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Intervista a Lello Beneduce, il giovane tenore protagonista al “Festival di Napoli”

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Pomigliano d’Arco, 3 Dicembre – La musica come ragione di vita scorre nelle sue vene fin dal grembo materno, la sua voce con quella sonorità tenorile limpida e luminosa che provoca forti emozioni e rimanda alle voci del passato. E’ questo il profilo del cantante tenore Lello Beneduce, laureato al Conservatorio di musica di “F. Torrefranca” di Vibo Valenzia, ma anche valente insegnante di Canto. In questa interessante intervista, il tenore pomiglianese, ci accompagna alla scoperta del suo mondo, impregnato di note e di suoni ma anche di intense e profonde emozioni. La sua voce è sicura, calda, sorridente. L’espressività, delicata e magnetica, sprizza energia ad ogni gesto e ad ogni sguardo. Misura le parole con la melodiosa capacità di accogliere e incantare, così come fa, lasciando ammirati i critici, davanti alle platee.

 

Iniziamo con il tuo percorso di studi e i tuoi inizi di carriera.

<<Premetto che sono figlio d’arte, mio padre infatti è un musicista e quindi è evidente che fin dalla nascita ho respirato tantissima musica… addirittura fin dal grembo materno sono stato educato ad ascoltarla. A sette anni poi ho iniziato a studiare pianoforte ma crescendo ho sentito dentro di me il desiderio sempre più impellente del canto. A diciotto anni infatti ho iniziato a studiare canto in un’accademia, ed è proprio in quel periodo che ho capito che da grande, potevo fare il cantante. Ho iniziato poi gli studi al Conservatorio, diplomandomi in canto lirico e in seguito ho conseguito il secondo livello in Scienze e tecnologie del suono, in più un master in musico-terapia>>.

 

Quali sono le principali difficoltà di questa professione?

<<Devo dire che oggi ci sono in giro troppi cantanti, anzi troppi cantanti inventati e questo lascia poco spazio a chi realmente ha sudato nello studio. Sembra un paradosso ma in molti casi, essendoci persone che si “svendono” pur di apparire, vanno poi concretamente a danno di chi realmente vale. Inoltre vorrei aggiungere un altro aspetto che investe tutti quei programmi televisivi che contribuiscono a far degenerare la situazione, perché creano semplicemente l’illusione in molti di essere dei veri cantanti…dimenticando invece che per arrivare ad esserlo veramente è necessario un percorso di studi serio e faticoso. Questo vale per ogni ambito musicale sia per la lirica, la leggera per il pop, il jazz, qualsiasi arte musicale insomma, è fondamentale una base di studio>>.

 

Cos’è per te la musica?

“Ti rispondo semplicemente dicendo che per me la musica è tutto. La musica è una medicina potente, la migliore arma che abbiamo per superare i periodi bui che inevitabilmente sperimentiamo nella vita. Ho imparato a confidare in lei, sempre. Mi sono sempre rifugiato nelle sue braccia e grazie a due semplici cuffiette, come per magia, immediatamente mi sento un’altra persona>>.

 

Ci dici cosa un cantante dovrebbe fare prima di una performance e cosa invece dovrebbe evitare?

<<Innanzitutto devo dire che ognuno ha un suo rituale ben preciso, io di solito faccio un riscaldamento canoro di cinque minuti, esercizi per preparare al meglio la voce. Da evitare ci sono tante cose, prima di tutto è fondamentale salvaguardare il proprio strumento, le corde vocali, dal freddo, da qualche cibo che può irritare e condizionare la voce>>.

 

Sappiamo che ti dedichi anche all’insegnamento. Qual è il patrimonio che senti di poter\dover trasmettere ai tuoi allievi?

<<Sono nella scuola da tre anni. Devo dire non sempre ho insegnato la mia materia, ma ho fatto anche l’esperienza del sostegno, stando a contatto appunto con ragazzi svantaggiati. Devo dire che questo particolare aspetto dell’insegnamento, mi ha fatto crescere molto, arricchendomi di valori profondamente veri e importanti, come la capacità di ascolto e la relazione completamente diversa che si instaura con questi ragazzi, spronandomi a dare sempre qualcosa in più per aiutare gli altri. Mi sforzo ogni giorno di mettere a disposizione le mie competenze aiutando i miei allievi a studiare con insegnamenti alternativi, come per esempio le mappe concettuali, per dare la possibilità di assimilare a gradi e più semplicemente quesiti, concetti, argomenti>>.

