Politica

Campania, Ciarambino (M5S): “Ora tutti sanno che la Campania è un affare di famiglia gestito dai De Luca”

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“A che titolo De Luca jr tratta per la Regione l’assegnazione irregolare di bandi, mentre il suo consulente definisce le percentuali per le mazzette?”

 

Napoli, 17 Febbraio – “Non c’è bisogno di attendere l’esito dell’indagine giudiziaria sulla squallida vicenda che coinvolge il figlioletto di Vincenzo De Luca, per avere conferma di quanto purtroppo già risaputo. La seconda puntata dell’inchiesta di Fanpage.it avvalora una volta per tutte la tesi che in Regione Campania esiste un sistema familistico che fa capo ai De Luca. Una dinasty, una forma di arrogante nepotismo che punta a concentrare il potere nelle mani degli stretti congiunti del governatore e di pochi suoi fidatissimi. Senza averne alcun titolo, se non quello di figlio di, Roberto De Luca si arroga il diritto di intavolare una trattativa per la rimozione delle ecoballe, parlando in nome e per conto della Regione Campania. Indicando a un ex boss della camorra, che si presenta con il suo vero nome, il riferimento del funzionario regionale che dovrebbe prendere contatti la sedicente azienda. Una trattativa di fatto definita nello studio salernitano dello stesso De Luca jr. E il giovane assessore non batte ciglio di fronte alla prospettiva di bypassare qualunque procedura di gara pubblica. Né è sembrato sconcertato quando si è fatto cenno a eventuali quote da spartire”. Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e referente politica per la Campania Valeria Ciarambino.

“Di fronte ad un quadro documentato in maniera così chiara, il governatore De Luca ha ora il dovere di spiegare a che titolo suo figlio Roberto ha avviato una trattativa per la rimozione delle ecoballe, parlando per conto della Regione. Ci dica se intende dissociarsi da suo figlio, che ha indicato il suo consulente di fiducia per negoziare la spartizione di percentuali sull’importo dell’appalto. Se suo figlio, assessore al Bilancio al Comune di Salerno, legittimato a maneggiare soldi della collettività, stia pensando opportunamente di dimettersi. E se lo stesso presidente dei questa regione, alla luce anche del suo fallimento da amministratore, si sia reso finalmente conto che è arrivato il momento di fare un passo indietro, chiedere scusa e rassegnare le dimissioni. O vuole farci credere – conclude Ciarambino – che le immagini di suo figlio che tratta con affaristi della monnezza siano frutto di un’allucinazione collettiva o che si tratti di banali effervescenze?”.

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