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Palma Campania, nel giorno dell’Immacolata presentata ai fedeli la preziosa tela “Il transito di San Giuseppe”

Palma Campania, 11 Dicembre – L’8 dicembre, giorno della festa  dell’Immacolata, nella Chiesa di Mater Dei di Palma Campania, dopo la Santa Messa celebrata  da Don  Tommaso Ferraro, è stato presentata  ai fedeli e benedetta la tela dal titolo “Il transito di San Giuseppe”, spostata dalla sagrestia nella navata centrale. Presenti alla cerimonia il presidente del Gruppo archeologico Terra di Palma Luigi Sorrentino e soci dell’associazione. Don Tommaso ha ringraziato calorosamente le Associazioni che si sono prodigate affinché la dislocazione dalla sagrestia  nel  transetto  a sinistra della navata avesse luogo: Gruppo Archeologico “Terra di Palma”, Lions Club Palma Vesuvio Est, Fidapa, Viva, Naturae, Centro sociale Anni D’Argento, ufficio dei promotori finanziari Banca Mediolanum di Palma Campania, Servi di Maria Parrocchia Mater Dei, Comitato Festa Parrocchia Mater Dei 2021, Laici, Raffaele Addeo, Agostino Gemito e in particolare Nino Lauri.

Nino Lauri ha manifestato vivi ringraziamenti per coloro che si sono prodigati nella riuscita  del trasferimento, e ha ricordato quanto ci tenesse Marilena Nappi, la presidente del G. A., la quale si prodigava  con energia  e attenzione alla vita  delle opere d’arte del territorio palmese.

Era un  impegno a cui non potevamo mancare nei confronti della prof.ssa Marilena Nappi, studiosa delle opere del nostro territorio. Lei che ci ha lasciato l’esempio del suo forte operato di professionalità, passione e umiltà, per cui era doveroso portare avanti la scelta di recuperare  e valorizzare il patrimonio storico artistico della nostra comunità.“

La rappresentazione viene catalogata e identificata in storia dell’arte con il titolo  di Transito di San Giuseppe, soggetto religioso. San Giuseppe  morente o Il Transito di San Giuseppe d’Arimatea. Secondo la storia ricordiamo che San Giuseppe morì all’età di 111 anni nel modo più sereno possibile, circondato dall’amore delle persone care, Gesù e Maria. Per tale motivo egli è ritenuto protettore dei moribondi, il santo patrono della buona morte.

La pala della chiesa di Mater Dei raffigura l’istante della morte di San Giuseppe sul letto, tra sua moglie Maria  e il figlio Gesù. L’ambiente dove si svolge la scena è solamente tratteggiato nel lungo e spoglio gradino dipinto in basso, il restante è popolato da nubi e angeli in volo. Nella sommità della tela si apre uno squarcio tra le nubi dal quale scendono raggi luminosi, che fanno risaltare tutti e tre i personaggi. L’opera è del XVIII sec., primo quarto, reca la data dell’anno 1717 (in basso a sinistra).  È opera di bottega attiva nell’area campana, non presenta autore specifico.

Il presidente onorario dei Gruppi Archeologici d’Italia , arch. Enrico Ragni  ce ne dà notizia “Nell’iconografia ufficiale sono presenti le caratteristiche come il giglio o la verga o bastone fiorito, simbolo della purezza e sposo di Maria. Inoltre compaiono gli strumenti del suo lavoro di bottega, tavola da falegname, pialla, sega a telaio, sega dritta, seghetta, martello, tenaglie, chiodi, raspa,  lima, scalpello, punteruolo, succhiello, squadra, compasso, che  fanno di Giuseppe l’artigiano falegname o carpentiere. Lo schema riprende quello  dei martirologi e dello strumentario iconografico della via Crucis nelle varie stazioni o nei quadri della Passione, Crocifissione e Morte del Cristo ed è presente anche nei Sepolcri. Lo stesso modello si presenta nel martirologio e nelle passio di alcuni santi e beati. La fortuna di questa iconografia è legata all’istituzione della c.d. Confraternita della Buona Morte o del Transito di San Giuseppe.”

La raffigurazione, definita anche trapasso, nel Sei e Settecento incontra un notevole  favore nella pittura italiana e spagnola.  Le realizzazioni con tale soggetto sono da ricercare  nei prototipi  di Roma, dagli artisti come Carlo Maratta 1625-1713.

La pala della chiesa di Mater Dei è stata ammirata da tutti i presenti con viva commozione e sicuramente sarà oggetto d’attenzione da parte dei fedeli che non erano presenti alla benedizione.

 

 

 

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