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San Vitaliano, Amministrative 2018: Intervista al candidato a sindaco Pasquale Raimo

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San Vitaliano, 1 Giugno – Sul risultato dell’elezioni previste il prossimo 10 Giugno è posta tanta attesa. Spetta alla lista “San Vitaliano Rinasce”, unica alternativa all’amministrazione uscente, la sfida di riuscire ad attirare alle urne la metà degli aventi diritto al voto Sanvitalianesi più uno.

 Ne parliamo con il Dott. Pasquale Raimo, candidato Sindaco. Cinquantasettenne, sposato con un figlio. È Dottore commercialista e fiscalista, insegna economia politica e contabilità alle scuole tecniche. Dal 2013 al 2018 è stato il capo gruppo d’opposizione nel consiglio comunale. Proviene da una famiglia locale di artigiani del legno ed è nipote del compianto sindaco Salvatore Giuseppe Raimo.

COSA VUOLE DIRE ALLE PERSONE CHE L’ATTACCANO SUI SOCIAL , DATO CHE SINO AD OGGI HA SCELTO DI NON RISPONDERE?

“Capisco il malumore della gente. Basta guardarsi intorno. Il paese ha perduto la sua identità, si è impoverito e soprattutto è paralizzata la vita pubblica e politica. Per risalire la china e rimetterci in cammino ci vorranno perseveranza, impegno, sacrificio, costanza e professionalità. Voglio rispondere coi fatti concreti alle sacrosante lamentele dei concittadini” .

COME E’ COMINCIATO IL SUO INTERESSE PER LA POLITICA  ATTIVA?

“Direi che viene dalla mia numerosa famiglia di artigiani  del legno prima e imprenditori poi e dalla  tradizione di cattolicesimo sociale che si respirava nella piccola azienda ed a casa. Il dott. Salvatore Raimo negli anni ‘90 fu il sindaco della svolta. Purtroppo non ha potuto portare a pieno compimento la sua visione politica e sociale al cui centro c’era il progresso della nostra comunità”.

SE DOVESSE TRACCIARE UN BILANCIO DEL SUO MANDATO DI CONSIGLIERE CAPO GRUPPO DELLA MINORANZA,  COSA METTEREBBE IN EVIDENZA ?

“Abbiamo avuto un muro di gomma in faccia elevato dalla Maggioranza per tutti i cinque anni.  Un esempio: quando scoprimmo che i parametri di pericolo dell’aria che respiriamo erano straordinariamente alti noi abbiamo promosso un esposto alla Prefettura di Napoli ed all’Arpac Campania, organi sovra comunali. Solo grazie a quell’Esposto ufficiale fu organizzato un incontro al Comune di San Vitaliano  dalla stessa Arpac. I dirigenti presero atto della gravità della situazione e disposero l’entrata in funzione della centralina di misurazione permanente (gia’ installata sul territorio). Seguirono altri momenti di confronto in Consiglio Comunale purtroppo con un nulla di fatto. La situazione generale è talmente vasta che sarebbe stato necessario un grande intervento della Regione Campania”.

ASTENSIONISMO, ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI, COMMISSARIAMENTO, FACCIAMO CHIAREZZA…

“La legge prevede che nel caso di presentazione di un’ unica lista elettorale debba votare il 50% degli iscritti alle liste elettorali che nel nostro caso sono circa 2600. Si è creato un fronte che incita SCONSIDERATAMENTE, al non voto. Se non si raggiunge il  suddetto  quorum infatti le elezioni saranno nulle  ed il prefetto sarà costretto a nominare un commissario per la gestione dell’ordinaria amministrazione. Il  commissario inoltre dovrà essere retribuito  dai sanvitalianesi che così oltre a perdere il diritto ad autodeterminarsi  dovranno farne anche le spese. Questo è quanto: una catastrofe da scongiurare con una mobilitazione civica, cioè, andando tutti a votare”.

SVILUPPO E RILANCIO DI SAN VITALIANO, DA DOVE PARTIRE?

“Dalla scuola, che è stata sconquassata, dal ripristino del decoro urbano e dalla mobilitazione popolare”.

 

QUALE RICETTA PER CAMBIARE IL PAESE?

“Tanta solidarietà,  più diritti, più lavoro, più sicurezza contro la criminalità e l’illegalità, più servizi comunali finalmente di qualità e conti a posto”.

SU QUALI PIANI PUNTEREBBE PER RILANCIARE L’ECONOMIA LOCALE?

“Su più piani: anzitutto sulla manutenzione delle strade, degli edifici pubblici, soprattutto scuola ed asilo, sul verde pubblico, incentivando le cooperative locali di lavoro e di servizi; poi, facilitando l’apertura  dei “negozi chiusi” attraverso sgravi e incentivazioni fiscali; e, ancora, investendo sulla viabilità con la costruzione di una bretella viaria che alleggerisca il caos giornaliero che si riscontra sulla nazionale; recuperando risorse da chi produce ricchezza nel nostro paese da destinare ad investimenti da destinare alla socialità; e ultimo ma non ultimo risolvendo la questione della titolarità degli alloggi legge 219”.

QUALI OBIETTIVI SI PONE?

“E’ una sfida che dobbiamo accettare con fiducia. San Vitaliano è un paese più forte di chi lo vuole debole e abbandonato al suo destino”.

 

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