Politica

Campania, Saiello (M5S): “Ex Montefibre, 350 lavoratori presi in giro dalla Regione e lasciati senza alcun reddito”

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Il capogruppo regionale: “Che fine ha fatto il piano di riconversione annunciato da Lepore?”

 

Napoli, 9 Aprile – “E’ trascorso poco più di un semestre da quando, a epilogo di una seduta monotematica del Consiglio regionale convocata per individuare una soluzione alla vertenza dei lavoratori del sito ex Montefibre di Acerra, l’assessore Amedeo Lepore rassicurò tutti con annunci-spot sullo stile del padre-padrone Vincenzo De Luca. Rivelando di avere già la soluzione nel taschino, Lepore snocciolò cifre sprovviste di contenuti su contratti di sviluppo e di decontribuzione che avrebbero prodotti posti di lavoro a migliaia. Annunciando un rifinanziamento della mobilità per i lavoratori ex Montefibre e un piano di investimento che avrebbe portato alla riconversione dello stabilimento di Acerra.

Eppure, in linea con la filosofia di questa giunta, ad oggi la drammatica verità è nei volti disperati di 350 lavoratori, a cui gli ammortizzatori sociali sono scaduti a novembre e che, dopo aver inseguito per mesi gli assessori Lepore e Palmieri, hanno trovato nel Movimento 5 Stelle l’unico interlocutore istituzionale”. E’ quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle e componente della commissione regionale Attività Produttive Gennaro Saiello, che questa mattina ha incontrato i lavoratori ex Montefibre durante un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

“Nella seduta monotematica dello scorso novembre – ricorda Saiello – con un atto formale impegnammo la giunta a individuare in tempi rapidi con il Governo una soluzione per lavoratori, in previsione della fine degli ammortizzatori sociali, agendo sulle misure di politica del lavoro esistenti e sulle misure in grado di evitare una grave situazione di disagio sociale. Lepore ci rispose sbandierando interventi mirabolanti. Oggi siamo l’unica forza politica che non smetterà di far sentire la propria voce ad ogni livello per mettere fine al dramma di 350 famiglie rimaste senza alcun reddito di sostentamento”.

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