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Riordino e osservatorio: l’Italia cerca di contrastare il GAP

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Napoli, 29 settembre – La ludopatia è un fenomeno che deriva soprattutto da condizioni economico-sociali, le quali contribuiscono a generare casi di dipendenza patologica tra i giocatori. In un panorama di crisi occupazionale e di uscita dalla recessione, il gambling rappresenta per alcuni una sorta di “via d’uscita” da una condizione precaria, ma allo stesso tempo diventa una fonte di nuovi problemi.

Negli ultimi anni, si è registrato un notevole aumento della quantità di denaro giocato. “L’Italia è il primo paese al mondo dal punto di vista del rapporto tra le perdite nel gioco d’azzardo e il prodotto interno lordo (PIL). La perdita netta dei giocatori, su un totale di 96,1 miliardi di spesi, ammonta a 19,5 miliardi, dei quali 10,5 incassati dallo stato e 9 dalle società di gioco; il resto viene distribuito in vincite. I 19,5 miliardi rappresentano lo 0,85% del PIL, contro lo 0,78% degli Stati Uniti e lo 0,75% della Gran Bretagna, sebbene la spesa per abitante in questi due paesi è più alta”, si legge sul sito specializzato Gaming Report.

Gli italiani a rischio variano dall’1,3 al 3,8% della popolazione, cioè tra i 750mila e i 2 milioni e 300mila abitanti. Diversi sono, invece, i casi dei soggetti patologici, cioè di quei giocatori che, in preda alla malattia, non riescono a limitare le proprie giocate e a distaccarsi dalla scommessa. Parliamo di una cifra che va tra i 300mila e il milione e 300mila di persone: “Si tratta di soggetti particolarmente vulnerabili – così avverte l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoliche per una serie di fattori, individuali (di tipo neuro psichico), familiari ed ambientali, se esposti allo stimolo del gioco e/o a pubblicità incentivanti il gioco, possono sviluppare una vera e propria patologia”.

Il dato più preoccupante, però, è quello relativo alla fascia giovanile: il 41% dei maschi e il 30% delle femmine della fascia compresa tra i 15 e 17 anni scommette, per via soprattutto della sempre più consistente presenza di mobile betting e casinò.

Dopo il riordino dei giochi, grazie a un’intesa tra le Regioni e il Governo, che ha permesso una diminuzione delle slot machine e un maggior controllo, ora è il momento di agire ancor di più per limitare il GAP (Gioco D’Azzardo Patologico). È quello che chiede il consigliere regionale dei Verdi in Campania, Francesco Emilio Borrelli. Il componente della Commissione sanità sottolinea l’importanza dell’apertura dell’Osservatorio regionale contro la ludopatia: “A questo punto, come ho chiesto già da tempo, bisogna rendere operativo l’Osservatorio regionale contro la ludopatia (gioco d’azzardo patologico) con l’obiettivo di monitorare il fenomeno patologico, ma anche il pieno rispetto della legge affinché la riduzione degli spazi dove giocare colpisca le slot più pericolose, quelle dove è possibile inserire molti soldi in pochi minuti, e non solo quelle che prevedono costi meno alti per poter giocare” – ha concluso Borrelli ricordando che – “nel marzo del 2016, più di un anno fa, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per ottenere l’operatività dell’0sservatorio e non è possibile rinviarla ulteriormente”. Tutto ciò, secondo Borrelli, a corredo di una grande lotta contro il Gioco d’azzardo patologico, che ha permesso “di impedire l’apertura di una sala slot in piazza Dante, a poca distanza da diverse scuole, e la rimozione delle slot dai traghetti Caremar che collegano Napoli con le isole del Golfo che erano diventati veri e propri casinò a cui potevano avere accesso anche i minorenni e addirittura i bambini, spinti a giocare da genitori irresponsabili”.

Una stangata definitiva, dunque, ai problemi che attanagliano la Campania ma, più in generale, tutta l’Italia. Prima il riordino, ora l’Osservatorio: si cerca di tutelare al massimo i giocatori italiani.

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