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Marigliano, no dalla Regione Campania al sito di trattamento rifiuti targato RI.GENERA

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Marigliano, 10 Dicembre – Poco dopo le 17, in seguito a una lunga conferenza dei servizi, ultimo atto di una vicenda che tiene banco in città da circa un anno, la Regione Campania ha dato parere sfavorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa alla richiesta della società RI.GENERA s.r.l. di realizzare un impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non a Marigliano.
“Primo round a favore del territorio ma resta sempre alto il livello di attenzione” dichiara a caldo il consigliere Saverio Lo Sapio, presente con il Sindaco Antonio Carpino al definitivo incontro tra le parti chiamate in causa e promotore, insieme ad altri rappresentanti della politica e dell’associazionismo locale, di una petizione che lo scorso inverno raccolse oltre tremila firme, impegnando la cittadinanza attiva in una battaglia collettiva per la tutela dell’ambiente e del territorio.

Il Comune di Marigliano, nel suo complesso tecnico, politico e amministrativo (uffici competenti e consiglio comunale) ha dato fin dall’inizio parere contrario all’insediamento dell’impianto proposto dalla società  in questione che avrebbe dovuto lavorare circa duecentomila tonnellate di rifiuti speciali, di cui ben settantamila pericolosi. I materiali che sarebbero stati trattati nel nuovo opificio contemplavano, tra le altre cose:

  •  Materiale inerte derivante da operazioni di recupero svolte su terre e rocce da scavo e su materiali provenienti da attività di bonifica di terreni contaminati o rifiuti contenenti frazioni assimilabili a sabbie o litoidi compatibili nella formulazione di prodotti nel campo edilizio e/o stradale;
  • Ceneri pesanti da termovalorizzatori, ossia materiale che viene gestito al fine del recupero sia dei metalli residui ancora presenti sia della frazione inorganica a matrice inerte da destinarsi ad esempio presso impianti di produzione di cemento o produzioni di materiali per l’edilizia, ect;
  • Scorie di acciaieria da forno EAF.

Oltre a quello dell’Amministrazione, motivato anche dal fatto che il regolamento per l’Area PIP vieta di installare attività ad elevato e rilevante impatto ambientale, a prescindere dalla materia specifica, è arrivato anche il parere contrario dell’ASL.

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