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LA GENERAZIONE PRIVILEGIATA

Napoli, 21 Novembre – La stazione ferroviaria di Napoli Centrale, si sa, è una delle più frequentate dello Stivale: il traffico di passeggeri è talmente intenso che spesso non v’è lo spazio sufficiente per muoversi da un’ala all’altra del terminal, la qual cosa manda in bestia quegli utenti che, al pari del sottoscritto, sogliono muoversi –per esigenze tanto personali quanto lavorative- con più di un bagaglio (o borse particolarmente pesanti) al seguito.
Ciò che costituisce il principale ostacolo al regolare flusso della circolazione degli sventurati viaggiatori -nei corridoi, in prossimità delle banchine, se non addirittura in prossimità dei convogli- sono alcune persone, appartenenti a generazioni diverse, ma tutte assolutamente prive di senso civico: esse, animate dal vivo desiderio di prevalere sull’altro senza curarsi dell’incolumità né delle esigenze concrete di quest’ultimo, si muovono in modo da  comportano come se si trovassero all’interno delle proprie camere da letto od assisi ai tavolini di un disco pub, costringendo gli onesti passeggeri a sottostare ai loro comodi.
A suscitare il mio sdegno, carissimi Lettori, è il fatto che tra i summenzionati individui sono annoverabili diverse persone un po’ avanti nell’età, le quali, invece, dovrebbero dare il buon esempio ai più giovani. Purtroppo qui in Italia -specialmente nel Mezzogiorno- pochi genitori conoscono il reale significato del verbo “educare”, quindi trascurano quasi totalmente quel ruolo di guida che sono chiamati a svolgere (si legga a tal proposito l’articolo trenta della Costituzione, norma cardine in materia). Ma quale sarà mai il motivo di tanta indifferenza nei riguardi dei Cittadini di nuova generazione?
La risposta, pur apparendo difficile ai più, è abbastanza semplice, dal momento che…..basta guardare alla realtà delle cose: alle persone di media intelligenza non può infatti sfuggire che la figura del giovane è sovente posta in secondo piano, tanto dai Cittadini quanto dalle Istituzioni, dal momento che ogni sacrosanta iniziativa si rivela (guarda un po’!) più che favorevole a coloro che han raggiunto la soglia della terza età: si ricordi che, in sede d’acquisto dei biglietti ferroviari a lungo raggio, gli over sessanta han diritto, nientemeno, ad uno sconto del quaranta per cento (del quale posson godere anche i giovani under trenta); ma anche negli uffici postali i vetusti non sono esenti da benefici: coloro che han compiuto settantacinque anni (ricordo bene?) possono usufruire di notevoli sconti su tutti i servizi, anche se percepenti una pensione aurea o sfoggianti capi o borse d’ingente valore economico. Non da ultimo, persino nei musei i vetusti posson comprare il biglietto a tariffa agevolata. Che assurdità! 
Questo suscita, ovviamente, lo sdegno della maggior parte dei giovani Cittadini, dal momento che essi, nonostante l’impegno profuso negli studi e/o nelle attività lavorative svolte, non riescono tuttavia a costruirsi quell’avvenire florido cui anelano. Anche il viaggiare ed il visitare monumenti sono fuor di dubbio d’ausilio alla crescita dei giovani, ma per questi ultimi, ohimè, non c’è più posto in questo Paese: o sono under trenta (o studenti, nel caso dei siti d’interesse) oppure……son costretti a prenderla a quel servizio, anche se disoccupati. 
Per far fronte a questa situazione indubbiamente vergognosa, cari Lettori, andrebbe introdotto un sistema di controllo delle condizioni reddituali di coloro che intendono usufruire di un servizio: siamo nel duemiladiciotto, quindi gli strumenti tecnologici all’avanguardia -di cui quasi ognuno dispone- agevolerebbero senz’altro l’esame delle auto dichiarazioni, consentendo di smascherare i nababbi travestiti da poveri. 
Non mi si fraintenda: gli anziani han sempre goduto -e godono tuttora- della mia ammirazione, anche perché molti di essi son stati costretti da una serie di circostanze (primo tra tutti la Seconda Guerra Mondiale, la fame, la miseria, e quant’altro) a vivere una gioventù travagliata; ma al giorno d’oggi…….i benefici ad essi accordati (anche quando non ne sussiste il bisogno) ne fanno una generazione privilegiata. Appartenere a quest’ultima significa -secondo la concezione dei più- avere la strada spianata ovunque, quindi il “diritto” di prevalere su chi ha veduto la luce qualche trentennio dopo.
La saggezza dei seniores, cari Lettori, deve costituire non uno sprone a sentirsi migliori, bensì a migliorarsi!
Adriano Spagnuolo Vigorita 
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