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“La Divina Dolzedia”: il film di Aurelio Grimaldi

Napoli, 6 Luglio – Io in persona Guia Jelo “la buttanazza”, che sta parlando in prima persona, con un cuore “tanto”, pieno di emozione, paura per le aspettative, diffidenza sulla propria persona e sul proprio talento, per riassumerla in atapica insicurezza, ma soprattutto pieno di gratitudine per questo bizzarro regista, addirittura più inconsueto e fuori dai canoni di me (il che è tutto dire), Aurelio Grimaldi che dipinge questo pittoresco  quadro coraggioso oltre che faticoso, generosamente quanto me, quanto tutti noi e quanto tutti voi che dovrete digerire i tratti scurrili, le qualche spregiudicatezze che, nelle libertà che si concede l’arte dell’autore-regista, ne nasce il mio esserne vittima e allora per adeguarmi al vernacolo a tratti turpiloquiante dico: me la “spacchìo” (sottotitolo: me ne vanto assai con tutto il mio corpo) io sono la Divina Dolzedia che da nave scuola vintage, con qualche accennato e appena visibile decadimento fisico sotto le ascelle e nella tenera pancetta, rimane una nave scuola vintage ma sempre “pacchiona” (sottotitolo: molto bellissima assai e “fimmina”…).  
 
Il film di Aurelio Grimaldi, decisamente particolarissimo nel suo far “sposare” il sesso (anche se mai qui palesato, seppur molto percepito) addirittura col la cultura, la voglia di evolversi con sapienza dalla popolarità che più popolare non si può fino a Dante e Jacopone da Toti…., il film  racconta ventiquattro ore di vita, da sabato mattina al giorno dopo, di Dolzedia, stagionata prostituta di lunghissimo corso, che ancora riceve ‘clienti’ nella sua casa al centro di Catania, affittando la sua stanza a più giovani colleghe (come Lucy interpretata da Francesca Ferro) ma anche esercitando ancora il favoloso ‘gnicche gnacche’, gioco erotico ‘segreto’, che i clienti non possono svelare pena una maledizione infernale sulla loro testa; ma che ancora molti clienti ansiosamente richiedono e che io personalmente apprezzo molto essere e rimanere un mistero mai svelato che nel non apparire mai nella pellicola diventa ancora più simpaticamente inquietante e stuzzicante.
 
Nel cast: il debutto della mia pupilla, per la prima volta sullo schermo, Maria Chiara Pappalardo in una sublime scena,  Francesca Ferro, Mario Opinato, Nellina Laganà, Fabio Costanzo, Claudio Musumeci, Jacopo Cavallaro, Giovanni Alfieri, Gabriele Vitale e la partecipazione straordinaria di Tuccio Musumeci e amichevole di Simona Izzo e Lucia Sardo e di Pippo Pattavina.

 


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