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Carbonara di Nola, lo scenografo Roberto Casalino si racconta

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Carbonara di Nola, 19 Aprile – Roberto Casalino è uno scenografo carbonarese, tecnico di palcoscenico e caposquadra presso l’Arena di Verona per la grande Opera Lirica. E’ nato nel 1974 a San Gennaro Vesuviano in una famiglia con talenti artistici: il papà era maestro di musica, prima tromba e pianoforte, da giovane aveva una banda musicale composta da 60 elementi; la mamma disegnava e uno zio materno è pittore. Il suo mondo ruota tutto intorno all’arte. Lo incontriamo a Carbonara di Nola dove è ritornato nella sua casa per godere di un po’ di relax prima di riprendere il lavoro.

Cominciamo con una breve domanda sui tuoi studi. “Ho studiato prima all’Istituto d’Arte a San Gennaro Vesuviano, sezione Architettura e arredamento d’interni, e poi all’Accademia delle Belle Arti a Napoli conseguendo il Diploma di laurea in Scenografia nel 1995, con la scuola di scenografia di Tony Stefanucci”.

Cosa suggeriresti ad un giovane che voglia fare il tuo stesso lavoro? “Per me creatività e doti sono molto importanti e se non le hai non puoi diventare artista, puoi migliorare le tecniche studiando, ma si sbaglia ad intraprendere gli studi artistici se non se ne ha la predisposizione”.

Quali sono stati i tuoi primi lavori? Ho realizzato una scenografia progettata da me per lo spettacolo “Signori biglietti” di Gianni Rescigno per la compagnia “I formicomici” presso il Teatro Umberto di Nola, e la p”rogettazione e realizzazione delle scene per lo spettacolo “Un albero di nome Giona” di Alessandra Lagozzino presso il Teatro Tasso di Napoli. Questi sono solo alcuni dei tanti”.

Hai realizzato anche dei dipinti e fatto mostre? “Sì, ho fatto mostre collettive con tanti artisti di “Movimento arte” a cui partecipò come critico Vittorio Sgarbi. E per il museo ferroviario di Pietrarsa a Napoli dove realizzai un’opera: un treno in plastico, creato con tubi in Pvc, che fuoriusciva dalla tela, squarciandola”.

Dove possiamo ammirare qualche tuo dipinto? Ho realizzato dei quadri olio su tela e sono esposti nella parrocchia di San Gennaro Vesuviano e durante il servizio militare presso l’arma dei Carabinieri del Battaglione di Secondigliano (Napoli) realizzai un murales incorniciato, rappresentante “Salvo D’Aquisto”.

Ricordi un lavoro importante per te? “Un lavoro come realizzatore scenico per “Boxing Traviata” per la regia di Tony Stefanucci, un’opera in stile moderno. Tutto parte da un bozzetto che viene pensato anche per eventuali spostamenti in diversi teatri con varie dimensioni di volta in volta da modificare”.

In cosa sei impegnato ora? “Attualmente sono tecnico di palcoscenico con il ruolo di caposquadra per l’allestimento delle Opere Liriche presso l’Arena di Verona, che è una realtà mondiale. Ho avuto l’onore di maneggiare le scenografie di grandi come Zeffirelli, “Gesù di Nazaret”, attento ai particolari e molto realistico anche nelle dimensioni. E anche scenografie di Hugo De Ana, “La Traviata”, con scene surreali. Vivo in un mondo particolare, il teatro comprende tutte le forme d’arte”.

All’Arena di Verona il lavoro è stagionale, per il resto dell’anno in cosa ti impegni? “Il periodo di gennaio e febbraio lavoro per il teatro Filarmonico, ma faccio anche tournée. Ho lavorato per esempio con la compagnia di Gianpiero Ingrassia che ha portato in giro per tutta l’Italia, esclusa la Sardegna, lo spettacolo “Stanno suonando la nostra canzone”. Ho fatto una tournée con la famiglia “Lo Monaco” per il teatro di prosa di Luigi Pirandello, “Il berretto a sonagli”. Ma anche tanti altri”.

Quali sono le cose che ti piacerebbe fare in futuro? “Cosa voglio fare da grande? Mi piacerebbe avere una compagnia tutta mia, quindi operare come scenografo e regista. Mi piace tutto ciò che è inerente la Chiesa e vorrei portare La Via Crucis a teatro come pure tutte le opere sacre. Magari poter dipingere anche affreschi nelle chiese”.

A quali artisti ti vorresti ispirare? “Il mio artista preferito è Il Caravaggio, “Luci e ombre”, quello che si fa a teatro e che esprime un animo tormentato, un animo d’artista”.

Ogni volta che torni a Carbonara sei sempre pronto a collaborare con i tuoi compaesani e lo fai con piacere. “Si mi fa piacere collaborare, ma non hai la possibilità di esprimerti al meglio perché in pochi giorni non si può fare molto e mi piacerebbe scuotere gli animi della gente, non prendo mai alla leggera ciò che faccio, ma a volte è difficile fare entrare nell’ottica della scena persone che non sono del mestiere. Sono molto pignolo e preciso e vorrei più collaborazione. Vedi la Via Crucis Vivente che è stata messa in scena lo scorso 25 marzo ho dovuto realizzare le scene in 5 giorni, ma c’è tanto lavoro dietro ogni volta”.

Hai realizzato la scenografia per altri eventi a Carbonara di Nola? “Sì, il Presepe Vivente negli anni passati, compreso quello ambientato nei locali sottostanti la scuola, messinscena dai bambini della scuola primaria di Carbonara e tutte le Via Crucis degli anni precedenti. Ma ho anche realizzato scenografie per il Carnevale Palmese. La mia speranza è che non si faccia finire tutto e che si porti avanti negli anni queste manifestazioni nel paese”.

Roberto Casalino ha inoltre partecipato come capo macchinista e direttore di scena in tante altre tournée, in special modo: con 40 ballerini per lo “Schiaccianoci” con cambi di scena continui per le scenografie di Luzzati; per il teatro d’impegno civile sulla vita di “Falcone” del suo amico Pietro Grasso; nel 2007 per “Notre dame de Paris” di Riccardo Cocciante; ancora nel 2007 per Gianna Nannini presso l’Arena di Verona

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