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A Palma Campania la “Giornata della Memoria” [Video]

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Palma Campania, 29 Gennaio – Quest’anno il Comune di Palma Campania ha promosso la Giornata della Memoria, voluta fortemente dall’assessorato del sindaco Nello Donnarumma e dall’assessore alla cultura ed eventi  dott.ssa Elvira Franzese, con  la partecipazione di alcune realtà associative,le quali contribuiscono costantemente alla scelta culturale e sociale del territorio.

Arci,Viva,Palma Sociale E.T.S., Fidapa, Naturae associazione culturale.  L’evento del 27 gennaio  al teatro comunale del territorio ha ricordato le vittime della Shoah ed altri genocidi, non a caso il titolo La Shoah e oltre da Auschwitz al Mediterraneo. Una pagina di storia angosciante, che fa parte del nostro esistere, e da non dimenticare.

“La memoria storica della Shoah non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’intera umanità” ha affermato Tzvetan Todorov nel libro “Memoria del bene ,tentazione del male” indicandoci la strada  possibile per resistere al male.

 Fra giochi di luci, drammatizzazione scenica, narrazione,testimonianze, nella sala teatrale, piena, in un clima di totale silenzio, quasi fermo il respiro,è andato avanti l’evento.

La compagnia teatrale ” Gulliver” diretta da Gabriela Maiello ha introdotto la serata con la conduttrice Rosa Basilicata e, a seguire, la performance delle giovanissime di Gulliver sulla musica di Carmina Burano di Carl Orff, che ha reso il momento di apertura fortemente drammatico. Le allieve hanno inscenato una danza sul famoso brano O Fortuna: una serie di improperi contro la sorte, che governa secondo il proprio capriccio il destino degli umani.

 La bravissima Gabriela Maiello , attrice, autrice e regista della rappresentazione,dal palcoscenico, durante tutto il percorso tragico, ha  sciolto, con voce vibrante, come  a  voler penetrare l’animo dei presenti, il filo conduttore, quel  filo rosso sangue che lega tutte le catastrofi e gli stermini di massa di cui l’umanità si è resa colpevole.

“Auschwitz è tra noi

Auschwitz è dentro di noi. Le più grandi risorse sono la speranza e la dignità”….

 Il contributo della serata è proprio quello di ricordare alcuni dei più sanguinosi genocidi , dimenticati dalla storia dell’umanità.

C’è un filo rosso sangue che lega Auschwitz alle stragi delle Foibe. Nelle foibe sono stati rinvenuti i cadaveri di centinaia di vittime, nel1943 sono state uccise circa 11.000 persone e Luca Del Negro  ha dato voce alla testimonianza: “Tutto è incominciato il 5 maggio del 1945. La guerra era finita…vengo deportato in un campo di concentramento vicino Pola…ci portano fuori e ci trascinano fin davanti alla foiba…mi getto nel buco. quel gesto disperato sarà la mia salvezza…riesco a trascinare in superficie anche un altro uomo. L’unico italiano ad essere sopravvissuto alle foibe…”

Forte la voce di Rosario Bruzzano che è arrivata come lama di coltello “L’odore dei corpi in decomposizione era pestilenziale, l’aria irrespirabile fino a chilometri di distanza… Decine di cadaveri furono recuperati anche dal fondo della Foiba di Villa Surani, e tra questi una ragazza seminuda, era Norma Cossetto, la figura simbolo del  martirio degli infoibati. Non aggiungo cosa le fecero prima di gettarla in foiba viva,…”

C’è un filo rosso che lega Auschwitz alle stragi del Ruanda. La storia del Ruanda è marcata dal genocidio del 1994: più di un milione di persone vennero trucidate con armi grezze e machete. Lo ha ricordato: Francesco Moccia ,”Quante strade deve percorrere un uomo prima di essere chiamato uomo?..E per quanti anni può la gente esistere prima di avere il permesso di essere libera. E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa fingendo di non vedere.”

C’è un filo rosso che lega Auschwitz alle stragi di Darfur.

 Darfur è sconvolta  da una sanguinosa guerra tra neri ed arabi, nessuno parla del genocidio in atto. Dalla platea  ha lanciato  vigoroso il suo urlo quasi a scongiurare altri genocidi, Rosa Ferrante Uccideteli tutti, soprattutto le madri ed i bambini è questo l’ordine impartito ai soldati dai loro comandanti….Noi donne, no. A noi toccava qualche ora di vita in più. Volevano divertirsi e ci hanno stuprate….”

Iolanda Carbone ha invocatoStavamo scappando quando ci hanno trovate….Poi hanno fatto spogliare le donne…..Ho visto un soldato aprire con un machete il ventre di una mia amica e fare a pezzi il piccolino…non so neanche io come mi sono salvata.”

