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Angri, operai centrale sollevamento delle acque in rivolta

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Angri, 16 Ottobre –  Incrociano  le braccia gli operai della centrale di sollevamento delle acque di Angri. Da 4 mesi sono senza stipendio e non si conosce la loro sorte lavorativa. Gli operai delle altre centrali di Mercato Palazzo, Cercola, Nola e Boscotrecase sono stati assorbiti dalla Gori quelli di Angri vengono considerati di serie b: nessuna stabilizzazione per questi lavoratori che restano vittime della precarieta’ e dell’ indigenza. Senza stipendi si e’ poveri e nell’ impossibilita’ di far fronte alle spese del vivere quotidiano, soprattutto quando si hanno figli e mutui della casa da pagare.    Sono all’ estremo e affidano ad un comunicato stampa il proprio dissenso.”Ci risiamo! Gli operai della centrale di sollevamento acque di Angri, da 4 mesi sono senza stipendio!!
Oramai sono 10 anni che i dipendenti della ditta GEMIS, vincitrice nel lontano 2007 dell’appalto di gestione dell’ impianto Regionale, indetto dalla regione Campania,vivono come precari..ma senza stipendio..
E dire che Le altre centrali, ovvero mercato palazzo cercola nola Boscotrecase sono già state assorbite dalla GORI , l’ente gestore, così come previsto dalla epocale legge regionale di riordino del settore ciclo integrato delle acque.
Al contrario la centrale di Angri, su cui il dirigente regionale Geom. Pesacane promise nell’aprile 2018 (appurata l’inadeguata gestione dell’impianto da parte della GEMIS) l’immediato trasferimento all’ente gestore GORI, firmando il verbale innanzi il viceprefetto di Salerno, quest’ ultimo convocato dalle parti sociali per il mancato pagamento delle retribuzioni spettanti ai lavoratori, VIVE L’ENNESIMA BEFFA!!
Inoltre la corte dei Conti ha ammonito la regione Campania  a non pianificare voci in bilancio per il settore ciclo integrato delle acque.
In poche parole i soldi non ci sono e non ci saranno..tuttavia ciò che resta assurdo e che la regione Campania non fa assolutamente nulla per velocizzare il passaggio della centrale di Angri all’ente gestore GORI così come prestabilito dalla legge.
Insomma un tiro “alla fune” senza partecipanti”. Fate presto: così si calpesta la dignita’. I lavoratori proclamano lo stato di agitazione ad oltranza e chiedono che si rispettino gli accordi presi.

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