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Ripristiniamo il Corpo Forestale, folla a Vico Equense nell’incontro dibattito pubblico

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I promotori Peretti e Stabile: Un tema da portare all’attenzione del nuovo Parlamento

 

Vico Equense, 4 Maggio – La petizione per il ripristino del Corpo Forestale dello Stato e soprattutto la necessità di riorganizzare in Italia una forza di polizia ambientale ed agroalimentare, magari in una visione nuova, al passo con i tempi e soprattutto con le problematiche attuali, ha vissuto un momento importante con il primo incontro, per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica, promosso dal professore della Federico II Vincenzo Peretti e dall’ex comandante regionale del CFS Vincenzo Stabile.

I protagonisti dell’incontro di Vico Equense hanno sottolineato, nel corso di un affollato dibattito, il grave vuoto generato dal provvedimento del Governo Renzi di porre fine nel 2017 alla vita del glorioso corpo di tutela e salvaguardia dell’ambiente e dell’agroalimentare. Gremita la sala, con la partecipazione di ex forestali, ambientalisti, casari, allevatori e cacciatori. Presente, fra gli altri, anche il professor Ernesto Freiles, di Pro Natura Campania.

Il sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore: “Non devo essere io a dare la soluzione politica del problema ma, posso essere testimone del grande lavoro che hanno fatto nel passato e di quanto si sia avvertita la loro mancanza durante l’estate scorsa, funestata dai gravi incendi. Non c’è stata opera di prevenzione senza il corpo Forestale dello Stato e sappiamo tutti com’è andata a finire”.

 Il presidente della Coldiretti di Vico Equense Bianca Venanzio ha sottolineato: “Quanto in passato sia stato per gli agricoltori avere al fianco una forza di polizia in grado di tutelare i loro interessi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, ma per motivi diversi, il presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop Giosuè De Simone: “Il grande lavoro effettuato in passato -spiega- dal Corpo Forestale dello Stato ci è servito per dare una grossa spallata a tutti i tentativi di frodi e contraffazioni subiti dal nostro prodotto. Il fatto che non ci sia stata una sostituzione adeguata o graduale ha generato una nuova corsa verso il falso”.

Di spessore la testimonianza di Vincenzo Stabile, ex comandante del Corpo Forestale dello Stato ed autore del libro dal titolo: La Forestale tradita. “La realtà –spiega Stabile- ha superato ormai l’immaginazione. Con La sparizione del Corpo Forestale dello Stato c’è un vuoto nella tutela dell’ambiente boschivo e agro-silvo-pastorale. Senza il CFS non c’è prevenzione”. Il presidente Nazionale di Arci Caccia Sergio Sorrentino: “Una petizione che fa emergere quanto fosse importante la presenza dei forestali nella gestione del bosco. Un tempo eravamo al loro fianco, sapendo che attraverso la loro esperienza passava la vera tutela del territorio”.

Il più clamoroso dei paradossi è rivelato da professore Luigi Esposito, coordinatore del Master in “Conservazione degli Ambienti agro-silvo-pastorali e della biodiversità animale in Italia e in Europa” della Federico II: “Accanto ad un aumento della superficie boschiva e forestale fa da contraltare la riduzione delle aree agricole. Una contraddizione della quale si può facilmente individuare la causa. Appena pronti inoltre utilizzeremo tutte le competenze del Centro MoGAE Campania, partecipando attivamente al processo di sviluppo sostenibile e di conservazione degli ambienti agricoli, forestali e pastorali e della biodiversità della Regione”.

Conclusioni affidate a Vincenzo Peretti: “Partendo dalla Convenzione sulla Diversità Biologica (CDB) di Rio del 1992 il cui obiettivo generale era quello di incoraggiare azioni che dovevano portare ad un futuro sostenibile attraverso la partecipazione e la concertazione tra le diverse forze interessate, abbiamo dato inizio anche a quell’importante confronto, tanto sostenuto dalla CDB, tra ambientalisti, agricoltori/allevatori e cacciatori per far scaturire le eventuali migliorie utili a tutelare e promuovere l’ambiente. L’obiettivo della petizione infatti è stato chiaro fin dal primo momento. La grande affluenza vista a Vico Equense è lo sprono migliore per portare avanti questa raccolta di firme. Seguiranno altri incontri in Campania e poi porteremo il tutto all’attenzione nazionale. L’obiettivo è arrivare in Parlamento per risolvere una problematica generata da una abolizione a dir poco frettolosa”.

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