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CARBONARA DI NOLA, tra fede e leggenda: domani la passeggiata ecologica a Orsaro

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Carbonara di Nola, 1 Giugno – Il Comitato Festa di San Michele Arcangelo di Carbonara di Nola ha organizzato per domani, 2 giugno, una passeggiata ecologica a piedi sul monte Orsaro.

Un’escursione programmata ogni anno, organizzata di solito per la Festa dei Lavoratori (1 maggio). La partenza a piedi è fissata per le ore 9:00 dalla chiesa dei SS. Medici Cosma e Damiano, mentre alle ore 10:00 è stato offerto anche un servizio navetta in via Curto, zona parcheggio, per chi ha più difficoltà a spostarsi. Al ritorno, verso mezzogiorno, verrà celebrata la Santa Messa dal parroco padre Giuseppe e, poi, è stato previsto un pranzo ed intrattenimenti vari per tutti.

Si sale attraversando le colline di Palma Campania e di Carbonara, fino a giungere in località Orsaro, uno spiano dove è situata la casa cantoniera di Carbonara, quindi si procede in salita fino ad arrivare ad un rudere, un tempo abitato da un eremita, che aveva in custodia la statua di San Michele Arcangelo; qui, i pellegrini porteranno, come di consueto, un fiore e faranno una preghiera. La statua di San Michele, naturalmente, non è più lì e si trova nella chiesa della Santissima Annunziata.

Un’antica leggenda racconta che, un giorno, dei cacciatori trovarono l’eremita morto, dato che quel luogo era considerato ‘terra di nessuno’, circondato da diverse comunità quali Palma Campania, Carbonara di Nola, Domicella: scomparso il ‘custode’ della statua, si doveva decidere il posto dove sarebbe stata ospitata.

Una delegazione di Domicella si propose per prima, ma la statua di San Michele divenne così pesante che non fu possibile trasportarla; stessa sorte toccò ad un gruppo di volenterose persone di Palma Campania; alla fine, ci provarono gli abitanti di Carbonara di Nola e, con sole quattro persone, la statua fu finalmente trasportata in paese. Una volta giunti a Carbonara, alcuni dei presenti si accorsero che alla statua mancava l’indice della mano sinistra, quello utilizzato dal Santo per alzare e mantenere lo scudo. Gli stessi ritornarono sui loro passi, andando a cercarlo e, a trovarlo, fu una persona muta, che in seguito ritrovò miracolosamente anche la parola.

Ed è proprio da allora che questi luoghi sono diventati noti e tramandati, con le loro storie, nella tradizione del paese collinare, per cui ogni anno si vuole celebrare quest’appuntamento, senza privarsi di un po’ di sano divertimento.

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