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La diatomea Pseudo-nitzschia: un ‘super-clone’ nel Golfo di Napoli

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Un recente studio a cura dei ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn, pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica “The ISME Journal” del gruppo Nature, mostra come la microalga marina possa riprodursi esponenzialmente conservando lo stesso corredo genetico.

 

Napoli, 22 Novembre – Un nuovo interessante studio condotto dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli sulle diatomee, alghe unicellulari che popolano i nostri mari, è stato pubblicato sull’illustre rivista scientifica “The ISME Journal” del gruppo Nature. Lo studio rappresenta, finora, l’analisi maggiormente completa e approfondita sulla struttura genetica di questo affascinante micro-organismo molto importante per la scienza, in quanto produce la neurotossina acido domoico, ed è utilizzato come ‘modello’ per molte ricerche. Nell’ambito del progetto bandiera RITMARE un gruppo di ricercatori della SZN ha caratterizzato geneticamente la popolazione della diatomea Pseudo-nitzschia multistriata presente nel Golfo di Napoli. <<La mappatura genetica della popolazione del Golfo è stata condotta in maniera intensiva per gli anni 2013 e 2014 e ha coinvolto oltre 500 ceppi, isolati dal mare e analizzati con 22 marcatori molecolari disposti lungo l’intero genoma della specie.

Ciò ha permesso di rilevare, a cavallo del periodo estivo-autunnale del 2013, una fioritura composta da cellule molto simili fra loro, una sorta di ‘mono-coltura’, un ‘super-clone’, tecnicamente definita ‘espansione clonale’>>, ha affermato Maria Valeria Ruggiero, post-doc del progetto RITMARE. Ciò significa che, in un dato periodo di tempo, la popolazione di di questa diatomea si è moltiplicata a dismisura e che tutti i nuovi individui presentavano un corredo genetico uguale tra loro. In pratica è come se la diatomea Pseudo-nitzschia multistriata si fosse clonata innumerevoli volte conservando sempre gli stessi geni: una sorta di Superclone che vive nei nostri mari, insomma. Il fenomeno viene così spiegato da Marina Montresor ricercatrice SZN, coordinatrice dello studio <<Prima e dopo questo evento particolare e nell’anno successivo, la popolazione aveva un’elevata diversità genetica dovuta al verificarsi di riproduzione sessuata con conseguente ricombinazione genica. Si, proprio come avviene nelle piante e negli animali, anche queste microalghe hanno una fase sessuata. Ma nell’autunno del 2013, un “super-clone” ha preso il sopravvento.

Ulteriori indagini di genomica funzionale sono programma per comprendere i fattori che hanno favorito questa dinamica>>. <<Il succedersi di intense, per quanto rare, ‘espansioni clonali’ sembra essere una modalità di evoluzione comune a tutti gli organismi unicellulari, come ad esempio i batteri patogeni (ma anche i virus e i protozoi associati ad alcune malattie); questi trascorrono lunghi periodi in cui sono rari nell’ambiente, fino a quando poche varietà genetiche non esplodono demograficamente in un ambiente particolarmente favorevole, come un ospite da infettare.>> aggiunge Domenico D’Alelio, post-doc del progetto RITMARE. Un comportamento nuovo e insolito, dunque, che ha una grande rilevanza per la comprensione della dinamica delle popolazioni di queste microalghe.

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