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Palma Campania, omicidio Willy:”Dolore per Willie Monteiro Duarte”.Rinnovato impegno dei docenti della De Curtis

Palma Campania, 12 Settembre – Willy Monteiro Duarte, ragazzo di 21 anni, dallo sguardo limpido e dal volto sereno, è morto sotto colpi inferti in un tempo che deve essergli sembrato infinito, sotto calci e pugni senza scampo. Colpevole di aver difeso un amico. Colpevole per essersi “immischiato” a voler porre fine ad una rissa. Colpito verbalmente da altri per essere nato in un paese in cui il colore della razza predominante è il bianco. Willy era nato in Italia, 21 anni fa, da una coppia originaria di Capo Verde, papà Armando e mamma Lucia. Era impegnato nell’Azione Cattolica e giocava in una squadra di calcio. Aveva il sogno di indossare la maglia della Roma, un giorno.

Con il suo sorriso largo, Willy era cresciuto e si era perfettamente integrato dove viveva. Era amato da tutti, come raccontano i vicini. Ed aveva una grande voglia di vivire. Aveva studiato in un istituto alberghiero ed aveva trovato lavoro due anni fa come apprendista cuoco in un Hotel. “Il mio piccolo gigante” lo ha chiamato la mamma quando è stata portata in ospedale. Un gigante davvero a buttarsi nella mischia e a difendere senza esitazione, con il suo piccolo corpo, l’amico dalla brutalità di energumeni, che hanno fatto della violenza il proprio stile di vita. In un tempo terribilmente breve la sua vita è stata spezzata dalla violenza del branco, in una serata di svago a termine del lavoro. Ci siamo chiesti come è possibile morire così? Come è possibile che un padre ed una madre debbano perdere un figlio così? Ed abbiamo sentito che la morte di Willy Monteiro Duarte non poteva passare, in una calda giornata di settembre, impegnati tutti a scuola a garantire il rientro in sicurezza dei nostri studenti. Non potevamo come docenti continuare il nostro lavoro allo stesso modo del giorno precedente.

Ogni madre ed ogni padre dovrebbe poter piangere con i genitori di Willy ed ogni docente come docente che ha perso un proprio alunno… Come educatori abbiamo immaginato il lavoro per farne un bravo ragazzo, perchè educare un ragazzo è una cosa seria, un lavoro attento, quotidiano che non ammette distrazioni, giorno dopo giorno, per ventuno anni…. un lavoro scandito da abbracci, parole, amore, regole e discussioni per renderlo un bravo ragazzo, vanificati in venti minuti di inaudita violenza…. Un omicidio assurdo. Una intollerabile ingiustizia. Per questo un comunicato per dire pubblicamente come docenti il nostro sconcerto, la nostra indignazione, per dire basta alla violenza e per ribadire con fermezza un impegno che ha da sempre caratterizzato il nostro lavoro di docenti alla De Curtis.

L’impegno a coltivare e a far crescerela cultura della legalità come esercizio e pratica di cittadinanza attiva a scuola, luogo privilegiato di etica e conoscenze, a scuola il luogo idoneo in cui i nostri ragazzi si confrontano con norme di condotta che diventano poi gli elementi sostanziali per la convivenza civile: i valori della democrazia e della partecipazione, la valorizzazzione delle differenze di tutti e di ciascuno, il concetto di dignita umana, la condivisione e il rispetto delle regole fondanti la comunità. Vogliamo che i nostri alunni, i nostri figli vivano nella libertà di esrimere i valori con cui li abbiamo quotidianamente educati, cresciuti, istruiti e che non sono quelli della violenza, della sopraffazione, ma del rispetto, della dignità, dell’accoglienza.

Il grande sociologo russo Sorokin nell’introduzione di una sua opera della maturità così confessa: “Qualunque cosa possa accadere in futuro so di aver imparato tre cose che rimarranno per sempre ferme convinzioni del mio cuore e della mia mente. La vita, anche la vita più dura, è il bene più prezioso, bello, meraviglioso e miracoloso del mondo . Il compimento del proprio dovere è un’altra cosa stupenda che rende felice la vita e questa è la mia seconda convinzione. La terza è che la crudeltà , l’odio, la violenza e l’ingiustizia non possono mai e mai potranno portare ad una rinascita psicologica, morale o materiale. L’unica via per raggiungerla è la nobile via dell’amore creativo e generoso, non solo predicato ma anche coerentemente vissuto”.

 Nel dolore che ci ha colpito tutti per la morte di Willy Monteiro Duarte, il nostro rinnovato impegno come educatori dei nostri studenti.

Il Dirigente Scolastico e i docenti della De Curtis

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