Cultura

L’Acquajola ‘e Nola

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Napoli, 16 Febbraio – Nel mese di maggio, detto anche mese della Madonna, è tradizione recarsi in pellegrinaggio nei santuari mariani. Una fede che si rinnova da secoli. Tra i più importanti luoghi di culto della Campania, meta di fedeli, c’è quello di Montevergine. Una tradizione iniziata nel XII secolo e tutt’ora viva. Ed è proprio prendendo a pretesto questo pellegrinaggio che Diodato Del Gaizo (1868-1943), soprannominato Fra’ Diurato, si ispirò per scrivere la canzone “L’Acquajola ‘e Nola”, musicata da Salvatore Capaldo (1875-1928), e pubblicata dalla casa editrice Bideri nel 1905.

 

La canzone racconta, sul filo del doppio senso, della piacevole sosta a Nola da Rusinella l’acquaiola, zitella, che con la sua “banca poverella” (banca ‘e l’acqua) era posizionata di fronte al vescovato. Tene ‘e ccape mmummarelle, e l’acqua soja sana ‘e gente…Con la sua splendida voce, richiamava l’attenzione degli avventori, che ammaliati dalla bellezza del canto (o di Rosa?) non riuscivano a trattenersi dal farsi rifocillare. ‘A tene sempe fresca, l’acqua, come quella di montagna. E su questa falsariga il testo si sviluppa in tre strofe nella versione sia per uomo che per donna. La canzone venne dedicata alla famosissima artista dell’epoca Antonietta Rispoli, cantante dei primi anni del ‘900.  

 

Sto c’ ‘a banca miezo Nola: / chi me prova se cunzola… / faccio a tutte refrescà.

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