 

Cosa consigli ai giovani che stanno iniziando la carriera?

<<Innanzitutto di studiare! Subito dopo fuggire dalle illusioni dei talent, visto che la maggior parte di essi non sono altro che illusioni, e mettere dunque al primo posto la determinazione, la forza di credere nelle proprie capacità, senza mai demoralizzarsi. Quando si possiede la giusta preparazione e si ha talento, prima o poi si emerge>>

 

Nel 2015 il Sanremo è stato vinto dal Volo, un trio molto discusso, composto da due tenori e da un baritono. Qual è il tuo giudizio su queste voci lirico-pop?

<<E’ questa una domanda che investe da vicino ciò che sto realizzando da anni. Sono infatti immerso sia nella musica lirica che in quella leggera con concerti che abbracciano i due ambiti musicali. Ciò che ci differenzia è che io canto da solo. A tale proposito devo dire che proprio la loro canzone mi ha portato parecchio fortuna con tanti consensi e riconoscimenti grazie appunto a questa cover. Penso in definitiva che sono tre ragazzi che hanno saputo costruire molto bene la loro carriera sfruttando appunto ciò che da sempre era una mia idea, quella di cantare insieme ad altri colleghi, ma non sono mai riuscito a realizzarla. E’ dunque un ottimo trio che ha tanto successo soprattutto all’estero dove è molto richiesta la pop-lirica. Ma ci sono tanti cantanti soprattutto non italiani che cantando in italiano hanno un grandissimo successo, cosa che in Italia invece stranamente, non viene molto apprezzata. E’ proprio vero quando si dice “nemo propheta in patria…  >>.

 

Quanto è importante il Conservatorio per un aspirante cantante lirico?

<<Devo dire che all’interno del Conservatorio sono cambiate tante leggi, un po’ come all’Università che si fa tre più due, mentre prima vigeva il vecchio ordinamento e si facevano cinque anni di canto più due di ammissione. Sicuramente forma tantissimo, si ha la possibilità di confrontarsi con tanti colleghi arricchendo il proprio bagaglio di esperienze e di preparazione. Per chi vuole fare musica vera, il Conservatorio è molto importante>>.

 

Secondo Lello Beneduce quali sono i tre requisiti principali che deve assolutamente possedere un aspirante cantante?

<<La prima cosa è senza dubbio una tecnica adeguata per cantare, poi una forte autostima e come ultimo requisito saper arrivare al cuore della gente, muovendo le corde giuste delle emozioni>>.

 

Quali sono le tecniche che credi siano fondamentali per riuscire a cantare bene?

<<Le tecniche in verità sono tante. Insegnando canto, sono fermamente convinto che è necessario partire da una base classica. Avendo molti allievi-cantanti di musica leggera propongo questa strada che fortunatamente viene appoggiata da tutti, credo che sia estremamente importante per una solida preparazione. Sono comunque tecniche di base generali, per il cantante di musica leggera si seguono poi delle tecniche e strategie diverse dalla lirica>>.

 

Una domanda sugli autori sui quali ti senti più a tuo agio

<<Sicuramente Di Capua, Capurro, D’Annunzio, le classiche napoletane che non moriranno mai. Sono autori che ci hanno lasciato un patrimonio straordinario, hanno composto canzoni che nonostante abbiano più di cento anni si ascoltano ancora e sempre con tanto interesse>>.

 

Qual è il sogno di Lello Beneduce?

<<Sogno di fare arrivare alla gente qualcosa di importante della mia musica. Quest’anno per esempio usciremo con degli inediti, l’ultimo è proprio la canzone che ha partecipato al Festival di Napoli 2017, “Na bella vita”, testo e musica di Michele Buonocore, un grande cantautore che mi ha sostenuto in ogni momento, credendo in me. Ad inizio del nuovo anno uscirà poi un singolo con il video ufficiale, insieme ad altri inediti. Aspetto dunque tutti sulla mia pagina ufficiale per sapere notizie di me e le tante novità che ci sono in cantiere. Per concludere, se vuoi, posso darti una chicca: ho deciso di ritornare al mio nome originario di Raffaele Beneduce, non mi chiamerà più dunque con il diminutivo di Lello>>.

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=SpgeLoi6xJc&feature=share

 

 

 

 

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