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RESPIRIAMO!

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Napoli, 13 Aprile – Molto spesso si sente dire dagli utenti dei servizi ferroviari che il motivo per cui preferiscono viaggiare in treno piuttosto che in auto è da identificarsi nella tutela dell’ambiente; ma la maggioranza di costoro -m’auguro l’abbiate notato, cari Lettori- pare contraddirsi, se si considera che ogni sacrosanto giorno (specie al mattino) all’interno delle stazioni s’avverte un odore non certamente gradito da tutti, ovverosia quello del fumo, frutto dei loro dispendiosi ed al contempo nocivi puntigli.
 
Con l’entrata in vigore della legge n. 3 del 2003 i fumatori accaniti han subito, diciamo così, un duro colpo: la suddetta ha infatti sancito il divieto assoluto di fumare in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, ragion per cui le carrozze ferroviarie ove sino a qualche anno prima era possibile fare qualche tiro di sigaretta non esistono più; ma le ciminiere di città non accennano a mollare, dal momento che sui marciapiedi delle stazioni (incluse quelle sotterranee, ove,  pur vigendo divieto de quo, chiunque se ne infischia, anche perché nessuno vigila) e lungo le strade cittadine si notano sempre nuvole di fumo inquinanti lo strato atmosferico circostante, andando a costringere quei poveri sventurati dei non fumatori (fra cui il sottoscritto) ad inalare il risultato cui conduce la voluptas di alcuni.
 
Non v’è bisogno della sfera di cristallo per capire che il fumo passivo noccia al pari di quello attivo è un dato scientificamente provato: per i non fumatori che vivono stabilmente (o sono sovente a contatto) con persone la cui ragione di vita è il fumo rischiano, infatti, il rischio di contrarre patologie oncologiche (prima fra tutte il carcinoma polmonare) è elevatissimo; ma vi è di più: molti principi della sigaretta arrecano notevoli danni all’ambiente gettando i mozziconi (talvolta addirittura accesi!) a terra.
 
Cari Lettori, quello relativo al fumo è un problema a mio avviso sottovalutato tanto dal legislatore quanto dall’Esecutivo, anche perché il legislatore del duemilatré non ha preso in debita considerazione i suesposti dettagli: vietare il fumo nei luoghi ad alta frequentazione, come le stazioni (anche in superficie), i centri storici e le shopping areas potrebbe rivelarsi salvifico non soltanto per gli individui, ma anche per quell’ambiente la cui tutela gli station funnels assumono di voler preservare servendosi del treno.
 
Ma….chi sorveglierebbe? Semplice: non v’è alcun bisogno di finanziare squadre antifumo a tempo pieno, ma è sufficiente installare i rilevatori a ridosso delle pensiline ed in prossimità dei sottopassaggi, oltre a tener (veramente) d’occhio i video registrati dalle telecamere a circuito chiuso. 
 
Allora, cari Lettori, non arrendiamoci e lottiamo per poter…..respirare la maggior quantità possibile di aria pulita. Chi vuol fumare, lo faccia pure; ma, per favore, non mandi in fumo le speranze di vita di coloro cui le nubi di nicotina non sono ben accette.   

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