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Campania, Rifiuti. Romano (FI): “I Dati ISPRA confermano le nostre preoccupazioni: Piano regionale dei Rifiuti è del tutto inadeguato”

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Napoli, 3 Novembre – “La recente pubblicazione del Rapporto Annuale 2016 sul ciclo dei rifiuti di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale) conferma le nostre preoccupazioni: il Piano Regionale dei rifiuti approvato lo scorso anno è del tutto inadeguato ad affrontare efficacemente il ciclo. Si stanno creando le condizioni per una nuova e devastante crisi. La situazione preoccupante anche per il 2017”.

 

A parlare è Giovanni Romano, Responsabile Regionale per l’ambiente e l’energia di Forza Italia.

 

“I dati pubblicati da ISPRA sono chiari: nel 2016 in Regione Campania è aumentata la produzione complessiva dei rifiuti di oltre 60.000 tonnellate rispetto all’anno precedente. La raccolta differenziata si è fermata al 51,6% di media regionale, segnando di fatto il passo in termini quantitativi. Questi dati sono pericolosamente discordanti con le previsioni sulle quali è stato predisposto e approvato il “nuovo” Piano Regionale dei rifiuti”

 

 “Infatti, secondo il Piano Regionale, la raccolta differenziata per il 2016 si sarebbe dovuta attestare al 58,6% per il 2017 mentre i dati di ISPRA e quelli relativi all’anno in corso indicano che si attesterà a poco più del 52%.

 

AGGIORNAMENTO PIANO

Previsione Piano

Dati certificati

ANNO

2016

2016

PRODUZIONE

2.560.971

2.630.000

RD

55%

51,60%

RIFIUTO ORGANICO

650.096

700.000

RIFIUTO RESIDUALE

1.153.598

1.280.000

FABBISOGNO INCENERIMENTO

848.793

896.000

FABBISOGNO INCENERIMENTO RESIDUO

98.378

196.000

FABBISOGNO DISCARICA

228.142

384.000

FABBISOGNO DISCARICA NETTO CON ECCEDENZA INCLUSA

326.520

580.000* (500.000)

 

E’ del tutto evidente che le percentuali di raccolta differenziata sulle quali è stato dimensionato e redatto l’aggiornamento del Piano non sono raggiungibili e ciò comporterà una maggiore produzione di rifiuti indifferenziati.

 

Di conseguenza, un fabbisogno impiantistico completamente diverso da quello ipotizzato nell’aggiornamento del Piano e quindi il continuo ricorso al trasferimento dei rifiuti fuori regione, con maggiori oneri a carico dei cittadini ed in contrasto con il principio di autosufficienza e prossimità.

 

I rifiuti smaltiti fuori Regione superano le 360.000 tonnellate all’anno e sono aumentati di oltre 120.000 tonnellate rispetto a quanto previsto dal Piano Regionale nel periodo transitorio necessario a realizzare gli impianti. Questi ultimi sono solo annunciati e propagandati, ma non si è concretamente avviata la realizzazione di nessuno di quelli previsti. La scandalosa e triste vicenda dell’impianto di compostaggio di Salerno oggetto delle indagini dell’ANAC e le legittime resistenze delle Comunità locali agli impianti farlocchi promossi dall’Amministrazione Regionale non lasciano spazio a previsioni ottimistiche.-

 

Dal 2015 a settembre 2017 sono stati smaltite fuori regione 910.000 tonnellate di rifiuti.

 

Ancora più preoccupante il dato relativo alle discariche.

 

Per il periodo transitorio 2016-2020, il Piano prevede un fabbisogno di solo 817.000 tonnellate di capacità di discarica, quota già praticamente superata nei primi due anni di vigenza del Piano, che hanno visto trasferire fuori regione per lo smaltimento oltre 700.000 tonnellate e oltre 160.000 tonnellate sono state conferite nelle ultime due discariche regionali ancora attive (S. Tammaro a Caserta e Savignano Irpino ad Avellino) ormai prossime alla chiusura.

 

Senza contare la drammatica situazione degli S.T.I.R.

 

Allo stato attuale risultano stoccati negli STIR circa 100.000 tonnellate di rifiuti che al momento non trovano collocazione, per effetto delle criticità riscontrate a reperire impianti fuori regione. Tale criticità si è acuita anche a causa delle vicende giudiziarie in corso nelle regioni Lombardia e Piemonte, dove risultano indagate aziende nazionali come Hera ed A2A che, secondo quanto rilevato dall’Autorità Giudiziaria, negli ultimi due anni hanno smaltito i rifiuti provenienti dalla regione Campania, attraverso il passaggio degli stessi in impianti intermedi di trattamento senza effettuare nessuna operazione di recupero e quindi, smaltiti successivamente nelle discariche ed in impianti di incenerimento, cambiando esclusivamente il codice CER dei rifiuti.

 

Se questa situazione dovesse perdurare, c’è il serio rischio che possa verificarsi una grave situazione di criticità nel settore dello smaltimento regionale dei rifiuti urbani.

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