Buonajuto:“La sfida è tutelarli concretamente attraverso il lavoro delle istituzioni”

Bologna, 23 Aprile – Il consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali, Ciro Buonajuto, ha partecipato oggi all’incontro internazionale “Local and Regional Governments in the Universal Periodic Review (UPR)”, presso il dipartimento di Diritto Internazionale dell’Università di Bologna ‘Alma Mater Studiorum’, promosso dal Geneva Human Rights Hub, dedicato al ruolo di Regioni ed enti locali nella tutela e nell’attuazione dei diritti umani.

Nel corso dei lavori, che hanno riunito rappresentanti istituzionali, accademici ed esperti internazionali, è stato affrontato il tema di come rendere più efficace il sistema di monitoraggio dei diritti attraverso dati locali, strumenti digitali e modelli di governance multilivello. Un confronto che ha evidenziato come i diritti umani non possano restare principi astratti, ma debbano tradursi in politiche concrete, misurabili e verificabili nei territori.

“Quando parliamo di diritti umani – ha dichiarato Buonajuto – rischiamo spesso di fermarci ai documenti e alle dichiarazioni di principio. Ma la verità è che i diritti si realizzano o falliscono a livello locale: nei servizi sociali, nella sanità, nella scuola, nell’accesso al lavoro e nelle opportunità offerte ai cittadini. È qui che si misura la credibilità delle istituzioni”.

“Viviamo un tempo drammatico – ha aggiunto – in cui i diritti umani vengono calpestati ogni giorno nei teatri di guerra, dall’Ucraina alla Palestina a Cuba. Di fronte a queste tragedie, la comunità internazionale deve fare ogni sforzo possibile per affermare la pace e il rispetto della dignità umana. Ma allo stesso tempo non possiamo dimenticare che la tutela dei diritti si costruisce anche nella quotidianità delle nostre comunità”.

“Per questo – ha proseguito – il ruolo delle istituzioni italiane è decisivo: Governo, Regioni e Comuni devono essere in grado, ciascuno per le proprie competenze, di trasformare ciò che è scritto nei trattati e nelle carte dei diritti in realtà concreta. Dobbiamo semplificare i processi, migliorare l’accesso ai servizi e utilizzare dati e strumenti digitali per monitorare davvero come vivono le persone: se studiano, se lavorano, se possono curarsi, se hanno una casa. Solo così – ha concluso Buonajuto – i diritti umani smetteranno di essere un principio astratto e diventeranno ciò che devono essere: una garanzia reale per ogni cittadino. È questa la sfida che abbiamo davanti e su cui le istituzioni devono assumersi fino in fondo la propria responsabilità”.

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