C’è un filo rosso che lega Auschwitz alle stragi della Siria I bambini della Siria sono stati ingannati dal mondo per troppo tempo. Tre milioni di bimbi sono nati e cresciuti nell’ ostilità della guerra che non si ferma e ha raso al suolo case, scuole, ospedali e  non si contano le vite. Anna Annunziata col cuore in gola ha letto: “Sono nata ieri su un pezzo di cartone In un sottopassaggio della stazione di Budapest. Mia madre vedova fuggita dalla Siria, mi ha chiamata con quel nome che significa Speranza…Quella che l’ha guidata nel lungo viaggio, con la pancia che cresceva ,fino all’ambulanza che si è rifiutata di portarla in ospedale.”

E sul soffio di una musica ha rievocato Gianmarco Petronio:Sono nato bambino qualche anno fa…Ora non sono più un bambino, ho visto gli incendi e troppo presto sono diventato grande. Ho conosciuto la paura, le parole di sangue ,i giorni assassinati… alla luce di una candela m’addormento, mi sveglierò… e per non vedere troppo mi lascerò riprendere dal sonno”…

Dal fondo della sala   è giunta la voce di Claudio  Testera :”I figli della Libertà non indossano abiti di cotone,la loro pelle presto si abitua alla ruvida stoffa… non fanno il bagno caldo non giocano….ascoltano il frastuono della paura e del freddo sui marciapiedi davanti alle porte delle loro case distrutte negli accampamenti o nelle tombe”..come tutti i bambini del mondo aspettano il ritorno della madre.

Forte e duratura è rimbombata dal palco nella sala la voce di Gabriela come a scuotere il torpore della mente:

“…Se Auschwitz è stato il cimitero dell’Europa di ieri, il Mediterraneo è il cimitero dell’Europa di oggi E’ il futuro dell’umanità quello che annega davanti alla porta dell’Europa.”

Maria Assunta Iervolino ha sottolineato : Sognava una casetta in Canada’ .  E’ arrivato su una spiaggia della Turchia, un corpo senza vita,…Si chiama Aylan Kurdi. Aveva tre anni….Un soldato ha raccolto il cadavere….Sulla spiaggia sembra che dorma – ha detto qualcuno. Sembra piuttosto che abbia voltato la testa alla terra,a tutto.

Ed è stata la volta di Carmen Moccia della compagnia teatrale Gulliver che ha lasciato un messaggio di speranza,  tratto da uno stralcio del Diario di Anna Frank:…”partecipo al dolore di milioni di uomini,eppure,quando guardo il cielo,penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili”.

Il professore Gerardo Santella, ha chiuso la serata con un intervento  veramente eccezionale sull’importanza della memoria,sull’esigenza della memoria. Quasi una lezione, un invito a, fare riflettere e a non dimenticare.

Doverosi sono stati i saluti del sindaco Nello Donnarumma che ha definito “il genocidio dei migranti nel Mediterraneo la Nuova Shoah. Nonostante la tristezza è stato contento di aver contribuito alla realizzazione di un momento comunitario e di condivisione.

“Con la nuova amministrazione – dichiara La dott.ssa Elvira Franzesec’è stata una svolta. Il sindaco Nello Donnarumma vuole fortemente che tutte le attività istituzionali che abbiamo messo in campo vengano svolte. E questa di stasera è una di quelle, che non poteva andare nel dimenticatoio. C’è stato poco tempo per poter organizzare l’evento anche con le scuole, perchè sarebbe stato molto importante coinvolgerle, sono il futuro. Con l’Assessorato – prosegue la Franzese –  porteremo avanti questo discorso. Gabriela Maiello non s’è tirata indietro quando le ho chiesto la sua preziosa disponibilità e ho cercato di coinvolgere le altre associazioni, ma è stata una scelta fatta al momento, di associazioni nuove e quelle che sono molto vicino a noi, ma ripeto è stata una scelta estemporanea. Tante associazioni avrebbero potuto partecipare, ne ho avuto la certezza con il loro interessamento. Sicuramente in altre occasioni vedremo la loro partecipazione. Ed è anche questo ciò che l’assessorato ha messo in conto. L’obiettivo principale è quello della condivisione. Si devono coinvolgere le associazioni, per me è fondamentale, la partecipazione è importante. 

E’ impressionante – conclude la dott.ssa Elvira Franzese –  come lo staff, professionisti, giovani, si impegnano, stasera lo staff di supporto agli eventi ha dato la sua fetta di lavoro, la mostra nella sala antistante alla sala  teatro  è opera loro e quant’altro hanno dovuto collaborare con l’ideatrice  Gabriela ,all’ evento: Agnese Vuolo, Daniela Nunziata Rega,Rosa Basilicata,Luca Montanino,Edoardo Siniscalchi,Marco Nunziata. E c’è un altro gruppo che mi aiuta nel lavoro che stiamo mettendo in campo per il centro storico. Altrettanti giovani professionisti che amano la loro terra”.

 

 

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