Politica

Governo, Forza Italia:”Dema rischia chiusura, tutelare occupazione ed eccellenze al Sud”

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Napoli, 17 Ottobre – Il deputato di Forza Italia Mauro d’Attis ha presentato già il mese scorso una interrogazione, cofirmata dall’esponente azzurro Paolo Russo,  in commissione attività produttive al ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e al ministro del Lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo per sapere cosa intendano fare per scongiurare il rischio chiusura degli stabilimenti industriali del gruppo Dema. 

“Il gruppo Dema – dicono d’Attis e Russo –  opera nel settore delle costruzioni aeronautiche in tre stabilimenti siti del Sud talia, Somma Vesuviana, Benevento e Brindisi, e per evitare di dover chiudere, per tutelare i 700 posti di lavoro, ha varato nuovi investimenti e un piano di rientro per ridurre la propria esposizione debitoria. Il piano è stato accettato da tutti i soggetti creditori tranne l’Inps. Di fronte ad una probabile grave crisi occupazionale abbiamo chiesto un intervento del Governo nei confronti dell’Inps per modificare la posizione assunta”. 

“Ad oggi – sottolineano i deputati – nulla è cambiato e l’Inps non ha ancora accettato il piano di rientro proposto da Dema. Senza un accordo con l’istituto l’attività dei tre stabilimenti sarebbe costretta a cessare, con la consegna dei libri in tribunale, con la conseguenza che oltre al mancato rientro dei crediti vantati da Inps, si aggiungerebbero ulteriori spese a carico dello Stato per finanziare gli ammortizzatori sociali per i circa 700 lavoratori. Di fronte a tale sconcertante vicenda in cui un ente pubblico prende una posizione che causa di fatto il fallimento di una eccellenza, che genera occupazione e un considerevole indotto economico nel Sud, è incomprensibile l’inerzia del governo”. 

“Ci auguriamo dunque che il prossimo 20 ottobre quando il governo risponderà alla nostra interrogazione, ci indicherà chiaramente che provvedimenti intenda assumere e quale sia la strada da intraprendere per evitare un ulteriore dramma economico nel mezzogiorno che, più del resto d’Italia, sta subendo la crisi causata dall’emergenza Covid. Sarebbero inaccettabili tentennamenti e rinvii, è l’ora di agire per tutelare quel che c’è di buono nel nostro Paese”, concludono.

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