Trapianto al Monaldi, nuove accuse: presunti ritocchi alla cartella clinica

Napoli, 18 Marzo – Si arricchisce di un nuovo capitolo l’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore. La Procura partenopea, insieme ai carabinieri del Nas, contesta ora anche il reato di falso a due dei sette medici già indagati per omicidio colposo in concorso.

Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito l’intervento, e della seconda operatrice Emma Bergonzoni. Per entrambi i pubblici ministeri — Giuseppe Tittaferrante e l’aggiunto Antonio Ricci — hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione di una misura interdittiva. I due sanitari saranno ascoltati entro la fine del mese.

Al centro delle nuove contestazioni vi sarebbero presunte modifiche alla cartella clinica del piccolo paziente, in particolare relative agli orari di arrivo del cuore donato da Bolzano e alle fasi iniziali dell’intervento chirurgico. Secondo gli inquirenti, alcune incongruenze riguarderebbero sia il momento in cui l’organo sarebbe giunto in sala operatoria, sia l’avvio dell’espianto del cuore malato dal torace del bambino.

Elementi che, sempre secondo l’accusa, non troverebbero riscontro nelle testimonianze di alcuni operatori sanitari ascoltati come persone informate sui fatti. Proprio la coincidenza tra l’arrivo dell’organo e le fasi propedeutiche al trapianto rappresenterebbe uno dei punti critici emersi dall’analisi della documentazione clinica.

Nel frattempo, le indagini proseguono anche sul fronte tecnico. I Nas, su delega della Procura, hanno sequestrato un ulteriore telefono cellulare appartenente a un’infermiera — al momento non indagata — sul quale sarebbero presenti foto e video girati in sala operatoria il 23 dicembre 2025, ritenuti utili agli accertamenti. Per il dispositivo è stata fissata al 26 marzo la copia forense. Il cardiochirurgo Oppido è assistito dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, mentre la difesa della dottoressa Bergonzoni è affidata a Vincenzo Maiello.

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Raffaele Ariola
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