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San Vitaliano, Processione Patronale: la rivoluzione dei “Cullatori del Santo”

San Vitaliano, 17 settembre 2016 – La processione in onore dei Santi, antichissimo culto di tradizione popolare, quale autentico atto religioso, dovrebbe essere espressione di semplicità e fede sincera. Molto spesso capita che le nostre processioni delle “tradizioni degli uomini”, soffocano la fede vera e autentica facendo emergere, invece, una sorta di sentimentalismo devozionale mescolato ad uno strisciante formalismo religioso che a volte esalta solo ed esclusivamente egoistici interessi di parte.

Oggi vi raccontiamo la vicenda di un gruppo di 35 giovani coraggiosi, i cosiddetti ”Cullatori del Santo – Giovani di San Vitaliano”, visceralmente legati al culto antichissimo della processione del loro Santo Patrono, San Vitaliano martire. I giovani cullatori, stanchi di subire continuamente le inique critiche di “personaggi che si ergono a custodi della sacra chiesa di San Vitaliano”, attuano una sorta di pacifica ribellione verso costoro e decidono di far partire una vera e propria rivoluzione per quando riguarda il culto della processione di San Vitaliano portato a spalla.

L’impulso decisivo, la scossa elettrica, parte da Angelo Limonciello, giovane impegnato nel direttivo della Pro-Loco e membro del Forum Giovani  del territorio che indossando i panni del “Masaniello”, rompe, senza indugi, gli schemi di una oscura e discutibile tradizione ed insieme ad un gruppo sempre più numeroso di giovani, decidono di costituire la squadra dei Cullatori del Santo che attraverso un regolamento di rigorose norme comportamentali si impegnano ad onorare, ridare decoro e lustro all’antichissimo culto della processione di San Vitaliano martire portato a spalla.

“La buon’anima di mio nonno – ci spiega Limonciello – spesso mi diceva, parlando del nostro paese, che San Vitaliano è una miniera d’oro che nessuno sa e vuole scavare. Deve sapere che ultimamente il paese è andato a finire nelle mani di persone che lo stanno gestendo davvero male. Al di fuori della politica, ci sono quattro, cinque personaggi che tendono sempre più a discriminare, buttare fango sulla nostra comunità. Anche nell’ambito della chiesa, il controllo è in mano a gente che fa di tutto per allontanare il popolo dalle vere tradizioni religiose. Il culto della processione di San Vitaliano portato a spalla è un culto antichissimo, e proprio il nonno nei suoi racconti mi confidava, con vanto, che in zona era l’unico Santo portato ancora a spalla. Se arriviamo poi ai nostri giorni, assistiamo ad un fenomeno davvero triste: nell’ultima processione, per esempio, abbiamo avuto enormi difficoltà nel portare il Santo per mancanza di persone. E’ stata dunque un’esperienza ai limiti della sofferenza. Alla fine siamo rientrati in chiesa con piedi, gambe, schiena e spalle a pezzi. Si ha quasi l’impressione, in tutto questo, che la fede verso il nostro Santo Patrono non ci sia più”.

Ed ecco il punto centrale della vicenda, la goccia che fa traboccare il vaso: “Dopo tanta sofferenza fisica – continua il giovane cullatore – dopo aver portato in chiesa la statua del Santo Patrono, abbiamo subito feroci critiche da parte di personaggi che si ergono a custodi della sacra chiesa di San Vitaliano, cavalieri oscuri che con fare saccente, puntavano il dito sul nostro presunto scarso impegno, ma anche mugugni e lamentele sull’esigua partecipazione della gente. Un atteggiamento ovviamente inaccettabile!  L’orribile paradosso era chiaro: l’esortazione, l’invito a cullare il Santo Patrono alla fine era stato confezionato esclusivamente per il loro egocentrismo e non invece per la sacrosanta devozione al Santo!”.

Il dado è tratto: i giovani avvertendo il grave clima di offesa perpetuato nei loro confronti, decidono di ribellarsi ad uno stutus quo che oramai è diventato insopportabile e che mal si concilia con le aspirazioni di un gruppo che intende  portare avanti il culto del Santo Patrono alla luce di un’autentica condivisione di valori, distante anni luce da tutto ciò che oramai ha il sapore acre di calcolato formalismo religioso.

“Era ovvio – ci spiega Limonciello – che mai avremmo accettato di vedere in processione il nostro Santo Patrono messo su un veicolo a motore, per noi è troppo importante il culto della processione a spalla di San Vitaliano, mai avremmo chinato la testa davanti al rischio di far estinguere, a causa di un manipolo di oscuri cavalieri, l’inestimabile tesoro della nostra tradizione religiosa. Ed ecco perché – prosegue il leader dei giovani cullatori –  abbiamo deciso di fare questa rivoluzione, un vero e proprio cambio generazionale. Ci siamo preoccupati di formare una squadra, con una organizzazione ben precisa e con determinati criteri e valori, primo fra tutti una fede viva, autentica, cristallina. Siamo un gruppo di 35 ragazzi il cui unico fine è quello di fare qualcosa di positivo per il paese e di onorare il nostro Santo. Il primo atto concreto di questa rivoluzione è stato quello di sostituite le vecchie “varre” usurate dopo 75 anni, con quelle nuove. Successivamente abbiamo apportato una importante modifica al piedistallo della statua per dare più stabilità e sicurezza durante il trasporto in processione, ed infine abbiamo creato le magliette, il logo e riproposto la cena prima della processione di tutti i cullatori così come voleva la tradizione. Vogliamo dunque dimostrare al paese che la nostra è una vera e propria associazione, aperta a chiunque senta il desiderio di unirsi a noi. Credo che sia giusto ricordare che la nostra è un’associazione riconosciuta nell’albo delle associazioni del Comune di San Vitaliano”.

Un progetto dunque di ampio respiro aperto a tutti e con l’unico scopo di tutelare la preziosa, antichissima tradizione della processione del Santo Patrono: “Adesso – puntualizza Limonciello –  attendiamo con ansia la prossima processione di San Vitaliano del 23 ottobre. Vorremmo che la gente del paese capisse realmente la portata di questo nuovo percorso. Stiamo facendo tutto questo non per stravolgere o distruggere il vecchio, ma il nostro sforzo è finalizzato, – conclude Angelo Limonciello –  solo ed esclusivamente a tutelare la tradizione, ed il perché è chiarissimo: se le tradizioni svaniscono l’uomo non ha più niente”.

Completato il ricambio generazionale, prende corpo e vigore il nuovo che avanza: i “Cullatori del Santo – Giovani di San Vitaliano”, attendono dunque la processione del 23 ottobre, data scelta di proposito per far coincidere la processione del Santo Patrono la cui statua –  dopo essersi rifatta il trucco arriverà in paese il 21 ottobre –  con la riapertura ufficiale della chiesa madre di San Vitaliano dopo una lunga ristrutturazione.

 

 

 

 

 

 



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