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La tratta dei bambini dall’Italia all’Ucraina, la storia di Mirko: sua moglie ucraina scappa al suo Paese con il loro figlio per ricattare l’uomo

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Napoli, 17 Maggio – Sono circa 3000-3500 i casi annui di bambini sottratti ai padri da parte delle mogli ucraine per condurli nel loro Paese di origine con lo scopo di ricattare e spillare danaro ai loro consorti. Un sistema messo in piedi con la complicità di emittenti televisivi e consolati.

Tra questi casi rientra quello di Mirko Cappelli la cui la moglie di origini ucraine nel 2019 è improvvisamente partita per l’Ucraina portandosi con sé il figlio Aldo e non permettendo mai al padre di poter aver con lui dei contatti.

Mirko si è rivolto al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli ed è intervenuto in diretta telefonica a La Radiazza:

“Senza alcun motivo mia moglie, dopo aver richiesto in segreto e senza alcuna azione di richiesta di divorzio o diverbio i passaporti anche per Aldo, la legge ucraina lo consente anche senza il consenso del padre, è partita per il suo paese non dandomi la possibilità di vedere mio figlio per quasi 3 anni. Quando sono riuscito ad aver un contatto con lei recandomi in Ucraina sono stato letteralmente ricattato: mi sono stati chiesto 1000 euro al mese più le spese per eventuali vacanze e di firmare un documento in cui avessi rinunciato a vedere mio figlio fino all’età di 12 anni. Ho dato vita ad una dura battaglia legale sia in Italia che in Ucraina vincendo entrambi i processi ma nonostante questo nessun provvedimento è stato attuato e nonostante anche mio figlio risulti cittadino italiano. Mio figlio non mi viene restituito per incompetenza e inadempienza delle autorità. Ci sono trasmissioni televisive in Ucraina che istruiscono le donne ucraine su come raggirare gli uomini italiani per sposarli, fare dei figli per poi portarli via con lo scopo di dar vita a ricatti.”.

“Un sistema ‘legale’ ma ignobile attuato con la connivenza dei consolati distribuiti sul territorio italiano, ricordiamo che in altri Paesi Europei è necessaria la firma di entrambi genitori per far espatriare un minore. Raccontiamo questa storia per far luce su questo fenomeno e chiedere al Governo Italiano e a la Farnesina di intervenire.”- ha dichiarato Borrelli assieme al conduttore radiofonico Gianni Simioli.

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