tra generazioni. Protagonisti gli anziani della struttura e circa 70 alunni dell’Istituto Comprensivo “A. Omodeo – L.V. Beethoven”.

Scisciano, 2 Ottobre – C’è una tavola che non si sparecchia mai davvero. È quella dei ricordi: il ragù che cuoce lento, il pane spezzato al centro, le voci che si sovrappongono, i racconti dei nonni che sembrano già conosciuti e che, invece, ogni volta aggiungono un dettaglio nuovo.

È attorno a questa immagine familiare e universale che, il 1° ottobre 2026, Villa Azzurra ha costruito l’VIII edizione della sua Festa dei Nonni, trasformando per un giorno la Casa Albergo per anziani di Via Palazzuolo I Traversa 19, a Scisciano, in un luogo di incontro tra età, storie e memorie.

Il tema scelto per questa edizione, “Ritrovarsi la domenica a tavola con i nonni”, non è stato soltanto uno slogan. È diventato il cuore della giornata e il filo conduttore dell’VIII edizione del concorso “I Nonni Raccontano”.

Perché la domenica, in tante famiglie, non è mai stata soltanto un giorno della settimana. È stata un rito. Un tempo sospeso nel quale il pranzo diventava occasione per stare insieme, ascoltare, ricordare, tramandare. E proprio da quel rito i ragazzi sono partiti per raccontare il loro rapporto con i nonni.

Gli elaborati realizzati dagli alunni, tutti esposti durante la manifestazione, hanno restituito una geografia intima fatta di piatti della tradizione, profumi di cucina, ricette custodite gelosamente, conversazioni ascoltate da bambini e piccoli gesti rimasti nella memoria. Storie semplici, ma capaci di dire molto: sulla famiglia, sull’identità e su ciò che una generazione consegna alla successiva.

A dare voce e ritmo alla giornata sono stati anche circa 70 alunni dell’Istituto Comprensivo “A. Omodeo – L.V. Beethoven” di Scisciano–San Vitaliano, protagonisti con il coro scolastico e con diverse esibizioni delle classi IV e V della scuola primaria.

La musica ha alternato momenti di leggerezza ad altri più intensi, contribuendo a creare quel dialogo tra generazioni che rappresenta da anni la cifra della manifestazione. Da una parte i bambini, con il loro sguardo sul presente e sul futuro. Dall’altra gli anziani, portatori di una memoria che non chiede di essere celebrata per nostalgia, ma ascoltata perché ancora viva.

Il concorso “I Nonni Raccontano” ha dato forma concreta a questo scambio. Gli elaborati sono stati valutati da una Giuria tecnica presieduta dal dott. Giuseppe La Rezza, che ha illustrato le motivazioni dei riconoscimenti. La premiazione ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni e del mondo scolastico, rendendo evidente come il progetto abbia saputo mettere in rete la struttura, la scuola, le famiglie e il territorio.

Alla giornata hanno partecipato il Sindaco di Scisciano Antonio Ambrosino, l’Assessore alle Politiche Sociali Raffaele Ambrosino, il parroco don Pasquale Mauro, la Dirigente scolastica Rosanna Lembo e lo storico dirigente scolastico Domenico Corcione, insieme alla giuria tecnica, agli insegnanti e alle famiglie.

Ma al di là delle presenze istituzionali, il significato più forte della Festa dei Nonni è rimasto nei gesti: uno sguardo, un applauso, una storia ascoltata, un ricordo riconosciuto nelle parole di un bambino.

È qui che l’iniziativa di Villa Azzurra trova la sua ragione più profonda. Non nella celebrazione formale della terza età, ma nella volontà di restituire agli anziani un ruolo attivo nella comunità. Non persone da custodire ai margini, ma depositari di esperienze, linguaggi, tradizioni e legami.

Lo sottolinea il coordinatore della Casa Albergo per Anziani “Villa Azzurra”, Luigi Ambrosino: “Credo sia fondamentale che una struttura come la nostra non sia un luogo chiuso, ma uno spazio vivo, capace di costruire relazioni con la scuola, le famiglie e la comunità. I nostri anziani hanno ancora molto da raccontare e da trasmettere: il nostro compito è creare occasioni perché possano continuare a sentirsi parte attiva della comunità”.

È questa la fotografia più autentica della giornata: una struttura che apre le porte, una scuola che entra, gli anziani che raccontano, i bambini che ascoltano. E una tavola ideale che, per un giorno, torna a riunire tutti. Perché certe domeniche non finiscono quando si alza l’ultimo piatto. Restano nei racconti, nei profumi, nelle parole tramandate. E continuano a vivere ogni volta che qualcuno decide di sedersi accanto a un nonno e ascoltare.

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Raffaele Ariola
“Giornalista pubblicista con una grande passione per lo sport, in particolare per il calcio, da sempre definito lo sport più bello del mondo. Scelgo, ogni volta che scrivo, di essere al servizio della notizia e del lettore, raccontando i fatti con chiarezza ed essenzialità. Credo fermamente che l’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.