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Rassegna Festival Città di Saviano XIV Edizione, In scena i Matt…attori con “Il mondo è fatto a scale…. c’è chi scende e c’è chi sale” di Thomas Mugnano

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Saviano, 28 Marzo – Consenso di pubblico per l’opera proposta nella stagione teatrale: si tratta di “Il mondo è fatto a scale…. c’è chi scende e c’è chi sale” scritta e diretta da Thomas Mugnano. Una proposta teatrale, una riflessione di vita, nell’ambito della XIV edizione, Rassegna Festival Città di Saviano. Circa la trama l’autore ha immaginato un condominio. Lo spettacolo ha avuto un anteprima con la proposizione di un monologo nell’interpretazione di Mirko Mugnano, dal titolo “ Faccio l’attore perché “ di Stefano Tosoni.

 

All’apertura del sipario vi è la proposizione dell’intera azione che  si svolge nell’atrio del palazzo dove vi è la portineria; una distinta cabina con uno schermo da computer e una divisa da portiere, appesa ad un attaccapanni.  Una scala di notevoli dimensioni, domina la scena, è posta al centro dell’attenzione,  metafora del racconto scenico; è lì che entrano, salgono e scendono i diversi personaggi; gli abitanti del palazzo di diversi strati sociali: Un distinto professore con un cappello da intellettuale interpretato da Gennaro Meo, un giovane con la passione del rapper, un inquilino che scende per buttare il sacchetto di immondizia, una venditrice di pubblicità e volantinaggio, una dottoressa, un addetta alle pulizie, un venditore a domicilio. Inoltre un postino con difficoltà di linguaggio, un bambino piccolo d’età ed altri fanno la loro comparsa da un uscita laterale contornata da due colonne dalla quale si accede all’esterno.

 

Il distinto professore spesso scambia qualche parola col portiere di palazzo! Spesso si fa condizionare dagli eventi, da ragionamenti del caso anche nelle cose più futili. Una di queste è eclatante! una volta che il discorso si era  spostato sullo sport, il calcio in particolare, da tifoso della squadra del Napoli calcio cambia squadra a favore di un’altra. Nel caso specifico la Juventus. Un dettaglio che ci dice qualcosa circa ambientazione contemporanea dell’opera! Fanno la loro comparsa, soprattutto, anche le signore che abitano il palazzo. Quest’ultime poco avvezze a farsi gli affari propri.

 

A loro, esperte in materia, non sfugge certo un distinto signore, ruolo affidato ad Antonio Alfano, che va a Milano a lavorare lasciando sola, in casa, la moglie. Quest’ultima è al centro del racconto scenico; fatto strano che di recente davanti alla sua porta le donne del palazzo avevano inteso, strani rumori provenire dall’appartamento! Rumori inconfondibili e senza prudenza alcuna, che di solito avvengono, in un amplesso coniugale amoroso.  Le signore di palazzo immaginavano la coppia in un momento di ordinaria intimità! Ma la loro sorpresa e totale quando si rendono conto che il marito della signora era fuori sede per motivi lavorativi. Il momento è sottolineato con una sorta di fulmine a ciel sereno, con un secondo di buio scenico alquanto suggestivo e un rumore cupo che invade la scena! La signora, interpretata da Antonia Tudisco, aveva, non c’erano dubbi, un amante! Ne fanno una situazione di principio! Le briose donne del palazzo devono scoprirlo assolutamente! Quest’ultime, volendo attenuarne il fenomeno, usano, in tal modo passare il loro tempo; un modo come un altro di dialogare tra di loro, scambiarsi un opinione, superare la noia! Ma come spesso accade il loro fare va oltre le aspettative.

 

La vicenda diventa una caccia al colpevole dai contorni quasi investigativi. Tra la sorpresa generale lo stesso portiere è l’amante della signora! Sorpresi, i due, nella stanza, scendono, in fuga, verso l’atrio; il loro abbigliamento, ridotto ai minimi termini, non lascia dubbi; erano stati colti in flagranza. Il marito della signora impugna un vistoso coltello con intenzioni ostili e tutti tentano di ridurlo a più prudenti consigli! La trama si connota di elementi sotto forma di monologhi; la signora ammette il suo cadere ma annovera tutta una serie di circostanze; un attenuazione e non giustificazione, che è una descrizione quasi poetica. Un marito preso dal suo lavoro al punto da sacrificare vacanze, affetti e quant’altro! Non miglior sorte tocca al portiere, inutili le sue attenuanti di un momento di debolezza; la moglie e la figlia, con delle loro cose di prima necessità in un trolley abbandonano la loro casa. Il monologo finale che segue è una riflessione; quelle del portiere del palazzo lasciato solo.

 

Una riflessione sul mondo del cedere alla debolezze proprie della lussuria; a nulla valgono le convinzioni più consolidate. Quell’essere, dopo il caos scenico in una calma dolorosamente buia,  piatta, ora è tremendamente solo! Meritano citazione gli attori; il cast completo oltre l’autore Thomas Mugnano: Carlo De Vivo, MariaRosaria Ruotolo, Antonia Tudisco, Alice Grandi, Giuseppe Tudisco, Filippo De Simone, Mirko Mugnano, Antonio Alfano, Maria Luisa Gremito, Anna Mugnano, Ciro Mascolo, Mikela Russo, Carmela Russo, Anna Napolitano, Monica Chiancone, Rosa Miele e infine Gennaro Meo il Presidente dell’associazione i Matt…attori.

 

 

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