Economia - Finanza

“Recovery-Fund”, il piano di aiuti Ue di Francia e Germania

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Napoli, 21 Maggio – Una strategia di ripresa, un fondo con diverse proposte per aiutare l’Unione Europea a uscire dalla crisi causata dal Covid-19 e innanzitutto il Recovery Fund da 500 miliardi per rilanciare i settori più colpiti. Ma vediamo di cosa si tratta.

La proposta franco-tedesca, presentata nel quadro del prossimo Mff, il Quadro finanziario pluriennale 2021-27 dell’Ue, detta anche Recovery Fund, “fondo di ripresa”,  è ambizioso e mirato.

Come funziona? E’ sostanzialmente un piano di 500 miliardi. Il Fondo per la ripresa fornirà una spesa a carico del bilancio per i settori e le regioni più colpite sulla base dei programmi di bilancio Ue e in linea con le priorità europee.

Come si raccolgono questi 500 miliardi, e dove si prendono? Facciamo un esempio. L’Italia emette titoli di stato e il mercato li raccoglie. Lo stato, quindi, ottiene un negoziato a tasso d’interesse basso. La legge è quella europea e il tasso è bassissimo, si raccolgono soldi pagando interessi bassi, e il ricavato sono risorse da trasmettere soprattutto in settori e regioni più colpiti, in base al bilancio effettuato. A differenza di altri fondi europei per sostenere l’economia, il Recovery Fund prevede che, per finanziarlo, la Commissione Europea possa indebitarsi sui mercati per conto dell’Ue, nel pieno rispetto del trattato Ue, del quadro di bilancio e dei diritti dei Parlamenti nazionali. La distribuzione del denaro avviene poi tramite sussidi, anziché prestiti.

Questa proposta è molto allettante, ma bisogna vedere se altri paesi concordano. Il governo austriaco alza i muri, il premier Sebastian Kurz non è d’accordo. Il punto essenziale è che Austria, Olanda e altri paesi pongono sul tavolo un semplice quesito: “perchè sponsorizzare chi ha conti in Spagna?”

Francia e Germania nella loro proposta parlano della necessità di migliorare il quadro fiscale nell’Ue, in particolare introducendo una tassazione minima effettiva, concrete sovvenzioni a vantaggio di paesi maggiormente colpiti dalla crisi.

Scopriamo gli obiettivi. Innanzitutto recuperare la sovranità sanitaria, in modo che l’Europa vada avanti nell’industria medicale e soprattutto che si lavora sui vaccini. Queste sovvenzioni dovrebbero andare nelle tasche dei ricercatori che a quanto pare sono sempre gli ultimi a ricevere fondi necessari per la ricerca.

L’incoraggiamento, dunque, delle “capacità produttive” in questo campo all’interno dell’Ue; e la creazione di una task force per la Salute all’interno dell’Ecdc, per sviluppare piani di prevenzione e reazione contro future epidemie e la necessità di aumentare, appunto, le capacità europee di ricerca nei vaccini e nei medicinali.

Possiamo dire che  i pilastri  essenziali sono: Sovranità sanitaria; Fondo; Transizione ecologica; informatica; Sovranità europea.

Un richiamo che dev’essere anche economico. Una legge, quindi, sulla riforma della concorrenza, per favorire e non ostacolare, la nascita di eccellenze europee. Se un gruppo italiano si colloca in sinergia con un gruppo francese o tedesco, capace di creare posti di lavoro, in grado di competere a livello mondiale, perchè evitarlo? Weber Manfred, il capo del raggruppamento del centro destra del Parlamento Europeo, ha dichiarato di aver bisogno di un divieto temporaneo, di acquisire società europee ai cinesi.

Il Fondo sarà, dunque, mirato alle sfide della crisi pandemica e alle sue conseguenze: nello specifico, aumenterà gli investimenti in particolare nella transizione verde e digitale e nel rafforzamento della ricerca e nell’innovazione.

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