Politica

Ischia, Convention Forza Italia. Berlusconi:”Siamo pronti a governare. Se non ho la maggioranza mi ritiro”

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Ischia, 15 Ottobre – Siamo pronti a governare, è con questo slogan che Il leader del partito di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si presente alla convention che ha avuto inizio questo fine settimana ad Ischia.

 Lo yacht che ospitava Berlusconi è arrivato con un’ora di ritardo a causa del malore, durante il viaggio, di un agente della scorta. In un primo momento si era parlato di un’avaria al motore, poi smentita. Il Cavaliere si presenta col volto tiratissimo di 81 anni ma con la fatica di chi lotta per fermare l’orologio della storia. Giunto al porto, è stato accolto dai comitati di Forza Italia.

L’ex premier si è subito recato a Casamicciola, il comune isolano colpito dal terremoto. «Vogliamo risposte, non passerelle» gli hanno gridato alcuni sfollati. Berlusconi si è fermato con i giornalisti e ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Se non ho la maggioranza io mi ritiro, perché è colpa degli italiani se non sanno giudicare chi è capace da chi invece non ha mai fatto niente. Vuol dire che siamo un popolo che non merita nulla. Ma penso che gli italiani avranno buon senso”.

E si dice certo che il centrodestra con la nuova legge elettorale vince escludendo la possibilità di un governo di larghe intese per storia e ideologia. Con l’ elmetto in testa Berlusconi, parlando nella zona rossa di Casamicciola a Ischia ha dichiarato: “Sto vedendo cosa succede nelle Marche, tante promesse e non è arrivato nulla, la soluzione è facile. Si invitano qua tutte le imprese che vogliono dare un contributo agli altri, si fanno fare tre offerte per ogni casa da sistemare e si prende quella che costa meno con l’impegno a consegnare tutto in non più di 120 giorni. Volendo si rimette tutto come era prima e meglio di prima”.

Dopo la missione sui luoghi del sisma, Berlusconi chiude il primo giorno di kermesse, promosso dal coordinatore Domenico De Siano nel suo albergo e dal capogruppo in Regione, Armando Cesaro. Tra i politici presenti, alcuni fedeli nei secoli dei secoli, alcuni che hanno fatto ritorno al primo amore e altri che nella consapevolezza di non avere consensi, cercano una ricollocazione più sicura. “Fin che la barca va”, titolo di una canzone, è ancora oggi lo specchio di una Italia che accoglie a capo chino la solita politica, senza un cambio generazionale.

Sarà forse perché in fondo in fondo… fin che la barca va è una realtà quotidiana e che continua, a distanza di anni, a dare ragione ad una vecchia canzone. Il problema è il “finché” … e se la barca si ferma e siamo soli in mezzo al mar?

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