Schiamazzi fino a notte fonda, consumo di alcol in strada, rifiuti abbandonati e parcheggi selvaggi. I cittadini della Prima Traversa denunciano una situazione ormai fuori controllo: «Chiediamo interventi concreti, non possiamo più vivere così»
Scisciano, 29 Luglio – Dormire con le finestre aperte è diventato un lusso. Rientrare a casa dopo il lavoro e trovare il proprio cancello ostruito da un’auto parcheggiata senza alcun rispetto è ormai una consuetudine. Percorrere la Prima Traversa di Corso Umberto significa spesso doversi destreggiare tra sedie collocate quasi al centro della carreggiata e motocicli lasciati in modo disordinato, con evidenti rischi per automobilisti e pedoni.
È il quadro denunciato dagli abitanti di Corso Umberto, Prima Traversa, dove da tempo un fenomeno di aggregazione giovanile nei pressi di un centro ricreativo sta generando crescente preoccupazione tra i residenti. Schiamazzi che si protraggono fino a tarda notte, musica ad alto volume, consumo di bevande alcoliche e rifiuti lasciati sulla pubblica via rappresentano, secondo chi vive nella zona, un disagio quotidiano che ha ormai superato la soglia della normale tollerabilità.
Una situazione che non riguarda soltanto il diritto al riposo, ma che investe anche il decoro urbano, la sicurezza stradale e la qualità della vita di un quartiere abitato da famiglie, bambini e persone anziane.
L’esasperazione ha spinto i residenti a costituire un comitato cittadino, nato con l’obiettivo di rappresentare in maniera unitaria le istanze del quartiere e sollecitare un intervento risolutivo da parte delle istituzioni. «Sono tante le situazioni di disagio che viviamo ogni giorno – spiegano i rappresentanti del comitato –. Gli schiamazzi sono continui, a qualsiasi ora, anche durante la notte. Non si tratta di episodi isolati, ma di una condizione costante che rende estremamente difficile la vita di chi abita qui.»
Il problema, raccontano i cittadini, interessa anche le ore pomeridiane. «Ci sono bambini che devono studiare o riposare, anziani che hanno diritto alla tranquillità, lavoratori che rientrano dopo una giornata di lavoro. Invece siamo costretti a convivere con un caos continuo, nei fine settimana ma anche durante il resto della settimana.»
Con l’arrivo dell’estate, spiegano ancora, la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. «Quando cala il sole diventa praticamente impossibile tenere aperte le finestre. Voci, musica ad alto volume e schiamazzi invadono le nostre abitazioni. È una condizione che limita la nostra libertà e rende invivibile il quartiere.»
La protesta dei residenti non riguarda esclusivamente la quiete pubblica. Secondo il comitato, sono frequenti episodi di parcheggi irregolari davanti ai cancelli delle abitazioni, motocicli lasciati in posizioni pericolose e perfino sedie sistemate sulla carreggiata, circostanze che ostacolano la circolazione e rappresentano un potenziale pericolo per automobilisti e pedoni.
Più volte, riferiscono gli abitanti, è stato necessario richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, intervenute anche nelle ore notturne per riportare la situazione alla normalità. Interventi che, tuttavia, vengono considerati insufficienti ad arginare un fenomeno che si ripresenterebbe con regolarità.
Nei giorni scorsi il sindaco Antonio Ambrosino ha adottato un primo provvedimento per affrontare la questione, firmando un’ordinanza che introduce limitazioni serali sulla diffusione della musica e sull’asporto delle bevande. «Per garantire una convivenza serena – ha spiegato il primo cittadino – tutelando il decoro delle nostre strade e il diritto al riposo, sono state introdotte alcune limitazioni serali su musica e asporto di bevande. Una misura semplice, pensata per far convivere nel rispetto reciproco la tranquillità di chi risiede a Scisciano e le nostre attività commerciali.»
Il comitato accoglie positivamente l’iniziativa dell’amministrazione, ma ritiene che non sia sufficiente. «È certamente un primo passo che apprezziamo – affermano i residenti – ma da solo non basta. Abbiamo bisogno di interventi concreti e continui. Come cittadini ci sentiamo spesso abbandonati e abbiamo l’impressione che non sia ancora pienamente chiara la gravità di quanto accade ogni giorno in questa strada.»
Da qui l’appello rivolto al Comune. «Chiediamo al sindaco e all’amministrazione comunale di conoscere direttamente ciò che siamo costretti a subire quotidianamente. Non vogliamo polemiche, ma soluzioni. Il diritto al riposo, alla sicurezza e al rispetto delle regole deve essere garantito a tutti.»
La vicenda riporta al centro dell’attenzione un tema sempre più sentito nei piccoli centri: trovare un equilibrio tra i momenti di aggregazione e il diritto dei residenti a vivere serenamente il proprio quartiere. Un equilibrio che, secondo gli abitanti della Prima Traversa di Corso Umberto, oggi appare ancora lontano. Ciò che i residenti di Corso Umberto, Prima Traversa, chiedono a gran voce è che la loro strada possa al più presto tornare a essere una strada dove il diritto al riposo, alla sicurezza e al rispetto delle regole prevalga definitivamente sul degrado e sull’inciviltà.
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